1,720,980 research outputs found
Special Issue on Understanding Human Capital in Italy: Comments and Guest Editor's Reply
Il contributo interviene a commento dell'articolo di De Angelis et al., dedicato alla mobilità interregionale degli studenti universitari (e apparso nel fascicolo precedente della rivista Politica Economica) e secondo il quale il fenomeno analizzato avrebbe come driver principale la qualità dell'università dove ci si reca a studiare, misurata tramite cinque indicatori dedotti da dati ISTAT e ANVUR). Nel contributo si propongono ulteriori spunti di ricerca sul tema, quali l'analisi del reddito e patrimonio familiare e l'incidenza della esigibilità di strumenti del diritto allo studio. Ci si sofferma, poi, sulla mancata disponibilità di dati affidabili che correlino la situazione di uno studente al suo ISEE familiare, necessari alla comprensione sociale ed economica della platea studentesca universitaria. Il contributo si conclude con una riflessione sull'effetto "san Matteo" (a chi più ha, più sarà dato) che pare oggi caratterizzare le politiche tra qualità, mobilità studentesca e finanziamento statale delle università
Le ragioni di una riforma: il nuovo modello di formazione iniziale e accesso al ruolo dei docenti di scuola secondaria
Nella prima parte, il saggio propone una retrospettiva critica degli esiti delle disposizioni che hanno disciplinato - negli ultimi trent'anni - la formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria e le modalità della loro selezione per l'accesso al ruolo. La prospettiva storica è necessaria per inquadrare le novità introdotte dalla Legge 107 del 2015 rispetto a questi due settori fondamentali della legislazione scolastica, a partire da quella di maggiore impatto sul sistema: la fase di selezione dei candidati, mediante concorso nazionale su base regionale, precederà quella della formazione professionale ed entrambe faranno parte di un percorso unitario (e non separato come nei modelli precedenti). Il saggio prosegue quindi nell'analisi del cosiddetto FIT, cioè del triennio - retribuito e valutato in itinere e complessivamente - destinato alla formazione alle competenze professionali, prima attraverso il conseguimento di un diploma universitario annuale di specializzazione e poi con un biennio di approfondimento e completamento della preparazione teorico-pratica, incentrato sull'attività diretta nelle scuole (tirocinio diretto e indiretto, supplenze) e sulla graduale assunzione di autonome funzioni docente. Nel saggio, particolare attenzione è dedicata al ruolo di co-progettazione scientifica e organizzativa dei nuovi percorsi di formazione dei docenti della scuola secondaria assunto da scuola e università
La nuova formazione universitaria dei docenti
Il contributo analizza le più importanti novità introdotte dal decreto legislativo n. 59 del 2017 in merito alla formazione universitaria dei docenti di scuola secondaria e alle modalità di accesso al ruolo, a partire dal ribaltamento di paradigma, dato che la selezione degli aspiranti docenti avverrà prima e non dopo la specifica formazione professionale. Ci si sofferma poi sulla specificità della disciplina transitoria, sui requisiti per accedere al concorso ordinario, sulle caratteristiche del successivo percorso formativo (da svolgersi prevalentemente in ambiente professionale e pertanto retribuito), sulla co-progettazione di scuola e università
La norma e la sua applicazione: la strada interrotta per l'ingresso della ricerca educativa nella politica scolastica
L'intervento esamina l'istituzione della Conferenza nazionale per la formazione iniziale e l’accesso alla professione di docente della scuola secondaria (disposta dall'art. 14 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 "Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docenti nella scuola secondaria"), quale esempio della difficoltà che la ricerca educativa incontra nel permeare la normativa scolastica. Ci si sofferma, in particolare, sulla fase attuativa della norma primaria da parte dell'Amministrazione ministerial
Editorial
The call launched through img-journal was an invitation to reflect, in theoretical terms or related to the results of specific research experiences, upon the broad conceptual space that lies between the true and the false. As historians we were (and are) particularly interested in the gradation and the scale of values that separates the two terms: we endorse our interpretative hypotheses based on the findings supplied by documents and sources – of diverse kinds – and the sense we assign to our research depends on their reliability or the awareness of their mendacity. With this in mind, we decided to focus our interest, within the visual dimension undertaken by the respondents to the call, less on what is false and/or falsified (and its theoretical classification) and more on the stress placed on the study and categorisation of the reproduction and replica (that today can easily reach an infinite number of examples), which digital technologies make simple and cheap. This is a disciplinary area of great interest, from an ontological and gnoseological perspective, because it allows us, on the one hand, to assess the contribution of both the “identical reproduction”, also dimensional, of different objects (from works of art to the typical artifacts of scientific research), and their re-materialisation, that is to say their digital and vectorial reproduction, to the lines of investigation and, on the other, to determine whether they open up new directions
Tra originalità e ritardi: le piazze dello scambio a Carpi nel tardo Medioevo
La ricerca affronta il tema della topografia dei luoghi di mercato in epoca tardomedievale a Carpi.
La storia degli spazi per la mercatura è stata la lente per osservare i "caratteri" urbani di Carpi - in alcuni casi di accento insolito e in controtendenza con quelli di città vicine - e per comprendere che il trasferimento e l'allestimento di tali spazi derivarono non solo da necessità di carattere commerciale ma da una precisa strategia signorile, tesa alla promozione del proprio potere politico anche attraverso il conferimento di nuove funzioni, compresa quella mercantile, ad un preesistente grande invaso, destinato a divenire la grande piazza centrale della città.
La ricerca si è avvalsa delle laconiche testimonianze coeve (rubriche statutarie, scarne determinazioni notarili e qualche toponimo) e dell'analisi comparata di analoghe realtà padane
Diritto allo studio universitario e diritto alla formazione superiore: problemi, prospettive, obiettivi
Il testo affronta il tema del diritto allo formazione superiore, a partire dall'analisi puntuale dei problemi strutturali (riconducibili a tre categorie interconnesse: carenza di finanziamenti, ritardi nell’assegnazione delle risorse disponibili e nell’attuazione normativa, frammentazione delle competenze e delle informazioni) che ancora oggi non agevolano l'accesso all'università. Ci si sofferma, poi, su quei nodi culturali che relegano il diritto alla formazione superiore nell’ambito delle politiche specialistiche e non in quelle di sistema che alimentano la buona crescita del Paese: tra questi, la coincidenza - per molti analisti - del diritto allo studio con alcune specifiche prestazioni (la borsa di studio, ad esempio); la limitata e paternalistica attenzione alla rapida maturazione dell’autonomia e dell’indipendenza personali, culturali e formative dei giovani; il pregiudizio sociale maturato nel corso dell’ultimo ventennio nei confronti della “spendibilità” del titolo di laurea; l'esigenza di valutare l'aggiornamento e l'ampliamento del perimetro delimitato dalla definizione costituzionale di «...capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi...» e delle competenze tra Stato e Regioni nel sostegno agli studenti e studentesse universitari. Infine, ci si sofferma su alcune proposte di riforma del sistema del diritto allo studio e di progettazione di un nuovo welfare studentesco, anche alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in gran parte a valere sulle risorse a disposizione del nuovo strumento
europeo Next Generation E
"Ogni cittadinƏ è importante per il proprio stato" : un'esperienza di storia sociale per la cittadinanza attiva
Nel capitolo si espongono gli esiti di una biennale esperienza didattica di storia contemporanea per i corsi di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria e di laurea in Educatore sociale e culturale (Università di Bologna), quindi non destinati alla specializzazione nelle discipline storiche. Tenuto conto dell’estrema femminilizzazione di entrambi i corsi di studio, progettazione e programmazione dell’attività didattica hanno fatto leva sui temi di genere, affinché fossero al centro dell’analisi attiva di chi andrà ad operare in settori strategici per la formazione e la strutturazione del tessuto sociale. Tuttavia, la prospettiva proposta in questi corsi di studio non specialistici per la Storia, non è stata quella della ormai canonizzata storia di genere: si è scelto, piuttosto, di offrire una ricostruzione complessiva di alcuni temi sociali e politici della Storia contemporanea, quale Storia del presente, in cui lo sguardo delle donne, soggetto o oggetto della riflessione storica, pone questioni e sollecita riflessioni sulla complessità dei fenomeni. Questo approccio ha significato inserire, ad esempio, la storia dei diritti delle donne nella storia della costruzione di una società inclusiva, consapevole, democratica, con l’intento di ribaltare una prospettiva in cui le donne sono viste, e si vedono, come un gruppo separato. Gli esiti di un questionario sull’impatto di genere e di un focus group, successivi alla conclusione delle lezioni, hanno testimoniato un accresciuto interesse per la Storia sociale contemporanea e una nuova attenzione alla disuguaglianza di genere, alla differenza tra l’uguaglianza formale e sostanziale, alla cittadinanza inclusiva
Gli Atlanti storici delle città europee. Alcune riflessioni a distanza di mezzo secolo
Questo articolo riguarda gli Atlanti storici delle città europee, una delle attività cardine della International Commission for the History of Towns (ICHT), che studia le città europee con metodo comparativo, utilizzando le mappe storiche come fonti. A 50 anni dalla pubblicazione a stampa del primo di oltre mezzo migliaio di atlanti, dei quali qui si illustra brevemente l’evoluzione – con un focus su quelli dell’Italia settentrionale –, essi sono in una fase di transizione verso il digitale che, sfruttando le potenzialità delle tecnologie informatiche, offrirà maggiori opportunità di comparazione e divulgazione.This article deals with the European Historic Towns Atlas project, one of the core activities of the International Commission for the History of Towns (ICHT), which studies European cities and towns with a comparative method, using historical maps as sources. Fifty years after the publication in print of the first of over half a thousand atlases, the evolution of which is briefly illustrated here with a focus on the atlases of northern Italy, they are in a phase of transition to digital technology which, by exploiting the potential of information technologies, will offer greater opportunities for comparison as well as dissemination
Smurra (Rosa), Houben (Hubert) & Ghizzoni (Manuela), éds. Lo Sguardo lungimirante delle capitali. Saggi in onore di Francesca Bocchi. The Far-Sighted Gaze of Capital Cities. Essays in Honour of Francesca Bocchi. Rome, Viella, 2014
Charruadas Paulo. Smurra (Rosa), Houben (Hubert) & Ghizzoni (Manuela), éds. Lo Sguardo lungimirante delle capitali. Saggi in onore di Francesca Bocchi. The Far-Sighted Gaze of Capital Cities. Essays in Honour of Francesca Bocchi. Rome, Viella, 2014. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 95, fasc. 4, 2017. Histoire Médiévale, Moderne et Contemporaine – Middleleeuwse, Moderne en Hedendaagse Geschiedenis. pp. 1101-1103
- …
