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    Vangelo contro-vangelo. Un'indagine sul rapporto mafia-Chiesa

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    Da lunghi decenni l’Italia combatte contro un problema sociale di particolare invasività, quello della mafia, che attraverso una molteplicità di volti si insinua nelle diverse sfere di gestione del potere, controllo del territorio, amministrazione e dinamiche sociali, acquisendo forza e vigore tali da, soprattutto in particolari zone, plasmare la società a sua immagine e somiglianza. Andando oltre a quell’importante ma tuttavia circoscritta ottica giornalistica che tratta dei “soliti ed efferati fatti di cronaca che catturano – solo – per qualche giorno la nostra attenzione” (don Ennio Stamile, in AA.VV. 2013, p. 9), in questo lavoro si vorrà adottare un più ampio sguardo sociologico al fine di delineare quelle caratteristiche peculiari che fanno del fenomeno mafioso – in particolare per ciò che concerne la ‘Ndrangheta – una vera e propria “società nella società”: la sua struttura familiare, la sua organizzazione politica (di tipo prevalentemente gerarchico) e legislativa (basata tanto sulla coercizione quanto sulla manipolazione), ed infine, elemento meno studiato ma in realtà non meno influente, la sua originale religiosità. Posta tale analisi, scopo del lavoro è quello di proporre una riflessione teorica ed una possibile linea d’azione che riesca ad indebolire il fenomeno mafioso attraverso l’abbattimento di tutti gli elementi che simultaneamente concorrono al suo mantenimento.It’s been decades since in Italy we are facing a social problem which has a huge invasiveness in our politics – that is, the problem of mafia. Through a multiplicity of mask, mafia infiltrates itself in various domain of the public life of our state, such as power management, territorial control, administration and social dynamics, to the point that it acquired so much strength that it is able to shape society in its image, expecially is some particular zones. Besides the important – but, still, finite – journalistic perspective, which pays attention only to the “soliti ed efferati fatti di cronaca che catturano – solo – per qualche giorno la nostra attenzione” (don Ennio Stamile, in AA.VV. 2013, p. 9), in this article I wish to enlarge the analysis by the use of a sociological point of view, in order to delineate the peculiar elements which makes mafia a “society inside society”, expecially in the case of ‘Ndrangheta. The elements that give it this character of “society inside society” are its familiar structure of ‘Ndrangheta, its political organization (which follows a hierarchic structure) as much as its legislative one (base both on coercion and manipulation) and, last but not least, its originality in the fields of religiosity and devoutness. Thus, the aim of my article is propose a theoric reflection on the base of which could be possible to elaborate an active strategy that can weaken the phenomenon of mafia by knocking down all the elements that cooperate simoultaneosly to its growth

    Glossario metodologico

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    Ponendosi come appendice metodologica al libro che studia le reti di corruzione osservando due distinti casi empirici, la zona grigia catanese e l'associazione Mafia Capitale romana, il contributo descrive le principali nozioni metodologiche relative alla Social Network Analysis, soffermandosi sulle metriche e le operazioni analitiche calcolate e compiute nella ricerca empirica

    Tra sacro e profano: i diversi volti della religiosità mafiosa

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    La specifica visibilità e pervasività che negli ultimi decenni ha caratterizzato l’attività mafiosa in Italia, ha fatto sì che tale fenomeno sociale acquisisse grande rilievo nella letteratura scientifica come nel dibattito pubblico. Nella disciplina sociologica contemporanea è possibile rintracciare tre principali filoni interpretativi che focalizzano ognuno l’attenzione su diversi aspetti del multidimensionale fenomeno mafioso: l’interpretazione culturale, che pone l’accento sugli aspetti simbolici della mafia, sostenendo che il potere, il mercato e l’organizzazione mafiosi non esisterebbero senza strutture simboliche di base; l’interpretazione economica, che focalizza l’attenzione sulle abilità imprenditoriali della mafia e sull’agire strategico d’impronta economico- politica che la contraddistingue; l’interpretazione relazionale, che pone al centro della riflessione l’abilità mafiosa di costruire un ampio capitale sociale che sta alla base dei processi di legittimazione e consenso. In seguito all’attenzione riservata dai media negli ultimi anni ad alcune circostanze verificatesi nel sud Italia in occasione delle più popolari festività religiose, la riflessione su questo particolare fenomeno sociale made in Italy si è focalizzata sempre più sul carattere religioso della mafia italiana. Gli interrogativi che ne sono sorti mettono in luce le diverse sfumature che caratterizzano il peculiare rapporto mafia-chiesa: come può la devozione religiosa conciliarsi con la violenza mafiosa? Perché la criminalità organizzata italiana dà tanta importanza alle processioni religiose? Qual è il comportamento degli esponenti della Chiesa cattolica difronte a questa situazione? Ritenendo ancora poco esplorato da un punto di vista sociologico questo aspetto della fenomenologia mafiosa, l’obiettivo è quello di ricostruire, attraverso la lettura di specifici documenti giuridici – sentenze e ordinanze – il complesso legame che la mafia italiana, nello specifico la ‘Ndrangheta calabrese, intrattiene con la religione cattolica e con le istituzioni ecclesiastiche adottando un approccio teorico integrazionista che metta in risalto al tempo stesso il carattere simbolico, strategico e relazionale di questo particolare legame

    CNDSS 2019. Atti della IV Conferenza Nazionale delle Dottorande e dei Dottorandi in Scienze Sociali, 5-6 Settembre 2019

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    CNDSS 2019 è la “IV Conferenza Nazionale delle Dottorande e dei Dottorandi in Scienze Sociali” che, per il secondo anno consecutivo, si è svolta presso la Sapienza Università di Roma (5-6 settembre 2019). Realizzata grazie al sostegno del Dottorato in “Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing” del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS), la quarta edizione della conferenza ha rappresentato uno spazio di dibattito su esperienze di ricerca e di confronto su approcci teorici e metodologici per giovani dottorandi e neodottori di ricerca nel campo delle scienze sociali provenienti da diversi Atenei italiani. In particolare, i lavori presentati nel corso di CNDSS 2019 hanno toccato ambiti di studio e di ricerca di assoluta rilevanza per gli studiosi delle scienze sociali, come ad esempio la comunicazione, i media e il giornalismo, la criminalità e la devianza, l’educazione e le politiche formative, l’identità e i processi culturali, l’individuo e i mutamenti sociali, i metodi e le tecniche della ricerca sociale e i nuovi scenari politici

    Mafia Capitale: un sodalizio di corruttori

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    Approfondendo qualitativamente lo studio delle dinamiche che definiscono gli scambi leciti e illeciti che nutrono la corruzione sistemica di Mafia Capitale, è possibile individuare una logica che oscilla tra l’immediatezza e la stabilizzazione dello scambio corruttivo. È emerso, in primo luogo, che è quasi sempre il sodalizio che contatta i soggetti con cui avviare gli scambi illeciti, di rado avviene il contrario; in secondo luogo, che, benché esista un obiettivo ideale di costruire una struttura relazionale “a lungo termine”, gli scambi illeciti promossi dal sodalizio prevedono quasi sempre saldi “a breve termine” o comunque entro un periodo pari alle tempistiche burocratiche necessarie per la realizzazione di un dato progett

    Il circuito di corruzione catanese tra clientelismo politico, accordi mafiosi e cartelli d’imprese

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    La rete di corruzione articolata sul territorio della provincia di Catania (Network CT) è stato studiato distinguendo analiticamente i due casi giudiziari scelti, dando innanzitutto conto delle dinamiche che definiscono la rete, ricostruita a partire dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto politici ed imprenditor

    The Social Network Analysis For The Study Of Mafia Associations. The Italian Case Of Mafia Capitale

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    The risk you take when you want to lead a study on the Mafia – a social phenomenon by its very nature characterized by secrecy – is to carry out superficial analyzes that opacify the object of investigation depriving it of its concreteness. For this reason, I think it is useful to address a methodological reflection on the study of mafia associations and to reason about which theoretical approaches, research methods and tools allow to better explore a phenomenon that, in multiple circumstances, represents a real social emergency. Following the social changes generated by globalization and the evolution of the cultural and economic models connected to it, organized crime has taken on a new form by developing more flexible and complex reticular organizational models. This renovation of criminal organizational phenomena requires the adoption of sophisticated theoretical and methodological tools that allow us a careful understanding to be reached: an empirical study on organized crime would not be exhaustive in any way if it limited to the use of traditional methodologies geared towards analysis of individual attributes, rather than towards relational dynamics that guide the association among persons. For these reasons, I propose a methodological reflection about the value of adopting the network approach and the utility of tools made available by the Social Network Analysis in the study of the Mafia. The idea is that the network perspective succeeds in capturing the specificities of a social phenomenon by its very nature characterized by the combination of multiple forms of association. Specifically, I will reflect on the advantages/disadvantages in the choose of analyzing relational data for the study of this topic and about difficulties that a researcher can meet during various steps of the research (selection of case studies, detection of sources, data collection and analysis). In support of the proposed arguments, I will illustrate an example of empirical research focused on the analysis of Mafia Capitale (a criminal group of Mafia inspiration, which has been active for a certain period in Rome). The choice of this empirical case depends on the particularity that distinguishes the Roman criminal organization, whose formation demonstrates how the transformations mentioned above have hit the Italian organized crime that, in certain circumstances, it has reconfigured itself by renouncing the archaic dimension that has always distinguished it and creating new associative forms

    Break The Honor Promise: Reasons Why Calabrian Mafia Affiliates Decide To Collaborate With Justice

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    Mafia can be undoubtedly classified as secret society, i.e. a social group that makes of the secret its form of existence and its constitutive element. In fact, secrecy is an essential condition that characterizes all the specific features of the mafia world – its relational structure, its values, its symbolism, its business – especially in the Italian Mafia, in which the “ability to know how to be silent” it is an indispensable affiliation requirement. The affiliation to a totalizing group like mafia association is “for life”, not only because the chances of defection are rare, but above all, because it is rare the intention to betray the clan (for an affiliate, to betray the clan often coincides with the betrayal of his own biological family). In this context, there are still few so-called pentiti (i.e. subjects affiliated to the Italian organized crime who decide to leave the mafia world by offering their collaboration to the State in order to facilitate law enforcement actions), despite the jurisprudence evolution about the incentives and the protection of these subjects has encouraged a considerable increase of this cases in recent years. For these reasons, I think that a study on motivations, causes and circumstances that induce the hard choice of collaborating with justice may be a valid contribution to the sociological analysis of the wider mafia phenomenon. Here I propose a case study concerning two Calabrian clans active in the city of Lamezia Terme, which in recent years have undergone a considerable and constant increase in the number of mafia turncoats: in fact, in the period between 2007 and 2013 the two clans have seen the collaboration of no less than twenty-two associates, a figure that has grown further in the following years. Specifically, the research aims to identify the factors that have triggered this “domino effect” which has also involved leading members of the Calabrian Mafia, forcing the clans to quickly and constantly reorganize their internal configuration and to considerably redistribute the territorial distribution of power. In order to meet this target, the statements of former gangsters reported in various judicial documents have been read and analyzed using qualitative techniques of the Content Analysis. From the same documents, information about the network of relations that defines the two clans have been also collected, which has been reconstructed through the techniques of Social Network Analysis. The integrated use of these two analysis methodologies, in my opinion, allows us to simultaneously investigate cultural, symbolic, strategic and relational factors that can trigger the “domino effect” of collaborations, all elements of primary importance for understanding a social phenomenon by its very nature mutable and elusive to the scholar's eye

    Il network romano del malaffare

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    Il contributo si inserisce in uno studio che analizza le reti di corruzione osservando due casi empirici di particolare rilevanza nel contesto italiano. Nello specifico, si ricostruisce il contesto socio-criminale e territoriale in cui ha preso forma il noto sodalizio denominato Mafia Capitale, descrivendo la storia dei promotori criminali dello stesso, i principali affari illeciti e la cointeressenza dei protagonisti dell'inchiesta giudiziari

    I numeri social. Facebook e Twitter nella campagna elettorale 2018

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    A partire dalle Elezioni Politiche del 2013 si assiste all'affermazione dei i social network sites come piattaforme centrali nelle strategie dei partiti politici in campagna elettorale, conquistando di conseguenza anche l’attenzione da parte della ricerca accademica: la campagna elettorale del 2013 quindi ha rappresentato un banco di prova decisivo per la consacrazione della rete come strumento di circolazione di informazioni politico-elettorali. Alla luce di queste considerazioni, il contributo presenta l'analisi delle attività di pubblicazione di contenuti ad opera dei partiti principali (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle) sulle rispettive pagine ufficiali Facebook e Twitter nel periodo di campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018, con l'obiettivo di indagare il comportamento delle forze politiche sui social network sites, al fine di individuare eventuali strategie comunicative adottate nella digital campaign
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