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Il difficile equilibrio tra politica agricola comune e regole antitrust dell’Unione europea: dal regolamento 1308/2013 alla direttiva 2019/633
Il contributo si sofferma sull’applicazione al settore agricolo delle norme UE in materia di concorrenza, soffermandosi in particolare sulle deroghe all’art. 101 TFUE previste dall’art. 42 TFUE e dall’art. 209 del regolamento 1308/2013. Dall’analisi condotta emerge la generale prevalenza delle disposizioni dei Trattati relative alla politica agricola comune su quelle in materia antitrust, come confermato dalla sentenza APVE, resa dalla Corte di giustizia nel 2017. La peculiarità del settore agricolo richiede, infatti, che siano promosse e rese più agevoli forme di aggregazione tra produttori al fine di controbilanciare il loro limitato potere contrattuale nell’ambito della filiera agricola. Inoltre, per rafforzare la protezione degli agricoltori e completare le lacune lasciate dal regolamento 1308/2013, il Parlamento europeo e il Consiglio, grazie alla procedura legislativa ordinaria introdotta dal Trattato di Lisbona nella materia considerata, hanno adottato la direttiva 2019/633 volta a tutelare i fornitori di prodotti agricoli dalle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare
Quando il diritto si scontra con la realtà: i minori migranti quali soggetti titolari del diritto al ricongiungimento familiare
Attraverso un'analisi trasversale delle rilevanti direttive dell'Unione europea, il lavoro offre un quadro delle criticità relative all'effettiva tutela del diritto all'unità familiare in capo ai minori migranti, con particolare riguardo alla categoria particolarmente vulnerabile dei minori stranieri non accompagnati. Dal diritto UE e dal t.u. immigrazione emerge un quadro giuridico in cui, se non nel caso di coloro che abbiano ottenuto lo status di rifugiato, il minore risulta quale soggetto da ricongiungere piuttosto che come soggetto titolare del diritto al ricongiungimento. Come possibile soluzione, tra le maglie lasciate aperte dall'ordinamento italiano, l'A. propone una lettura evolutiva dell'art. 31, c. 3, t.u., che consenta di estendere il diritto anche alle categorie di minori stranieri cui il diritto non è espressamente riconosciuto dalla legge, vale a dire i minori non accompagnati non (o non ancora) beneficiari di protezione internazionale
Minori e immigrazione: quali diritti?
La collettanea raccoglie gli atti del convegno «Minori e immigrazione: quali diritti?», tenutosi presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Verona in data 23 aprile 2015. Esso si iscrive nel quadro del progetto «Anno europeo dello sviluppo. Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro» realizzato dalla rete italiana dei Centri di documentazione europea (CDE) con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. L’intervento di apertura di Isolde Quadranti delinea il quadro della crisi nel Mediterraneo e nei Balcani occidentali con specifica attenzione ai minori stranieri non accompagnati. Ad esso seguono le relazioni inerenti ad alcuni degli aspetti più controversi legati alla tutela di questa categoria di soggetti vulnerabili. In particolare, figurano gli interventi del prof. Federico Casolari, che affronta il tema dei minori stranieri non accompagnati dal peculiare punto di vista della loro partecipazione alla vita politica; della prof.ssa Alessandra Cordiano, che si sofferma sugli istituti «privatistici» di protezione dei minori e sulle politiche sociali per la loro inclusione; nonché della prof.ssa Rossana Palladino, che analizza la posizione del minore straniero non accompagnato nell’ambito del sistema europeo di asilo. La titolarità in capo a tali soggetti di un vero e proprio diritto al ricongiungimento familiare è l’argomento su cui invece ha deciso di porre l’accento Caterina Fratea. Un’interessante testimonianza concreta è rappresentata dal contributo dei dott. Valentina Maraia, Alessandro Padovani e Catia Zerbato sull’operato, a tutela dei minori stranieri non accompagnati, del Comune di Verona e della Casa San Benedetto dell’Istituto Don Calabria attivo nella medesima città. A titolo di completezza non poteva mancare un intervento, affidato alla prof.ssa Maria Caterina Baruffi, che desse atto della protezione dei minori migranti da una prospettiva internazionalprivatistica, analizzando in particolare la delicata interazione tra la Convenzione dell’Aja del 1996 e il regolamento n. 2201/2003. Si evince pertanto come il testo si pro-ponga di trattare il problematico tema della tutela dei minori migranti sullo scenario internazionale affrontandone gli aspetti più attuali e, per molti versi, ancora irrisolti
Rimpatrio del minore straniero non accompagnato: solo una lettura sistematica della Dir. CE 2008/115 assicura il rispetto del principio del superiore interesse del fanciullo
Nella sentenza in commento, la Corte di Giustizia interpreta la Dir. CE 2008/115 in relazione ad una fattispecie di rimpatrio di un minore straniero non accompagnato. Viene in particolare stabilito che le autorità nazionali sono tenute ad accertare, anteriormente sia all’adozione della decisione di rimpatrio sia al concreto allontanamento, che nel paese di origine sussistano adeguate condizioni di accoglienza. In tale contesto, non sono compatibili con il diritto UE né eventuali normative nazionali che prevedano un trattamento differenziato tra minori sulla sola base dell’età, né prassi che consentano di procrastinarne l’allontanamento fino al compimento dei diciotto anni
Il ruolo delle euroregioni nel processo di integrazione europea: un federalismo alternativo?
Il presente contributo intende focalizzarsi sul processo di riclassificazione delle regioni frontaliere degli Stati membri dell’Unione europea in euroregioni, vale a dire in organizzazioni formate lungo più confini nazionali, cercando di definirne i tratti caratterizzanti e sottolineandone l’importante ruolo nel processo di integrazione europea a partire dagli anni Novanta ai nostri giorni
La tutela del diritto all’unità familiare dei minori migranti tra sistema europeo comune di asilo e direttiva sul ricongiungimento familiare: una lettura alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea
Since the A, S judgment of 2018, the Court of Justice has issued several decisions on the protection of the right to family unity of migrant minors, which bring into question the correct application of both Art. 10 of the 1989 New York Convention on the Rights of the Child and Art. 24(2) of the EU Charter of Fundamental Rights, which require the best interests of the child to be taken into account in all decisions affecting them. Similarly, the European Parliament emphasized that measures to improve the situation of migrant children and to protect their interests at every stage of asylum procedures should be included in the Union’s strategy and called on the Commission and Member States to ensure the implementation of procedural guarantees and rights for them in the Common European Asylum System, paying particular attention to rapid family reunification processes. In this context, the preliminary rulings of the Court of Justice represent important tools that allow, where minors are involved, to strengthen the protection of family members separated due to different and fragmented migration paths. In particular, the paper is intended to analyze those decisions that interpreted the Family Reunification. Qualifications and Procedures Directives, as well as the Dublin Regulation, focusing on the provisions that can play an important role in the protection of migrant children. Even though, under the present rules, the interpretation of the Court is aimed at guaranteeing these vulnerable subjects the highest degree of protection possible, some criticism arise regarding the need to bring some considerable changes into the Common European Asylum System, especially as far as the recognition of refugee status is concerned, in order to create a truly «uniform status of asylum for nationals of third countries, valid throughout the Union», as envisaged in Art. 78 TFEU
L’applicazione dei regolamenti europei e delle convenzioni internazionali in materia di famiglia
Nelle c.d. fattispecie con elementi di estraneità, le domande inerenti a separazione o divorzio, responsabilità genitoriale e mantenimento, pur presentate congiuntamente in quanto derivanti dalla medesima situazione fattuale, devono essere esaminate separatamente. Il giudice adito, prima di adottare nel merito i provvedimenti opportuni, è chiamato, in via preliminare, a determinare, per ciascuna domanda e sulla base di differenti strumenti sovranazionali, la giurisdizione e la legge applicabile alla stessa. La sentenza del Tribunale di Belluno del 9 novembre 2017 rappresenta un esempio di correttezza dell’iter logico da seguire nei procedimenti in materia di diritto di famiglia con implicazioni transnazionali
Stato dell'arte e nuove sfide nel diritto europeo della concorrenza
Il presente volume raccoglie gli atti del convegno “Stato dell’arte e nuove sfide nel diritto europeo della concorrenza” tenutosi in data 30 novembre 2018 presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Verona. L’iniziativa, in particolare, rientra tra le attività del modulo Jean Monnet 2017-2020 “European Competition Law – EuCL”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Erasmus+. Il convegno ha rappresentato l’occasione per riflettere sugli aspetti più attuali e peculiari che caratterizzano il diritto della concorrenza, nonché sulle più significative prese di posizione della Commissione e della Corte di giustizia. Ne risulta un’opera variegata nella quale si analizzano i temi che, tanto in ambito antitrust quanto in quello degli aiuti di Stato, hanno più recentemente catturato l’interesse della dottrina, anche con approfondimenti legati a specifici settori di intervento
Electronic commerce and the fashion industry: new challenges for competition law coming from the Digital Single Market
Digital technology has changed our markets to an extent last seen during the industrial revolution and electronic commerce has been growing steadily over the last decade. This paper intends to assess how the development of online sales has affected market strategies and the application of competition law, with a particular focus on the selective distribution agreements within the fashion industry. Secondly, the case law of the Court of Justice of the European Union is analysed in order to show how certain new contractual clauses, that have become frequent in the digital commercial landscape, require competition rules to be read under a new lens. The final part is dedicated to the recent Geo-blocking Regulation which represents one the most significant measures within the Digital Single Market, highlighting both its coordination with antitrust provisions and its application when competition law does not apply
Cross-border damage antitrust claims and private international law rules on jurisdiction
Il contributo analizza la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE relativa all’interpretazione dei regolamenti Bruxelles I e Bruxelles I bis con specifico riferimento ai principali titoli di giurisdizione applicabili al contenzioso risarcitorio antitrust con elementi di estraneità. Si tratta, in particolare, del forum damni, nella doppia accezione del luogo in cui si verifica l'evento generatore del danno e del luogo in cui si verifica l'evento dannoso, e del foro del litisconsorzio passivo
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