210 research outputs found

    Leggere carte geografiche di ieri e di oggi. Come e perché, di Aversano V.

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    Nel caso del libro qui recensito siamo chiaramente di fronte a un manuale di taglio umanistico, la cui collocazione di campo viene orgogliosamente rivendicata dall’autore in più passaggi dell’opera.In the case of the book reviewed here we are clearly dealing with a manual in the field of humanities, whose location is proudly claimed by the author in several steps of the work

    Geographers and Maps: a Relationship in Crisis

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    Recent studies have documented a tendency among geographers to reduce their use of maps. Research conducted in the framework of the present study confirms this finding. Possible causes and consequences of this phenomenon are discussed, and a number of contradictions are touched upon, pertaining to geographers' attitudes to maps in an era characterized by a boom in the use of visual tools both in lay and scientific circles. The phenomenon in question can be observed in the field of political geography as well - a field that has been greatly affected by critical geopolitics and its theoretical insights regarding the way in which we make maps, interpret and use them

    Cos'è Geopolitica

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    Il video si compone di una selezione di passaggi tratti da interviste che il proponente della sessione ha raccolto nel corso di colloqui con autorevoli studiosi non geografi che nella loro attività di ricerca si sono distinti per riflessioni sulla spazialità politica e sul valore politico del territorio. I docenti intervistati hanno diverse provenienze disciplinari: storia: Adriano Roccucci (Roma Tre); Francesco Benigno (Teramo), Eugenio Di Rienzo e Roberto Valle (Roma-Sapienza), Aldo Ferrari (Ca’ Foscari) relazioni internazionali: Alessandro Colombo (Milano Statale), Emidio Diodato (Perugia), Vittorio Emanuele Parsi (Milano Cattolica) storia del pensiero politico: Patricia Chiantera (Bari), Luca Scuccimarra (Roma-Sapienza), Carlo Galli (Bologna) diritto: Fulco Lanchester (Roma-Sapienza) studi strategici: Lucio Caracciolo (Roma-Luiss) storia militare: Virgilio Ilari (Milano Cattolica) sociologia politica: Alessandro Orsini (Roma Luiss)In questi ultimi anni si sono aperti nuovi orizzonti nelle scienze sociali per effetto di un rinnovato interesse nei confronti della spazialità e del territorio. Questa generale e nel complesso disorganica rivalutazione dello spazio come dimensione fondamentale della conoscenza, nota come “svolta spaziale”, ha spinto molte discipline a scoprire o riscoprire concetti e prospettive d’analisi elaborati dal pensiero geografico. Da qui deriva l’occasione di intavolare un costruttivo dialogo con benefici reciproci, perché anche la geografia vive la possibilità — e forse la necessità vista la sua natura costitutivamente non specialistica — di ridare slancio e basi rinnovate al suo rapporto con altre tradizioni disciplinari e altri approcci intellettuali. Questo video di più di 3 ore ha un duplice intento: presentare ai geografi i risultati più avanzati in tema di spazialità politica ottenuti in questi ultimi anni in vari campi delle scienze sociali e, prospettando nuovi terreni comuni di lavoro, promuovere un dibattito utile a un rilancio della dimensione politica della geografia. il video prevede l’alternanza di una voce narrante fuori campo e di passaggi rappresentativi tratti da interviste che l'autore ha raccolto in colloqui con autorevoli studiosi non geografi che nella loro attività di ricerca si sono distinti per riflessioni sulla spazialità politica e sul valore politico del territorio.In recent years, new horizons have emerged in social sciences as a result of renewed interest in space and territory. This general revaluation of space as a fundamental dimension of knowledge, known as "spatial turn", has prompted many disciplines to discover or rediscover concepts and perspectives of analysis elaborated by geographic thought. From here comes the opportunity to provide a constructive dialogue with mutual benefits, because geography also has the possibility - and perhaps the need for its inherently non-specialist nature - to restore momentum and renewed foundations to its relationship with other disciplinary traditions and others Intellectual approaches. This more than 3-hour video has a twofold purpose: presenting geographers with the most advanced results in terms of political spatial achievements in recent years in various fields of social sciences and, by projecting new common working areas, promoting a useful interdisciplinary debate on the political dimension of geography. The video provides the alternation of an external voice and interviews that the author has taken with authoritative non-geographic scholars who have distinguished themselves in reflections on political spatiality and political value of the territory

    Carte come armi. Geopolitica, cartografia, comunicazione

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    Le carte geografiche mostrano le forme del potere sul territorio ma sono anche strumenti di quello stesso potere. Lo rappresentano e allo stesso tempo lo esaltano, consapevolmente o meno. Con linguaggio accessibile e l’ausilio di molte immagini a colori, questo libro vuole introdurre a un tema che, pur collocandosi in un campo di studi oggi centrale nelle scienze sociali quale quello della dimensione simbolica del potere, risulta ancora troppo poco analizzato: la spazialità del potere e le sue espressioni cartografiche. Lo fa raccontando storie e tratteggiando personaggi, ma ambisce ad essere molto più di una semplice raccolta aneddotica: vuole infatti ricostruirne l’evoluzione storica, a partire da quei prodotti cartografici a cavallo tra scienza e arte eredi della tradizione rinascimentale fino alle sperimentazioni grafiche delle carte geopolitiche di oggi. I protagonisti del libro sono dunque molti: le carte come oggetti in sé, i loro autori, il pubblico che le sfoglia, il potere che le commissiona e vi viene ritratto anche quando non compare direttamente. Ma in realtà il protagonista principale è un altro ancora: l’atto comunicativo che si instaura tra la carta e l’osservatore, momento in cui si esprime tutta la ricchezza e il fascino del linguaggio cartografico.Maps are expressions of power on territory but are also tools of that same power. They represent it and at the same time exalt him, consciously or not. With accessible language and the help of many color images, this book aims to introduce a theme which is still too little analyzed, whilst being central to the study of the symbolic dimension of power: the spatiality of power and its cartographic expressions. It does it by telling stories and sketching characters, but aims to be much more than a simple anecdotal collection: it aims at reconstructing the historical evolution of this field of study, from the Renaissance tradition to today geopolitical infograhics. The main characters of the book are therefore many: the maps as objects in themselves, their authors, their audience, the power commissioning them. But at the end the main protagonist is a different one: the communicative act established between the paper and the observer, expressing all the richness and charm of the cartographic language

    Cartografia e potere. Segni e rappresentazioni negli atlanti italiani del Novecento

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    Questo libro offre una visione inconsueta della carta geografica tesa a smantellare l'idea comune che la vuole «uno specchio fedele del territorio», frutto esclusivo di oggettive competenze scientifiche e tecniche. Ciò che il libro evidenzia, invece, sono le determinanti culturali e ideologiche che orientano a monte il disegno cartografico e rendono la carta, a volte, molto più di un semplice ausilio all'orientamento: un potente e suggestivo strumento in grado di costruire consenso, servire interessi di parte e accompagnare progetti politici. Il libro è suddiviso in due parti. Nella prima vengono presentate in forma chiara e con l'ausilio di esempi le numerose soluzioni tecniche (come l'uso del colore o la nomenclatura) atte a conformare una carta geografica e un atlante a una specifica visione degli spazi. Nella seconda parte viene approfonditamente analizzato un caso di studio utile a mostrare concretamente le dinamiche e gli interessi di gruppo suscettibili di orientare la produzione cartografica di un paese: la storia del rapporto tra potere politico ed editoria cartografica privata in Italia dall'inizio del Novecento agli anni Sessanta.This book offers an unusual vision of the map aimed at dismantling the common idea considering it as "a true mirror of the territory", exclusively the result of objective scientific and technical expertise. What the book shows, however, are the cultural and ideological determinants conditioning cartographic design and making the map much more than a simple aid to orientation: a powerful and fascinating tool for consensus building, serving partisan interests and accompanying political projects. The book is divided into two parts. In the first are presented the numerous technical solutions (such as the use of color or nomenclature) able to adapt maps and atlases to a specific vision of the territory. In the second part is thoroughly analyzed a case study useful to show concretely the dynamics and group interests likely to orient the cartographic production of a country: the story of the relationship between political power and publishing houses in Italy since the beginning of the twentieth century to the sixties

    On the legitimacy of the neoliberal discourse and the material and symbolic devices of territoriality. Reflections on the recent work of David Harvey

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    Il pensiero di David Harvey ha segnato in profondità la storia della geografia inaugurando una stagione che l’ha vista attivamente coinvolta nel dibattito attorno alle grandi questioni sociali dei nostri tempi. Alla propria già ricca produzione l’autore ha aggiunto nel 2014 una nuova opera, Seventeen Contradictions and the End of Capitalism, nella quale aggiorna la propria critica al sistema del capitale sulla base degli eventi seguiti alla crisi di origine finanziaria esplosa nel 2007 con lo scoppio della bolla speculativa nel settore immobiliare e il relativo crollo dei valori di mercato. Questo articolo, pur condividendo l’urgenza di mettere a nudo le incongruenze alla base della logica neoliberale e denunciare i drammatici risultati a cui conduce sul piano sociale ed ecologico, mette in discussione alcune evoluzioni che la riflessione critica di Harvey ha subìto nel corso del tempo. In particolare, ci si sofferma sul concetto di produzione di spazio e sulle più recenti interpretazioni del pensiero di Harvey circa la questione della territorialità. Infine, la figura di questo studioso viene inquadrata nel panorama geografico odierno, che la relega in posizione marginale per via della mancanza di sintonia con i paradigmi scientifici dominanti.The thought of David Harvey has profoundly changed the history of geography, heralding a time that has seen it actively engaged in debate over the great social issues of our times. To his already rich repertoire the author has added a new work in 2014, Seventeen Contradictions and the End of Capitalism, in which he updates his criticism of the system of capital on the basis of events following the crisis, of financial origin, which exploded in the United States in 2007 with the bursting of the speculative bubble in the real estate sector and the corresponding collapse in market values. This article, while agreeing with the urgency to lay bare the inconsistencies underlying neoliberal logic and to draw critical attention to the dramatic results to which it leads on a social and ecological level, calls into question some developments that the critical reflections of Harvey have undergone over time. In particular, it focuses on the concept of production of space and on the latest interpretations of the ideas of Harvey regarding the question of territoriality. Lastly, the figure of this scholar is framed in the geographic landscape of today, which relegates him to a marginal position due to a lack of being in tune with dominant scientific paradigm

    L’interpretazione in geopolitica. L’adesione della Turchia all’Unione Europea e le sue rappresentazioni

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    La rassegna di dichiarazioni sul tema dell’adesione della Turchia all’Unione Europea proposta in questo lavoro intende smontare e rimontare affermazioni riproducendo una narrazione geopolitica, simulata ma al tempo stesso verosimile.The review of statements on the issue of Turkey's European Union proposed in this book aims to disassemble and reassemble statements reproducing a geopolitical narrative, simulated yet realistic

    Geopolitica, pensiero e azione (Vol. I)

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    Lo scopo del testo che avete sotto gli occhi è introdurvi nel mondo della politica attraverso la chiave spaziale, cioè utilizzando come strumento d’analisi una delle modalità fondamentali con cui l’uomo fa esperienza del mondo, lo spazio. A questa impresa diamo il nome di Geopolitica

    Numero monografico dedicato alla geopolitica

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    Monografia sulla geopolitica da una prospettiva multidisciplinar

    Fascicolo sulla Geopolitica

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    Monografia sulla geopolitica con il contributo di studiosi di varia provenienza disciplinar
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