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    Belisario Acquaviva d'Aragona. Esposizione del Pater noster

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    Domenico Defilippis nel suo corposo contributo introduttivo all’Esposizione del Pater Noster di Belisario Acquaviva d’Aragona, duca di Nardò, individua due prospettive che configurano due diverse immersioni nella realtà testuale: una interna, che porta alla scoperta della profonda spiritualità dell’Acquaviva e l’altra esterna che rende ragione: del percorso ‘forzato’ dell’autore dal primario impegno di uomo d’armi, in cui ha dato ampia prova del proprio valore militare, a letterato; del lungo e complesso iter compositivo della versione latina dell’opera, stampata nel 1522, e della traduzione in volgare, rimasta manoscritta; delle motivazioni ideologiche dell’adozione di un volgare letterario (il «napoletano misto»), che come mostra l’analisi linguistica, rimane aderente al modello della koiné napoletana, pur leggermente corretto in senso toscano; dei motivi e delle circostanze di maggior rilievo che sono alla base della scrittura; dell’esegesi ac- quaviviana condotta sulla scorta della Bibbia col sostegno di auctores classici e cristiani, ‘stimolata’ ed arricchita da esperienze autobiografiche e da alcuni ammaestramenti per consigli ed esempi; degli elementi ‘promozionali’ e celebrativi della nobile casata acquaviviana; dei punti divergenti o di contatto con l’Esposizione del Pater noster di Galateo. Dalla trattazione emerge in maniera chiara, in ideale prosecuzione e collegamento con la precedente produzione letteraria del duca di Nardò (i quattro opuscoli sull’educazione dei figli dei principi), che quest’opera spirituale non rappresenta una fuga dalla realtà, ma esprime piuttosto la consapevolezza dell’uomo di non poter costruire per sé un contesto sociale regolato da giustizia ed uguaglianza senza l’aiuto della retta interpretazione e dell’attuazione della parola di Dio. L’opera di Belisario infatti, proprio per la sua struttura, non offre solo una lettura in chiave cristiana del Pater noster, ma ambisce anche a svolgere una funzione pedagogica di sensibilizzazione sul piano morale e comportamentale del pubblico di nobili cui si rivolge e al quale è affidato il retto governo della cosa pubblica

    Belisario Acquaviva d'Aragona, Esposizione del Pater noster. Testo volgare e latino, premessa di C. Lavarra, prefazione di F. Tateo, introduzione, edizione critica e note di D. Defilippis

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    L'edizione, criticamente curata, del finora inedito volgarizzamento dell'Esposizione del Pater noster del Duca di Nardò Belisario Acquaviva d'Aragona, realizzato nel secondo decennio del Cinquecento, è stata condotta sull'unico ms. che lo tramanda ed è corredata, a fronte, dal testo latino su cui l'autore ha condotto la propria traduzione, tradito dal medesimo codice (XII-F-2 della Biblioteca Nazionale di Napoli). Un'ampia introduzione ricostruisce la figura dell'Acquaviva, il suo impegno di letterato, l'ambiente in cui visse e operò e la storia del testo, che comprende anche indispensabili osservazioni di carattere linguistico trattandosi di uno dei rari esempi di volgarizzamenti primocinquecentesci d'area meridionale, redatto in lingua di koiné meridionale. L'editore ha curato, oltre l'Introduzione, la Nota al testo, gli apparati filologico, esegetico e delle fonti, che corredano il testo, il glossario e gli indici dei nomi e delle opere
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