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Gli snodi problematici della riforma Cartabia con uno sguardo al futuro. Giovani studiosi a confronto Foggia, 22 ottobre 2022
La riforma del processo penale, nonostante le difficoltà e le ultime incertezze, ha finalmente compiuto l’ultimo passo che la separava dall’approvazione definitiva.
Un progetto ampio, ambizioso e, soprattutto, controverso. La sua gestazione è stata complicata, caratterizzata dall’avvicendarsi e dal sovrapporsi di schemi e modelli differenti, a volte antitetici. Non meno problematica è stata l’entrata in vigore, improvvisamente rinviata e poi diluita nel tempo, così come, poco prima, l’interpretazione delle previsioni in materia di improcedibilità hanno vissuto un esordio traumatico, segnato immediatamente da sospetti di illegittimità costituzionale e polemiche.
È quindi necessario valutare l’impatto della novella, cogliere le sfumature e le conseguenze pratiche della trasformazione radicale di snodi vitali del processo penale attraverso un’esercitazione generale sul testo legislativo che concorra ad agevolarne la lettura, nell’auspicio che questo impegno possa contribuire a metabolizzare meglio la metamorfosi in atto.
É questo lo spirito con il quale i ricercatori della Cattedra di diritto processuale penale del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia hanno invitato ricercatori, assegnisti di ricerca, dottori e dottorandi di ricerca a proporre brevi interventi sui molteplici settori interessati dalla novella da esporre in un incontro che si è tenuto il 22 ottobre 2022, a margine del Convegno dell’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale.
Il panorama tracciato dalla riforma è indubbiamente ampio e suggestivo, così come molteplici sono le riflessioni che stimola. Coerentemente con queste sollecitazioni, gli interventi dei giovani studiosi si soffermano sui nuovi congegni processuali per declinare i temi generali attraverso l’esame dei singoli ingranaggi, in modo tale da sondare l’attitudine delle nuove norme a soddisfare le esigenze di speditezza e velocizzazione del rito penale e, parallelamente, verificare se questo risultato possa essere raggiunto senza interferire con i principi fondamentali del giusto processo.
Il volume raccoglie gli interventi di tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa e con il loro contributo hanno arricchito questa occasione di incontro, di confronto e di discussione tra giovani studiosi
Il superamento delle preclusioni alla risocializzazione: un’occasione mancata della riforma penitenziaria
Ad oltre quarant’anni dalla riforma penitenziaria, l’umanesimo di matrice costituzionale che ne aveva ispirato
la trama sembra aver lasciato il passo ad una involuzione carcerocentrica veicolata da molteplici interventi
punitivo-simbolici con cui il legislatore dell’emergenza ha inteso “trincerare” il sistema penitenziario. Utilizzando
il grimaldello rappresentato dall’art. 4-bis ord. penit., sono stati progressivamente inseriti numerosi automatismi
carcerari, basati su presunzioni pressoché assolute di persistente pericolosità sociale, che impongono di default
un trattamento carcerario di rigore. In direzione opposta si è mossa la giurisprudenza costituzionale, impegnata
in un’opera di reductio ad constitutionem del sistema penitenziario che sembra celare l’inizio di un progressivo
superamento del modello di decisione giudiziale basato su regole generali indefettibili, che affidano al solo
legislatore il bilanciamento degli interessi in gioco, amputando di netto la discrezionalità del giudice. Lungo
questa traiettoria si è inserita la recente riforma penitenziaria, nata con il dichiarato intento di superare il rigido
sistema delle preclusioni alla riabilitazione, relativizzando le presunzioni assolute di pericolosità e restituendo
al giudice di sorveglianza la facoltà di individualizzare il trattamento carcerario. Il pregevole lavoro istruttorio e
redazionale iniziato con gli Stati generali e poi confluito nel progetto Giostra, però, ad un metro dal traguardo
è stato travolto dall’ennesima deriva populista, che ha stroncato l’opera di sfoltimento delle ipotesi ostative alla
rieducazione.More than forty years after the prison reform, the underlying constitutional humanism thereof seems to be
overcome by a prison-centric involution, where legal punitive-symbolic measures aims to ‘entrench’ the prison
system. Through art. 4-bis of the Prison Law, several automatic effects based on presumptions almost absolute
provide for a default harsh imprisonment. The Constitutional Court case law, in turn, tried to make the prison
system consistent with the Constitution, starting to overcome the judicial approach grounded on imperative
rules, where only the lawmaker is entitled to struck a deal among the interests at stake, limiting the judicial
review. In the said pattern, the recent Prison Reform had the aim to overcome the strict system of foreclosure to
rehabilitation, avoiding absolute presumptions and giving back to the Judge overseeing sentences the power to
taylor the treatment on each prisoner. The valuable preparatory and drafting work started by the States general
and later included in the so-called Giostra project, however, was eventually overturned by the umpteenth populist
drifting, that stopped the reduction of the cases limiting re-education
Circolazione delle sentenze irrevocabili e presunzione d’innocenza nell’interpretazione della Corte europea
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto non sussistente la violazione
della presunzione di innocenza di cui all’art. 6, § 2, C.e.d.u. conseguente
alla menzione del nome del ricorrente in sentenze concernenti i coimputati le
cui posizioni erano state stralciate e definite precedentemente, sottolineando
come i riferimenti si risolvessero nella mera descrizione neutrale dei fatti,
senza alcuna efficacia vincolante per il procedimento penale ancora in corso,
essendo invece unicamente funzionali all’accertamento in forma chiara e accurata
dei fatti di causa rilevanti nel processo a quo
Pluralità di difensori e ricorso in Cassazione
Nota a Cass., S.U., 15 dicembre 2011, n. 12164.
Il commento analizza la decisione delle Sezioni Unite, chiamate a decidere se la nomina di un terzo difensore di fiducia da parte dell’imputato,
in assenza di revoca espressa di almeno uno dei due precedentemente
designati, dia luogo o meno ad una revoca implicita nei confronti
di costoro
I recenti orientamenti in tema di revisione delle sentenze di proscioglimento con condanna al risarcimento
La giurisprudenza di legittimità per lungo tempo ha ritenuto non soggette a revisione le sentenze di proscioglimento per prescrizione con condanna alle statuizioni civili, attesa l’impossibilità di ricondurre simili pronunce nell’alveo delle sentenze di condanna stricto sensu intese. Sulla scorta delle indicazioni europee, però, si è progressivamente imposta una riflessione più matura sulla natura di tali provvedimenti “apparentemente liberatori”, che ha condotto le Sezioni Unite a rovesciare l’orientamento in auge
Le garanzie linguistiche nel “giusto processo europeo”: l’omesso interrogatorio dell’arrestato per irreperibilità dell’interprete
La Corte di cassazione ritorna sul tema dell’assistenza linguistica all’arrestato alloglotta, adeguandosi all’orientamento
maggioritario e ammettendo l’omissione dell’interrogatorio per irreperibilità dell’interprete, con conseguente convalida
della misura precautelare.
Si tratta, tuttavia, di capire se un simile orientamento sia ancora ammissibile nella “primavera europea” delle garanzie
difensive.The Court of Cassation returns to the topic of language assistance for an alloglot arrestee, accepting the majority
orientation in case law and allowing for the omission of interrogation on the grounds of the unavailability of the
interpreter, thus validating the precautionary measure.
It is, however, to be seen whether such an approach is still permissible in the "European spring" of guarantees for
the defence
Guida in stato d'ebbrezza: gli accertamenti sullo stato del conducente
Il reato di guida in stato di ebbrezza è sicuramente una delle fattispecie più
frequenti in ambito penale, sempre all’attenzione dell’opinione pubblica nonché
oggetto incessante di studio ed interesse di molti esperti del settore giuridico
La traduzione dell’avviso di udienza dinanzi al Tribunale del riesame
La nuova formulazione dell'art. 143, co. 3, c.p.p. – a seguito delle modifiche
introdotte dal d.lgs. 4 marzo 2014, n. 32, in attuazione della Dir. 2010/64/UE
sul diritto alla interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali – prevede
la traduzione facoltativa di tutti quegli atti, o anche solo di una parte di
essi, che siano ritenuti fondamentali ai fini della conoscenza degli elementi
d’accusa.
L'avviso di fissazione dell'udienza dinanzi al Tribunale del riesame non rientra
in tale previsione, contenendo solo l’indicazione della data dell'udienza
fissata per l'esame del gravame proposto dallo stesso indagato o dal suo difensore;
ne discende che nessuna conseguenza sanzionatoria può essere prevista
in caso di omessa traduzione nella lingua nota all’imputato
La nuova fisionomia della vittima del reato dopo l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva 2012/29/UE
Il Governo ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI. Tale decreto si propone di fornire una tutela reale alle persone offese, che si snodi attraverso l'implementazione di diritti
dinamici, quali quelli all'informazione e alla partecipazione, creando, al contempo, una rete assistenziale e protettiva che le accompagni nel complesso iter processuale. Particolare attenzione viene riservata ai soggetti vulnerabili come, ad esempio, le donne, i minori, gli stranieri e a chi ha subito violenza. Il provvedimento mira non solo a recepire gli
standards minimi imposti dall'Europa, ma, altresì, a rispondere alle esigenze solidaristiche di matrice costituzionale, che prescrivono l'inclusione della vittima nel processo con la stessa intensità desumibile dai richiami sovranazionali
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