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Fritz Lang. I giochi della forza e della follia
Il volume raccoglie contributi che vanno da alcune analisi del cinema tedesco dall’espressionismo alla propaganda di Leni Riefensthal (De Benedictis, Iezzi, Gigliucci), al rapporto tra tecnica ed espressione (Iezzi), al lavoro di un musicista, Mario Castelnuovo-Tedesco, emigrato ad Hollywood dove divenne il maestro di grandi compositori di colonne sonore (Caputo), allo scontro tra il cinema di Pier Paolo Pasolini e la censura italiana (Bruni)
Maurizio De Benedictis
L'articolo propone un ricordo di Maurizio De Benedictis (1951-2021), per oltre quarant'anni prima ricercatore e poi professore all'Università "La Sapienza" di Roma, ripercorrendone i campi di studio e la vasta produzione scientifica. La carriera accademica di De Benedictis può essere divisa in due parti: iniziata come studioso di letteratura italiana e poi proseguita nell'àmbito della storia del cinema. L'intervento si conclude con una rapida disamina del corpus narrativo di De Benedictis, il quale, oltre che saggista, è stato anche autore di romanzi e racconti. Emerge la figura di uno studioso dall'intelligenza vivace e poliedrica
Maurizio De Benedictis tra letteratura e cinema
L'articolo traccia un ritratto di Maurizio De Benedictis (1951-2021), per oltre quarant'anni prima ricercatore e poi professore all'Università "La Sapienza" di Roma,
ripercorrendone i campi di studio e la vasta produzione scientifica. La carriera accademica di De Benedictis può ssere divisa in due parti: iniziata come studioso di
letteratura italiana e poi proseguita nell'àmbito della storia del cinema. In realtà questi due interessi si sono da sempre intrecciati nel suo lavoro di studioso, dando
origine ad approcci critici vitalmente complessi e dotati di un'originale apertura metodologica. L'articolo si conclude con una disamina del corpus narrativo di De
Benedictis, il quale, oltre che saggista, è stato anche autore di romanzi e racconti. Emerge la figura di uno studioso dall'intelligenza vivace e poliedrica, capace di
affascinare e coinvolgere generazioni di studenti nelle sue grandi passioni culturali
Città in guerra: esperienze e riflessioni nel primo ‘500. Bologna nelle “guerre d’Italia”
Il Convegno i cui Atti sono pubblicati nel volume si è svolto nei giorni 10-11 novembre 2006, a cinquecento anni esatti da un evento che è stato assunto a spartiacque della storia di Bologna: la fine della “signoria” dei Bentivoglio e la “conquista” di Bologna da parte di Giulio II. Nel corso delle due giornate di studio l’evento è stato riconsiderato da un punto di vista alquanto trascurato dagli studi più o meno recenti, ma ben presente nella coscienza dei contemporanei: quello di una tra le tante “guerre d’Italia” (1494-1559). Il progetto del convegno è stato suggerito dalla ripresa, negli ultimi anni, dell’interesse su questo classico tema della storiografia politica, letteraria, culturale. Alcuni dei più attivi protagonisti del rinnovamento degli studi hanno accettato l’invito di portare il loro contributo, fornendo non solo apporti originali alla storiografia sulle guerre d’Italia (e d’Europa) e sulla “guerra di Bologna” del 1506, ma indicando anche nuove ipotesi di lavoro sul come “fare storia” avendo come problema il nesso tra politica e guerra sulla base delle esperienze e delle riflessioni dei protagonisti. I parte: L’Italia in guerra. Esperienze e riflessioni nel primo ‘500. Saggi di Diego Quaglioni, Gian Carlo Garfagnini, Jean-Louis Fournel, Jean-Claude Zancarini, Jean-Jacques Marchand, Gian Mario Anselmi. II parte: Le molte guerre d’Italia: esperienze e protagonisti. Saggi di Maria Antonietta Visceglia, Massimo Rospocher, Ottavia Niccoli, Letizia Arcangeli, Carlo Taviani, Elena Valeri. III parte: La guerra di Bologna. Saggi di Emanuele Cutinelli-Rendina, Giorgio Forni, Mario Fanti, Maurizio Ricci, Flavia Gramellini, Angela De Benedictis
Botticelli, Core Datan e Abiron
Il riferimento all'affresco è in BIBLIOGRAFIA B 5. A. De Benedictis, Abbattere i tiranni, punire i ribelli. Diritto e violenza negli interdetti del Rinascimento, in «Rechtsgeschichte. Zeitschrift des Max-Planck-Instituts für europäische Rechtsgeschichte», 11, 2007, pp. 86
Raffaello, La cacciata di Eliodoro dal tempio
Il riferimento all'affresco è in BIBLIOGRAFIA B 5. A. De Benedictis, Abbattere i tiranni, punire i ribelli. Diritto e violenza negli interdetti del Rinascimento, in «Rechtsgeschichte. Zeitschrift des Max-Planck-Instituts für europäische Rechtsgeschichte», 11, 2007, pp. 85-86
«La figura quadrata non deve essere trasformata in rotonda». La dottrina del privilegio e la pace di Costanza in età moderna
Il saggio propone una lettura di alcuni testi giuridico-politici pubblicati in Europa tra la metà del XVI e la seconda metà del XIX secolo. Ciò che accomuna tutti i testi è che essi utilizzano e rielaborano i princìpi fissati nella Pace di Costanza (1183) riguardo ai privilegi, per quanto ne forniscano interpretazioni diverse e talvolta contrastanti.
Attraverso il riferimento al ruolo dei privilegi nella Pace di Costanza, i testi presi in esame affrontano fondamentali questioni che in età moderna erano proprie sia del “diritto penale” sia del “diritto pubblico”: il crimine di lesa maestà; il ruolo del princeps, l’ampiezza della sua potestas, i limiti della potestas absoluta; la garanzia libertà, delle esenzioni e dei privilegi delle città e dei prìncipi italiani; l’importanza della “libertà di privilegio” per il moderno concetto di libertà nei primi anni dell’Italia unita
Quaglioni, L'iniquo diritto
BIBLIOGRAFIA B 9. D. Quaglioni, L’iniquo diritto. «Regimen regis» e «ius regis» nell’esegesi di I Sam. 8, 11-17 e negli «specula principum» del tardo Medioevo, in Specula Principum, a cura di A. De Benedictis (con la collaborazione di A. Pisapia), Frankfurt am Main, Klostermann, 1999, pp. 209-242
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