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Interessi, conflitti e politiche di governo nei boschi lombardi di pianura nell’età delle riforme: la comunità di Abbiategrasso
Oggetto di questo saggio sono le politiche forestali attuate nella comunità di Abbiategrasso nel XVIII secolo, una comunità della provincia milanese contraddistinta da ricche distese boschive e dalla vicinanza e comodità dei trasporti verso la capitale, fattori che ne avevano fatto un polo importante per gli approvvigionamenti di legname della città di Milano. La maggior parte dei boschi era di proprietà comunale. Si prendono qui in considerazione dimensione ed evoluzione diacronica dei boschi, usi, forme di gestione e politiche di governo, i tentativi di mediare fra le esigenze spesso contrastanti degli attori sociali e gli esiti in termini di preservazione delle risorse forestali.The subject of this essay is the forestry policies implemented in the community of Abbiategrasso in the eighteenth century, a community of the Milanese province characterized by rich woodlands and by the proximity and convenience of transport to the capital, factors that had made it an important pole for the supply of lumber of the city of Milan. Most of the woods were municipal property. Here we take into consideration the diachronic dimension and evolution of forests, uses, forms of management and government policies, attempts to mediate between the often conflicting needs of social actors and the outcomes in terms of conservation of forest resources
Milano, la città e lo Stato nello spazio europeo
Nel Cinquecento l’Italia centro-settentrionale era l’area più urbanizzata d’Europa e Milano era fra i maggiori centri. Divenuta fulcro del sistema strategico spagnolo dopo le guerre d’Italia, Milano vide crescere ulteriormente la sua funzione di ponte fra Mediterraneo e territori Oltralpe anche sotto il profilo militare. Nel Seicento si ridisegnarono gli equilibri fra gli stati europei e con essi le gerarchie urbane a svantaggio dei piccoli stati. Dopo la crisi Milano avviò una ripresa, che si rafforzò nel secolo successivo grazie al vasto riordinamento amministrativo, alle grandi opere pubbliche e ai progetti di rilancio economico in un quadro italiano politicamente sempre più complesso
Con un nuovo incanto è da sperarsi un ribasso maggiore nel prezzo : il riordino degli appalti militari nella Lombardia Austriaca del 18. secolo
The author of this essay describes the reforms implemented by Field Marshall Ludwig Andreas von Khevenhüller in order to rearrange the contract system of the military quartering in the Absburg Lombardy of the early XVIII century. These contracts were at the heart of a system of multilateral relations that involved the Central Government, the local authorities, civil contractors and military officers. While a previous reform undertaken by the first census committee managed to establish a more fair and rational levy structure, this new attempt, carried out by the highest ranking military officer of the Province, tried to improve the cost management mostly by the mean of an expense and waste reduction. This reform attempt was bound to lead to tensions with the Milanese power élites who intended to preserve and defend their traditional self government privilege. The struggle that ensued lasted up to the second half of the century merging into the wider reform process that involved both the civilian and military institutions during the Enlightened Absolutism age
Dalle due parti del muro : cittadini e soldati alla guerra d'assedio nell'Italia del Settecento
Durante il XVIII secolo le trasformazioni delle tecniche di assedio comportarono una profusione di mezzi molto più ampia che in passato, coinvolgendo la popolazione civile in maniera massiccia. All’appressarsi dei venti di guerra le città facevano ricorso a misure eccezionali per affrontare l’emergenza, contravvenendo a normative consolidate e ai tradizionali privilegi cetuali. Cittadini e rurali dovevano assistere sia i soldati rinserrati entro la piazzaforte, sia gli assedianti, mediante la fornitura di beni materiali e prestazioni di lavoro.
Sotto il profilo più strettamente militare si confrontavano sul campo nuovi modi di condurre l’assedio: il metodo scientifico di Vauban si scontrava con i diversi intendimenti dei generali delle truppe campali, che preferivano investire le fortezze col fuoco travolgente di un attacco di artiglieria pesante allo scopo di abbreviare i tempi della risoluzione finale. Importante era infine la fase delle trattative, nella quale entravano in gioco elementi diversi; anche la lingua che si sceglieva di impiegare giocava un ruolo significativo.The art of war developments occurred in the XVIIIth century led to some changes in the siege warfare techniques that implied an increased need of various kind of supplies and a wider engagement of the civilian population in the military operations. Countrymen, villagers and town dwellers had to support both the besieging and the besieged forces providing them with large amounts of food and supplies and granting fatigue duties for the necessity of the armies involved. Also, the towns to be besieged were forced to face the menace giving up the established rules that regulated city life and infringing traditional estates’ privileges.
From a military point of view it is interesting to note that in this period the scientific siege method carried out by Vauban in the late XVIIth century was more and more frequently disregarded by field army generals, who preferred to storm the towns relying mainly on artillery firepower and overwhelming odds in order to hasten the capitulation of the fortresses. A special attention has to be dedicated to the negotiations that usually took place during a siege: in this phase several different aspects played a key role, for example the choice of the language to be adopted during the talks between the contenders
Trotti Bentivoglio, Gian Galeazzo
Biografia di Gian Galeazzo Trotti, mastro di campo generale vissuto nello Stato di Milano durante il XVII secolo e artefice di importanti vittorie per gli eserciti spagnoli nella guerra contro la Francia. Le sue abilità militari gli valsero la denominazione di "Marte d'Insubria" e la concessione di numerose mercedes e avanzamenti di carriera, coronati da titoli nobiliari e acquisizioni di feudi
Visconti, Francesco Bernardino
Biografia di Francesco Bernardino Visconti, fin dall'Ottocento identificato da molti con l'Innominato dei Promessi Sposi; le vicende sue e della sua famiglia si innestano nel contesto della storia della città di Milano durante la peste e la crisi del Seicento
Percorsi di storia militare
La storia militare, un tempo praticata prevalentemente da studiosi in divisa, dall’ultimo dopoguerra è entrata a pieno titolo fra gli oggetti d’interesse della storiografia accademica, guadagnandosi un posto di tutto rispetto, fino a diventare un punto di riferimento ineludibile per altri più consolidati orientamenti della ricerca storica. Essa ha manifestato molto precocemente una vocazione alla considerazione unitaria di processi su una vasta scala spazio-temporale, secondo le linee interpretative della World History, ad opera di studiosi del calibro di William Mc Neill, Geoffrey Parker e Jeremy Black, eleggendo a fattore chiave del divenire storico i contatti e lo scambio di idee, conoscenze e tecnologie fra differenti società.
A fianco a questa propensione la storia militare ha trovato ampio spazio nell’ambito degli studi sui processi di State Building e di controllo sociale, fino agli sviluppi più recenti, orientati alla concettualizzazione dello stato fiscale-militare. L’analisi delle strutture fondate o coordinate dallo stato durante l’età moderna non può infatti prescindere dalla considerazione dell’esigenza di disporre di sempre più ingenti forze militari, che a loro volta si sono dimostrate importanti catalizzatori dei processi di consolidamento delle strutture statali. Quella militare è una delle componenti fondanti della società di età moderna, e dal suo studio sono scaturite tematiche che si sono rivelate utili a molti altri ambiti della ricerca storica. Questo non perché si ritenga che la guerra sia da considerare un elemento essenziale della natura umana, ma perché per l’epoca che ci riguarda appare come uno dei fenomeni che hanno concorso alla costruzione di società complesse.
A fianco all’elaborazione di questi importanti quadri di riferimento alcuni storici hanno avvertito l’esigenza di tornare ad occuparsi della guerra guerreggiata, dell’esplosione del conflitto, il cui studio fino a tempi recenti è stato egemonizzato dai militari o dalle scienze sociali. Si è fatta strada l’idea di concepire una Nouvelle histoire bataille, che ha sviluppato profonde intersezioni con la New Cultural History, con l’antropologia, e che si muove nel senso di una storia culturale della guerra, per i soldati come per i civili, ed è quindi evidentemente di segno molto mutato rispetto alla sua tanto vituperata antesignana. Si va ben oltre lo studio tradizionale delle battaglie, in cui le unità militari erano considerate come blocchi su una carta, come corpi uniformi che obbediscono ad un comandante. Queste unità sono invece formate da uomini di diverse età e attitudini, di cui si vogliono conoscere le condizioni materiali, i sentimenti, le aspirazioni. Di qui la maggiore attenzione rivolta alle cosiddette “autotestimonianze”, diari, lettere, narrazioni in prima persona, che ci restituiscono la guerra esperita dai suoi protagonisti. Testimonianze che sono mediate dai condizionamenti di ceto, genere, professione e dal modo in cui ciascuno di essi ha considerato la guerra
Percorrere il territorio nel Settecento: militari asburgici in marcia tra Domini ereditari e Stati italiani
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