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    D'Angelo, P

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    Raffael, Leonardo und Michelangelo in den Vorlesungen ueber die Aesthetik von Hegel

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    Sebbene il termine ‘Rinascimento’ sia stato coniato solo dopo la morte di Hegel, questi è già perfettamente consapevole che l’arte italiana tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento vive un periodo aureo e raggiunge con Raffaello, Leonardo e Michelangelo un culmine indiscusso. Il presente saggio analizza la valutazione hegeliana dei tre grandi artisti italiani attraverso un confronto tra tutte le Nachschriften dai vari anni di corso disponibili e il testo dell’Estetica ricostruito da H.G. Hotho, mostrando come, se numerosi sono i riferimenti di Hegel a Raffaello, in realtà molto più imitati siano quelli a Leonardo e Michelangelo. Vengono analizzate le pagine dedicate da Hegel a due capolavori raffaelleschi, la Madonna Sistina della Galleria di Dresda e la Trasfigurazione oggi in Vaticano. Hegel ha potuto vedere solo la prima, e questo consente nella parte finale del saggio alcune considerazioni sulla difficoltà, all’epoca di Hegel, di un accesso diretto alle opere e di una sicura attribuzione di esse. Il Ritratto di Giovane uomo ora al Louvre, attribuito al tempo a Raffaello, oggi è ascritto comunemente al Parmigianino; la Tomba del Duca di Nassau a Breda, che Hegel e i suoi contemporanei credevano di Michelangelo, è in realtà opera di uno scultore dell’Europa settentrionale. ******************************************************************* Although the term 'Renaissance' was coined only after the death of Hegel, he is already perfectly aware that Italian art between the late fifteenth and early sixteenth centuries is experiencing a golden age and reaches an undisputed peak with Raphael, Leonardo and Michelangelo. This essay analyzes the Hegelian evaluation of the three great Italian artists through a comparison between all the available Nachschriften from the various course years devoted by Hegel to Aesthetics, and the text of the Lectures on Aesthetics reconstructed by H.G. Hotho, showing how, if Hegel's references to Raphael are numerous, in reality much more limited are those to Leonardo and Michelangelo. The pages dedicated by Hegel to two Raphaelesque masterpieces are analyzed, the Sistine Madonna in the Dresden Gallery and the Transfiguration today in the Vatican. Hegel could see only the first, and this allows in the final part of the essay some considerations on the difficulty, at Hegel’s times, of direct access to the works and of a sure attribution of them. The Portrait of a Young Man now in the Louvre, attributed to Raphael at the time, is now commonly ascribed to Parmigianino; the Tomb of the Duke of Nassau in Breda, which Hegel and his contemporaries believed to be Michelangelo's, is actually the work of a sculptor from Northern Europe

    Andare per parchi artistici

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    Nel nostro paese è possibile visitare alcune notevoli collezioni di arte ambientale. Si tratta di cosiddetti parchi-museo, che raccolgono opere di artisti ambientali italiani e stranieri. La caratteristica di molti, e di tutti i principali, è quella di contenere opere site-specific e quindi di instaurare un dialogo produttivo col paesaggio in cui si inseriscono. Parlare dei parchi-museo significa quindi parlare anche di alcuni luoghi di elezione del paesaggio italiano e della identità del nostro paese. Ogni parco offre l’occasione per incontrare le opere di artisti importanti dell’Environmental art, da Giuseppe Penone a Niki De Saint Phalle, da Richard Serra a Dani Karavan, e molti altri. Il volume si apre con un tuffo nel passato, il Sacro Bosco di Bomarzo, che ha ovviamente un’origine del tutto diversa ma può servire a raccordare il discorso contemporaneo ad un luogo allestito secoli fa, caratterizzato anch’esso dal dialogo tra le sculture e le architetture e il paesaggio, e si chiude con il Grande Cretto di Burri a Gibellina Vecchia, l’installazione ambientale di maggiori dimensioni In Italia e una delle più celebri
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