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    Dall'imitazione alla traduzione. Sperone Speroni fra Erasmo, Bembo e Pomponazzi

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    Through a close analysis of a wide range of Sperone Speroni's writings (dialogues, treatises, discourses), the paper demonstrates how Speroni's theory of translation has its roots in the Renaissance theory of "imitatio" as developed by Erasmus in his dialogue "Ciceronianus sive de optimo genere dicendi" (1528). The essay not only offers evidence of Speroni's borrowing from Erasmus, but examines both his familiarity with the rich Greek and Latin rhetorical tradition and his original contribution to the theory of translation and the development of vernacular philosophy. The relationship between the problem of "imitatio" and that of "translatio" allows the author to offer an innovative interpretation of Speroni's work

    "Quelle note che gli stampatori domandan rampini". Su una scelta lessicale ed esegetica di Alessandro Piccolomini

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    The present paper analyses a little known episode in the history of the Italian punctuation. It fo- cuses on a precise moment of the lexical and semantic case of the word rampino – the typographic sign of the square bracket –, corresponding to its emergence in a passage of Alessandro Piccolomini (1572). In particular, the paper examines the meaning and the function of such a sign all along the exegetical apparatus set up by Piccolomini in his translation of, and commentary on Aristotle’s Rhetoric and Poetics. Furthermore, it examines in a diachronic perspective other forms within the same semantic field as rampino, and establishes focused comparisons with French and English linguistic domains. By this way, the paper bears witness to such a peculiar subset of the 16th century typography, and place the particular circumstance of the word rampino in the wider context of the technical vocabulary of printing, considered in its historical process

    Filatura e tessitura: un banco di prova terminologico per i traduttori cinquecenteschi delle «Metamorfosi» ovidiane

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    Si confrontano i maggiori italianizzamenti cinquecenteschi delle 'Metamorfosi' di Ovidio concentrandosi sul sottocodice della filatura e della tessitura. Nel panorama degli autori indagati, si mostra come la versione di Giovanni Andrea dell'Anguillara emerga per la combinazione di precisione terminologica e poetica del dettaglio

    «Aristotile fatto volgare». Una questione linguistica dalla teoria alla prassi (parte II)

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    Questo articolo costituisce la seconda parte di un contributo più ampio (la prima parte si legge nel fascicolo del 2017 di questa rivista). Il saggio si sofferma sui rapporti fra il trattamento cui Sperone sottopone la figura di Pietro Pomponazzi nel Dialogo delle lingue, e approfondisce in particolare la concezione strumentale del linguaggio e la principale questione linguistica posta dal dialogo: quella, cioè, relativa all’uso del volgare per esprimere i contenuti della scienza e della filosofia aristoteliche. Nelle conclusioni si affronterà un problema più ampio, cioè il modo in cui le idee di Speroni vennero attualizzate da personalità che furono in grado di “tradurre” il messaggio del Padovano e d’intraprendere un programma concreto di volgarizzamenti. In par- ticolare, si dedicherà una speciale attenzione ad Alessandro Piccolomini (1508-1579), un filosofo e letterato che per un tratto breve ma significativo della sua carriera intellettuale fu profondamen- te influenzato dalle posizioni speroniane

    «Le forme ... trasformate». Le Metamorfosi e il linguaggio letterario cinquecentesco: appunti su Giovanni Andrea dell’Anguillara traduttore di Ovidio

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    L'articolo offre un assaggio della tecnica e della poetica traduttiva di Giovanni Andrea dell'Anguillara traduttore delle Metamorfosi ovidiane (1561). Si propone inoltre una riflessione sulla natura della traduzione alle luce delle pratiche imitative nel sistema letterario del classicismo

    Piccolomini e Castelvetro traduttori della Poetica (con un contributo sulle modalità dell’esegesi aristotelica nel Cinquecento)

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    Si sottopongono a un esame contrastivo le due traduzioni della Poetica di Aristotele di Ludovico Castelvetro (1570) e Alessandro Piccolomini (1572), presentando particolare attenzione al piano del lessico e della poetica traduttiva. In Appendice si offre l'edizione dell'epistola Ai lettori sul tradurre premessa tanto all'italianizzamento quanto alle successive Annotazioni (1575) di Piccolomini

    Dal Risorgimento al Rinascimento. Una traiettoria

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    Oggetto di questo libro è la storia incrociata di una coppia di parole, Rinascimento e Risorgimento, che per secoli hanno plasmato l'identità linguistica e culturale degli Italiani e nelle quali, nonostante i pregiudizi, le dimenticanze e i fraintendimenti che le avvolgono, essa si riconosce ancor oggi

    Rinascimento e Risorgimento (secc. XVIII-XIX)

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    This paper examines the history of two words, Rinascimento and Risorgimento, whose routes partially overlapped. In the XVIIIth century the form risorgimento referred both (1) to the cultural and artistic rebirth which took place in Italy from the end of the XIth until the XVIth century (with the meaning of the contemporary Rinascimento) and (2) to a wished political upheaval, as it stands out from some coeval works. The XIXth century was the turning point: Risorgimento (with the capital letter) began to refer to the political movement for the Italian unification. This semantic specialization was totally incompatible with the previous cultural and historiographical meaning ('period of artistic and cultural renewal'), that celebrated a period in which Italy had no political independence. In the XIXth century risorgimento and rinascimento finally specialized their meanings, although it is possible to find traces of the previous intersections and new coinages

    Filemone e Bauci da Ovidio all’Anguillara: lingua, stile, traduzione

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    Lo studio esamina la traduzione di Giovanni Andrea dell'Anguillara dell'episodio di Filemone e Bauci (Ov., Met., VII, 616-724) nei suoi aspetti linguistici e stilistici. In Appendice si offre l'edizione delle ottave anguillariane secondo il testo critico procurato dall'autore (pubblicato nella sua interezza nel 2019)

    Italiani scritti (dalla scuola) all'università. Cronache linguistiche da Ca' Foscari

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    A partire dall’illustrazione delle misure didattiche e dei sistemi di accertamento delle compe- tenze di lingua italiana offerti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, questo lavoro affronta il problema dell’italiano degli studenti universitari, ambientandolo nello stato dell’arte, ormai quasi trentennale, sull’argomento. Il contributo passa poi ad analizzare l’evoluzione dei corsi d’italiano attivi a Ca’ Foscari, facendo emergere come in essa si rilettano dinamiche e cambiamenti lin- guistici di medio periodo, che insistono sul delicato segmento che connette l’uscita dalla scuola e l’accesso all’università. Nella conclusione verranno passati in rassegna alcuni punti critici di questa realtà linguistica alla luce dei risultati dei test d’accesso d’italiano e degli elaborati scritti prodotti nell’ ambito dei corsi d’ italiano elementare ed avanzato. L’ intervento termina con alcune osservazioni sulla natura (linguistica ed extralinguistica) e sull’eziologia di questi errori di cui, in Appendice, è offerto un contingente rappresentativo
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