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Castello Ducale, Agliè (To)
La scheda descrive la storia e l'attuale configurazione del parco del castello di Agliè, uno dei più importanti complessi piemontesi. La scheda è inserita nella sezione Piemonte e Valle d'Aosta, curata da Paolo Cornaglia, autore di numerose altre sched
Riga 1863. La trasformazione delle fortificazioni in parco-canale
L’ultimo PRIN diretto da Vera Comoli, Parchi, giardini e acqua come patrimonio storico, aveva messo in primo piano il tema del verde pubblico tra Ottocento e Novecento, sino agli sviluppi contemporanei, avendo come esito i due volumi Paesaggi fluviali e verde urbano (a cura di Cornaglia, Lupo e Poletto) e Parchi pubblici, acqua e città (a cura di Paolo Cornaglia). La ricerca cercava di focalizzare un tema a prima vista immediato, come l’acqua e i parchi pubblici, poi rivelatosi complesso, comunque a parte dal DNA costituito dal Valentino torinese e dalle ricrche già operati per anni con la Scuola di Specializzazione. In questo contesto il caso emblematico di Riga, rimasto fuori dall’analisi del PRIN perché focalizzato ai margini temporali dell’attività normata dalle regole del MIUR, diviene l’ideale conclusione del lavoro, affrontato alla luce degli avanzamenti storiografici
I giardini delle Residenze Reali Sabaude: un solo sistema - Restauri, valorizzazione e gestione: un mosaico complesso e organico
Il sistema dei giardini e dei parchi delle Residenze Reali Sabaude, in un processo di trasformazione e definizione che abbraccia quattro secoli, offre un percorso esemplare per la comprensione di una componente essenziale della storia e della cultura dell’Europa moderna, rappresentando un compendio dell’evoluzione dell’arte dei giardini, come delineato da Paolo Cornaglia. Grazie alla fortunata concomitanza tra l’erogazione a favore dei Beni Culturali di ingenti risorse straordinarie e i frutti del vivace dibattito fiorentino ICOMOS-IFLA sul tema del restauro dei giardini storici del 1981, nel corso degli ultimi quarant’anni numerosi cantieri, promossi e diretti per la maggior parte dalla Soprintendenza, si sono misurati con problematiche differenti determinate da conformazione e stato di conservazione dei singoli giardini, offrendo possibilità di riflessione generale circa molteplici approcci metodologici al restauro. Si potrebbe affermare dunque che il carattere enciclopedico del sistema sia dettato anche dalle declinazioni culturali e operative dei cantieri intercorsi
Architettura e architetti di corte in Europa tra Tardobarocco, Rococò e Classicismo
Il testo presenta i saggi contenuti nel volume contestualizzando questi contributi nella cultura architettonica europea del secondo Settecento (Kieven), integrando il profilo della figura di Alfieri in relazione al dibattito sul nascente classicismo (Cornaglia) e definendolo in rapporto alla committenza pubblica, nobiliare e religiosa (Roggero
Michelangelo Garove. Le coordinate di un convegno e un nuovo ritrovamento: il progetto per Rivoli
IIl comitato scientifico del convegno è composto da Paolo Cornaglia (Politecnico di Torino), Elisabeth Kieven (Biblioteca Hertziana, Roma), Andrea Merlotti (Centro Studi, Consorzio Venaria Reale), Costanza Roggero (Politecnico di Torino), Cristina Ruggero (Biblioteca Hertziana, Roma), Alberto Vanelli (Direzione, Consorzio Venaria Reale). Il saggio costituisce l'introduzione alla prima monografia dedicata all'architetto Michelangelo Garove (1648-1713), e si colloca all'interno di un progetto di ricerca che, nella sinergia tra Biblioteca Hetrziana di Roma, Centro studi di Venaria Reale e Politecnico di Torino, intende focalizzare il rapporto tra architettura e potere attraverso le figure dei più importanti architetti della corte sabauda tra ‘600 e ‘700. I saggi, presentati da studiosi di livello internazionale provenienti da Italia, Austria, Francia e Spagna e qui analizzati nel loro specifico apporto, permettono innanzitutto di inquadrare in un sistema più organico i contributi e le ricerche sin qui svolte, ma anche di riflettere sull'effettivo profilo di Garove, sul bilanciamento fra attività in campo militare e ruoli nell'architettura civile, sul suo affrontare la grande scala nella rappresentazione del potere. In questo quadro il saggio presente un disegno inedito, il progetto di Garove per il castello di Rivoli, sinora ritenuto perduto: grazie a questo disegno è possibile ora comprendere quanto nella ideazione del messinese è innovazione è quanto invece è dovuto all'impostazione garoviana, assegnando al predecessore di Juvarra il sicuro ruolo di aver fissato le coordinate generali - non solo territoriali ma anche architettoniche - del grande compless
Venaria Reale e le residenze nobiliari: architettura e distribuzionetra modelli francesi e tradizione seicentesca
Il comitato scientifico del convegno è composto da Paolo Cornaglia (Politecnico di Torino), Elisabeth Kieven (Biblioteca Hertziana, Roma), Andrea Merlotti (Centro Studi, Consorzio Venaria Reale), Costanza Roggero (Politecnico di Torino), Cristina Ruggero (Biblioteca Hertziana, Roma), Alberto Vanelli (Direzione, Consorzio Venaria Reale). Il saggio esplora in primo luogo - sulla base delle fonti archivistiche locali e francesi e la letteratura critica - l'apporto di Michelangelo Garove nel bisecolare cantiere della residenza di Venaria Reale. E' un intervento caratterizzato dalla radicale reimpostazione del complesso: grazie al volere della committenza e ai progetti dell'architetto-ingegnere la "villa" di ispirazione tardomanierista romana viene trasformata in un grande château, e guarnita di un grande giardino alla francese. L'episodio è inquadrato nella generale tendenza che proprio a cavallo tra fine Seicento e inizio Settecento vede nascere grandiosi complessi palatini in tutta Europa, sulla scia del modello dimensionale e funzionale di Versailles. Il testo approfondisce poi il rapporto tra le esigenze di una vita di corte più articolata e complessa e il programma architettonico e distributivo del palazzo, estendendo l'analisi anche alle altre soluzioni distributive concepite da Garove nell'ambito dell'architettura residenziale della nobiltà in Torin
Parchi pubblici, acqua e città : Torino e l'Italia nel contesto europeo
Saggio introduttivo di Franco Panzini. Scritti di Carlos Avila, Francesca Bagliani, Michela Benente, Richard Bisgrove, Aldo Castellano, Paolo Cornaglia, Janine Christiany, Vittorio Defabiani, Chiara Devoti, Marco Devecchi, Angela Farruggia, Caterina Cristina Fiorentino, Kristóf Fatsar, Beatrice Fracchia, Marta Franzoso, Barbara Galli, Stella Ganio, Ippolito Ostellino, Laura Sabrina Pelissetti, Sandra Poletto, Alessandro Rinaldi, Manuel Romeo, Rosa Tamborrino, Tommaso Zampagni. Il volume, ideale integrazione del volume uscito nel 2008 a cura di Paolo Cornaglia, Giovanni Maria Lupo e Sandra Poletto, Paesaggi fluviali e verde urbano per gli stessi tipi della CELID, raccoglie in primo luogo gli atti del convegno internazionale tenutosi a Torino nel novembre 2007, dal titolo Il verde pubblico e l'acqua nella città contemporanea, esito di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale diretto dal Dipartimento Casa-Città del Politecnico di Torino, allargando però il tema ad altri contributi di noti specialisti del settore e alle esperienze della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio stesso Politecnico. L'intersezione fra progettazione del verde pubblico, presenza dell'acqua nelle sue varie forme (dai laghi artificiali all'interno dei parchi, ai corsi d'acqua, al mare) e contesto degli insediamenti urbani viene letto con angolature differenti nelle cinque sezioni del testo, dopo un saggio introduttivo di Franco Panzini focalizzato su permanenze e tendenze in questo tema compositivo. I parchi nelle grandi città europee presenta i casi che per rilevanza del rapporto fra verde pubblico e acqua o per importanza dei parchi urbani hanno segnato la storia dell'epoca contemporanea (Londra, Parigi, Lione, Berlino, Budapest). Parchi fluviali, verde pubblico e passeggiate a mare in Italia focalizza invece casi di studio in cui l'ampiezza della progettazione del verde pubblico (Milano) o il rapporto particolare fra questo e l'acqua (Torino, Firenze, Napoli, Messina, Reggio Calabria) costituiscono capisaldi. Città e fiume. Struttura urbana storica, pianificazione e politiche di valorizzazione: il caso del parco del Valentino punta invece l'attenzione sul cuore della ricerca di cui il convegno è esito, ovvero la riflessione critica sul paesaggio fluviale torinese, la metodologia di schedatura prevista per un ambito complesso e le necessità di tutela e valorizzazione. Al di là del fiume: acqua, città, territorio presenta invece le esperienze della Scuola di Specializzazione in aree urbane e insediamenti dove l'acqua è componente proteiforme: fattore produttivo o ragione di aree esondabili ma al contempo anche elemento di riferimento nella riprogettazione a verde delle aree già industriali. Progetto, gestione e valorizzazione: esperienze a confronto vede infine riuniti interventi in corso o appena realizzati sul tema del verde pubblico in relazione ai corsi d'acqua a scala nazionale e internazionale: dalle politiche pubbliche in città come Torino e Milano ai progetti di paesaggio lungo l'Ebro in occasione dell'Expo internazionale di Saragozza del 2008. Autori stranieri: - Carlos Avila: responsabile Dipartimento del Paesaggio Expo Saragozza 2008 (E) - Richard Bisgrove: Università di Reading (UK) - Janine Christiany: Scuola Nazionale Superiore di paesaggio di Lille (FR) - Kristof Fatsar: Università Corvinus di Budapest (HU
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