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    Le cadeu du village. Musiche e Studi per Amalia Collisani

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    Il volume raccoglie ventisei contributi di vari autori italiani e stranieri (ventiquattro saggi e due composizioni, tutti inediti) in onore della musicologa Amalia Collisani (Palermo 1946), che ha concluso nel 2016 un quarantennio di docenza presso l'Università di Palermo. I saggi sono raggruppati in tre sezioni ("Idee, affetti, percezioni", "Tradizioni, strumenti, oralità", "Musiche, Storie, Fonti") e riflettono i numerosi ambiti di interesse della studiosa, internazionalmente nota per i lavori su Jean-Jacques Rousseau e sull'Estetica della musica. Il titolo del volume si rifà scherzosamente all'operina di Rousseau "Le devin du village" e rivendica l'idea di una comunità musicologica coesa e solidale, in cui gli studiosi siano legati non solo da rapporti scientifici e culturali ma anche affettivi e umani

    La "perfection absolue de la musique": histoire, lexique et esprit du "Dictionnaire" de Rousseau

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    Jean-Jacques Rousseau dedicò molti anni (1749-1765), contrariamente alle sue abitudini di scrittore, al Dictionnaire de musique, correggendo le voci già redatte per l’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert e aggiungendone di nuove fino a più che raddoppiarle. In questo articolo che lo introduce nella Édition thématique du tricentenaire delle Oeuvres complètes pubblicate da Honoré Champion-Slatkine, ne vengono prese in esame le fonti, le motivazioni, le scelte lessicali specialmente alla luce della “illuminazione” e della maturazione filosofica dell’autore. Della concezione di musica che emerge dal labirintico percorso dei diversi articoli, tra teoria, storia, estetica, filosofia, viene messa in evidenza soprattutto, e in difformità dalle letture diffuse, la modernità

    Pigmaliòn en Sicilia

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    By the end of 18th century three performances of “Pygmalion” by Jean-Jacques Rousseau are attested in Sicily, in Palermo (1777, 1797) and in Catania (1791), but every of them gives problems for their confirmation in coeval documents or for some other peculiarity. The most interesting is certainly the Catania's one attested by the libretto printed for the circumstance. There “Pygmalion” was performed in the original form of melodrama, but translated in Italian. The composer indicated on the libretto is Ch. W. Gluck but we can suppose that Gluck's work utilised in Catania, without informing the author, had been written for different purpose and intention. Somebody perhaps organised that performance to realise a Rousseau's presumed desire. But drawing a comparison between philosophical conceptions on which melodrama was idealised and Gluck's idea of opera's riforma, many disagreements and contradictions appear. So in that occasion more likely Rousseau's thought was betrayed

    Presentazione

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    This article, introducing the book by Marilena Laterza about same contemporary rewrites of Gesualdo da Venosa’s compositions, explains the many problematic aspects inherent the musical rewrite and indicates the interesting choices made by the author

    Tentare il teatro: “Le devin du village” e “Pygmalion”

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    L'idea di teatro di Jean-Jacques Rousseau rivisitata alla luce delle sue prove come autore di opere musicali

    The Many Souls of Dallapiccola's "Ulysses"

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    L'"Ulisse" di Dallapiccola somma esperienze letterarie molto diverse tra loro. Somma inoltre alla rivisitazione di un mito complesso e stratificato, l'ambizione di ridare vita a un genere, quello operistico, che sembra aver concluso il suo percorso. Somma infine nel protagonista le caratteristiche dell'astuto personaggio di Omero e di quello curioso e inappagato di Dante. Ma non solo: l'Ulisse di Dallapiccola aggiunge a queste il dubbio, l'incertezza, l'interrogare e l'interrogarsi che ne fanno un cittadino della modernità. E in questa veste, passando per l'immagine di Cristoforo Colombo, impersona colui che fu capace di mostrare al compositore "un altro Nord", il suo grande maestro, Arnold Schönberg

    "Les Espagnols" a Milano. René Leibowitz nell'archivio di Luigi Rognoni

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    In the archives of the musicologist and musician Luigi Rognoni, in Palermo University, René Leibowitz's letters and documents are recorded wich give evidence of their intellectual and amicable relationship, emblematic among the European intellectuals born at the beginning of 20th century. Between the documents there is an Italian translation made by Rognoni in 1963 of "Les Espagnol à Venise", a play by Georges Limbour, set to music by Leibowitz in the same year. Rognoni and Leibowitz tried many times to see their work performed at "La Scala" in Milan, and from the papers an interesting description of a cultural climate that they live with a particular involvement emerges
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