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    Raccontare la guerra ai bambini: la "letteratura di guerra per l'infanzia" di Imanishi Sukeyuki

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    La 'letteratura di guerra per bambini' è un filone importante della letteratura per ragazzi e per l'infanzia giapponese scritta dopo la disfatta della Seconda Guerra Mondiale: le opere che vi appartengono raccontano e trasmettono alle nuove generazioni la memoria del conflitto, con uno spiccato messaggio pacifista. All'interno di questa produzione troviamo gli scritti di Imanishi Sukeyuki (1923-2004), prolifico scrittore di letteratura per i più giovani, che ha dedicato una serie di lavori proprio alla memoria di uno degli episodi più tragici e traumatici della guerra: la distruzione di Hiroshima in seguito al bombardamento nucleare, evento al quale Imanishi stesso è sopravvissuto. Questa postfazione offre al lettore un approfondimento non solo su Imanishi e la sua poetica, ma anche sul contesto storico nel quale questi 'scritti di Hiroshima' vengono prodotti e su come essi si inseriscano nella cornice più ampia della 'letteratura della testimonianza'

    Fra il mystery e il romanzo d’amore: ‘Il gatto nella bara’ e la letteratura di Koike Mariko

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    Pubblicato nel 1990 e qui tradotto per la prima volta in italiano, 'Il gatto nella bara' (in originale 'Hitsugi no naka no neko') rappresenta uno spartiacque nella carriera letteraria di Koike Mariko (1952-): è con questo lavoro e con 'Mubansō' (‘A cappella’), dello stesso anno, che l’autrice infatti prova per la prima volta a staccarsi dal mystery, il genere con il quale ha fatto il suo debutto nel mondo della fiction. Un romanzo di genere, ma che riesce da un lato a conquistare il favore del pubblico e a consolidare la figura di Koike come autrice non solo di saggi ma anche di fiction, e dall'altro a offrire uno sguardo sulla letteratura di genere di fine millennio e sull’evoluzione del mystery scritto da autrici donne a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta

    The effect of passive atmosphere on quality of 'Dottato' breba fig stored at low temperature

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    'Dottato' is the most representative fig (Ficus carica L.) Italian cultivar. Consumers prefer fresh figs at tree ripe maturity stage and fig fruit do no stand more than 3 days, even at low temperatures. To reduce their respiration rate and increase their postharvest life, the effectiveness of low temperature storage was studied on 'Dottato' fig fruit either placed in rigid bi-oriented polystyrene bags or left in open bags, and stored for 3, 5, 7, 10 and 14 days at 4°C and 90% RH. Appearance score, respiration rate, soluble solids, were measured at each sampling date. Fig fruit control in air, showed excellent quality performances still after 7 days of storages, while fruit held, in passive modified atmosphere, showed substantial decay after 3 days of storage
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