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"Nuove indagini e appunti sui manoscritti del Milione toscano" (in collaborazione con Cecilia Cantalupi)
A Cecilia Cantalupi si deve la stesura dei §§ 1, 4, 5; a Fabrizio Cigni dei §§ 2 e 3; del § 6 sono responsabili entrambi. Il contributo è da intendersi complessivamente come frutto della stretta collaborazione tra i due autori
Лебединое озеро / Il lago dei cigni»: un dramma sinfonico
Nel saggio commento la scelta di Cajkovskij per la versione tragica della prima del Lago dei cigni, e la rinascita col finale 'lieto' di Modest Cajkovskij e Marius Petip
Il trovatore N'At de Mons. Edizione critica a cura di Fabrizio Cigni
Nuova edizione critica di tutti i testi (cinque componimenti didattici più un sirventese) del trovatore N'At de Mons, tolosano della seconda metà del sec. XIII, comprensiva di tutte le citazioni contenute nel trattato delle Leys d'Amors, di traduzione italiana in prosa, note di commento e bibliografia
Il romanzo arturiano di Rustichello da Pisa. Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fabrizio Cigni, Premessa di Valeria Bertolucci Pizzorusso
Edizione della "Compilazione arturiana" di Rustichello da Pisa, il futuro collaboratore del "Milione" di Marco Polo, secondo il ms. fr. 1463 della BnF di Parigi, manoscritto di origine italiana della fine del sec. XIII, qui riprodotto integralmente a colori, con traduzione italiana, apparato, note di commento e bibliografia. La lingua del testo originale è un francese antico mescidato di italianismi grafico-morfologici (vd. scheda descrittiva)
Copisti prigionieri (Genova, fine sec. XIII).
Si editano e si commentano i colophones relativi ai manoscritti di copisti italiani e francesi riconducibili all'atelier genovese-pisano, costituitosi dopo la battaglia della Meloria (1284)
FLORISTIC AND PHYTOGEOGRAPHICAL DIVERSITY IN SOME PROTECTED AREAS IN ITALY.
The aim of this paper is to study the distribution of plant chorotypes in some protected areas located in two bioclimatic regions of Italy, the Euro-Siberian and the Mediterranean, which are representative of different types of protection and habitats.
The flora of 26 areas were examined and 3 800 species entered into a data bank, set up using a DBase III Plus system.
The floristic and phytogeographical diversity was analyzed with specific software and their relationships were considered in order to characterize the environmental quality of protected areas studied through diversity and naturalness.
The data obtained showed that environmental quality is more critical in the Quercetea ilicis communities of Mediterranean protected areas and in the relics of Querco-Carpinetum in the alluvial plain of the Po Valley.Dans cette étude, les auteurs ont analysé la flore de 26 espaces protégés d’Italie, soumis à différents régimes de protection, localisés dans deux régions bioclimatiques : eurosibérienne au nord et méditerranéenne au sud. Ces espaces sont caractérisés respectivement par des milieux alpins, montagnards et de plaines humides, ainsi que par des milieux franchement méditerranéens et méditerranéo-montagnards (Apennins). Les flores ont été examinées du point de vue chorologique et les 3800 espèces ont été archivées dans une banque de données Dbase III Plus. On a analysé à l’aide d’un logiciel la diversité floristique et phytogéographique, puis on a étudié leur corrélation, dans le but de donner une mesure de la qualité de l’environnement en fonction de la diversité floristique et de son caractère naturel. Les résultats montrent que la condition la plus critique, du point de vue de la vulnérabilité de l’environnement, se retrouve dans les communautés méditerranéennes des Quercetea ilicis et celles relictuelles de Querco-Carpinetum de la plaine alluviale de la vallée du Pô.Testi Anna, Napoleone Ileana, Cigni Adriana. Floristic and phytogeographical diversity in some protected areas in Italy. In: Ecologia mediterranea, tome 22 n°3-4, 1996. pp. 81-100
Le mythe d’Arthur sur les routes d’Italie, du Moyen Âge à l’Humanisme
Curatela della sezione "Le mythe d’Arthur sur les routes d’Italie, du Moyen Âge à l’Humanisme" nell'opera "La matière arthurienne tardive en Europe, 1270-1530
Valeria Bertolucci PIzzorusso, Morfologie del testo medievale II
Raccolta di analisi e interpretazioni di testi letterari medievali di Valeria Bertolucci Pizzoruss
Antonio Pucci, Cantari della Guerra di Pisa, a cura di Maria Bendinelli Predelli
Recensione dell'edizione dei "Cantari della guerra di Pisa" curata da Maria Bendinelli Pedrell
Fonti economiche e demografiche inedite per lo studio del territorio: Messina e le circoscrizioni parrocchiali nel Settecento
I censimenti ordinati dalla Deputazione del Regno per conteggiare le anime e i beni presenti nell’Isola sono la fonte principale di questa ricerca, integrata da altri documenti reperiti tra i registri parrocchiali, all’Archivio di Stato di Messina, all’Archivio Arcivescovile e Archimandritale della stessa diocesi e all’Archivio Segreto Vaticano.
La tornata dei riveli presa in esame si riferisce agli anni 1748-1758, durante i quali furono registrati dagli incaricati governativi i nuclei familiari e le relative proprietà secondo una triplice casistica: laici, religiosi e nullatenenti. Escludendo l’ultimo gruppo, ci si è dedicati all’esame dei primi due. Ne è emersa una morfologia urbana scandita dalla suddivisione in parrocchie, strutture territoriali con precisi confini, dotate di funzioni importanti per il controllo della popolazione non solo a livello morale e religioso ma anche demografico e fiscale tramite i censimenti che sia i parroci sia l’amministrazione civile erano tenuti a redigere per motivi diversi.
Grazie alla registrazione delle notizie sui proprietari, sui beni stabili urbani e rusticani, sugli affittuari, fornite dai riveli, sono state individuate le dieci circoscrizioni parrocchiali che costituivano l’ossatura del territorio. Ad esse si aggiungeva una parrocchia ad personas, San Nicolò dei Greci, cui facevano riferimento tutti i praticanti del culto cattolico-orientale presenti in città.
Secondo la delimitazione settecentesca desunta dai riveli sono state predisposte schede sintetiche relative a tutti gli edifici pubblici, sacri e civili ubicati in ogni circoscrizione. I confini dei territori parrocchiali che sono stati delineati rimasero inalterati fino al 1783, anno in cui il terremoto produsse ingenti danni, distruggendo o rendendo inagibili le sedi di molte parrocchie. I rispettivi titoli furono, quasi sempre, trasferiti presso altre chiese a volte situate in zone diverse della città. Conseguentemente variarono i confini delle circoscrizioni parrocchiali. Ulteriori grandi cambiamenti si verificarono dopo il sisma del 1908.
Le analisi puntuali dei riveli hanno permesso di individuare, inoltre, diverse tipologie edilizie accompagnate dal valore economico espresso in onze.
Le zone extra moenia o limitrofe alle mura erano caratterizzate da semplici costruzioni, sovente ad un solo piano, realizzate con materiali modesti.
Spesso circondate da piccoli orti avevano un basso valore immobiliare, in genere non superiore alle cinquanta onze, ed erano abitate dal popolo.
Le aree interne alla cinta difensiva erano impreziosite, specialmente nelle zone contigue al fulcro di piazza duomo, da palazzi nobiliari eleganti e dotati di grandi spazi. Il capitale di queste abitazioni riservate esclusivamente al ceto agiato e alla classe dirigente superava sempre le duecento onze, con parecchi casi di vera eccellenza, che oltrepassavano le quattrocento onze. Si trattava di immobili pregevoli, rifiniti con cura dal punto di vista architettonico e ubicati prevalentemente o sulla marina, lungo il teatro marittimo, o nelle zone limitrofe al piano della Matrice ma anche nei pressi del Palazzo Reale, lungo la Magistra Ruga, e sulle strade Austria, Cardines, dei Porzi, dei Librai e intorno all’ Annunziata dei Teatini.
Grazie ai riveli è stata documentata la presenza di numerosi casini di campagna disseminati nei borghi. In alcuni esempi si trattava di vere e proprie ville di delizia, ampie, circondate da vasti appezzamenti di terreno con svariate colture, che hanno consentito di delineare il paesaggio agricolo dell’hinterland.
Anche all’interno della città, l’analisi dei beni censiti ha permesso di individuare molteplici botteghe dove si esercitavano vari mestieri. La numerazione di anime e beni ha altresì messo in luce la presenza di diversi fondaci, ubicati in zone strategiche della città, accompagnati a volte da posade, ossia ostelli per un’accoglienza più confortevole dei viaggiatori. Una spiccata tendenza dei ceti più facoltosi ad investire nel mercato immobiliare sia dentro che fuori le mura è segnalata dai riveli che documentano, senza ombra di dubbio, la concentrazione del patrimonio edilizio sia in città che in campagna nelle mani delle classi agiate.
Nel complesso l’esame puntuale di questa fonte documentale, ha consentito di tracciare un veritiero affresco della città e del suburbio a metà del Settecento e di consegnarci la memoria di una città cancellata da due catastrofici terremoti ( 1783 e 1908).The censuses demanded by the Deputation of Kingdom to count souls and properties on the Island are the main source of this research, integrated by other documents found in parishes’ Archives, in the State Archives of Messina, in the Archiepiscopal and Archimandrite Archives of the same diocese and in the Vatican Secret Archives. We’ll go through a round of “Riveli” concerning the years 1748-1758, during which, government officials recorded families and their properties, following three case studies: the laity, the religious and the poor. Excluding the last group for obvious reasons, we’ll go through the first two. This study shows the presence of urban morphology marked by division into parishes, local structures with clear boundaries, with important functions, through the figures of curates engaged in population control, not only for moral and religious aspects but also for demographic and fiscal audits, through censuses that both priests and civil administration had to write for different reasons.
The ten parish districts, that made up the structure of the territory, have been identified by recording news on the owners, on urban and rustic stable properties and on tenants, all provided by the “Riveli”. In addition to those, there was an “ad personas” parish, St. Nicholas of the Greeks, all practitioners of the Roman- Eastern Catholic worship in the city, referred to. Following the results of the eighteenth century’s documents, gathered from “riveli”, summary files have been prepared, for all the public, sacred and civil buildings, located in each district. The boundaries of the parish territories which have been outlined, remained unchanged until 1783, when the earthquake produced extensive damages, destroying or making uninhabitable many parishes. The respective titles were almost always transferred to other churches, sometimes located in different areas of the city. Therefore, the boundaries of the parish territories changed. Further big changes occurred after the earthquake of 1908. Accurate analysis of “riveli” allowed to identify different types of buildings accompanied by economic value, expressed in ounces. The areas adjacent to walls or extra moenia were characterized by simple constructions, often on one floor, made of modest materials. Often surrounded by small gardens, these simple houses had a low value, usually not more than fifty ounces and were inhabited by the poor people. The zones inside the defensive walls were embellished, especially in areas adjacent to the Piazza Duomo, by elegant palaces with large spaces. The value of these dwellings, intended solely for the wealthy class and the ruling class, always exceeded the two hundred ounces, with several cases of true excellence, which exceeded four hundred ounces. These houses were valuable property, finished with care by the architectural point of view and mainly located on the marina or along the maritime theater, or in areas adjacent to the plane of the “Matrice”, but also near the Royal Palace, along the Ruga Magistra, and in the streets Austria, Cardines, dei Porzi, dei Librai and around the SS. Annunziata of Theatines.
Through the “Riveli”, it has been documented that there were several cottages scattered throughout the countryside villages. In some cases, there were real spacious, enchanting villas, surrounded by vast areas of land with different crops, which have helped to shape the hinterland agricultural landscape Even within the city, the analysis of properties allowed the identification of many artisanal shops where they practiced various trades. The census of souls and properties has also revealed the presence of several stores located in strategic areas of the city, sometimes accompanied by Posadas, which were most comfortable hostels for travelers. A marked tendency of the more wealthy to invest in real estate inside and outside the walls, indicated by the “riveli”, shows that, without a doubt, the concentration of buildings in the city and countryside was in the hands of leisured classes. Overall, the detailed examination of these documents, has allowed to draw a true fresco of the city and its suburbs in the mid eighteenth century and to deliver the memory of a city destroyed by two catastrophic earthquakes (1783 and 1908)
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