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    Trust, patrimoni artistici e collezioni - Trusts, artistic estates and collections

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    Il volume offre il punto di vista di alcuni studiosi e professionisti italiani e stranieri sull'utilizzo del trust per la gestione, valorizzazione e trasmissione di patrimoni artistici sia pubblici che privati. Nella prima parte viene analizzato il funzionamento delle Charities negli ordinamenti che storicamente si sono avvalsi di questo istituto ma anche in ordinamenti di paesi emergenti come la Repubblica Popolare Cinese; le riflessioni sui public trusts offrono poi significativi argomenti per l'evoluzione della tutela dei beni culturali in sistemi giuridici continentali quale quello francese. La seconda parte affronta il tema della trasmissione di patrimoni artistici di collezionisti privati e degli artisti stessi dal punto di vista degli ordinamenti di civil law, vagliando l'operatività di istituti quali le fondazioni, gli archivi d'artista ed i trusts interni.The volume gives the point of view of some Italian and foreign scholars and experts on the use of trusts for the management, enhancement and transmission of artistic collections, both public and private. In the first part the authors analyze the functioning of the Charities in the legal systems that have historically made use of this instrument but also in the legal systems of emerging countries such as the People's Republic of China; the reflections on public trusts also present significant arguments for the evolution of the protection of cultural heritage in continental legal systems such as the French one. The second part deals with the transmission and inheritance of the artistic estates of private collectors and of the artists themselves from the point of view of the civil law systems, examining the operation of foundations, artist's archives and internal trusts

    Incentive Effects of Class Actions and Punitive Damages Under Alternative Procedural Regimes

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    In an economic perspective, punitive damages and class actions can be viewed as sharing a common economic function – creating optimal deterrence. Building on Parisi and Cenini (2010), we study the effect of alternative procedural regimes on the effectiveness of punitive damages and class actions. Specifically, we compare the workings of punitive damages and class actions in the American and English (“loser-pays”) regimes. Our findings help explain the limited use and late adoption of class actions and punitive damages in Europe

    Le rime in lingua rustica padovana di Magagnò, Menon e Begotto: testo critico e commento

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    The current dissertation consists of the critical edition of the four volumes of Rime in lingua rustica by Magagnò, Menon and Begotto. The text, which is complete of a critical apparatus and a circumstancial analysis of mistakes and variations, has been built up on the basis of the princeps of the four volumes and, where required, on subsequent editions. This thesis also comprises an analysis of some booklets containing single poetic works and two manuscripts, founded by dott. Cenini in the Ambrosiana Library, Milan. The text is prefaced by an introduction presenting the three main authors of the Rime, with an overview of other authors who contributed to the collection. The present text also includes an analysis of the overall structure of the collection, which in many respects can be considered as a curious lyrics for many hands. This work comes with two contents or annotated glossaries: the first, concerning onomastics, illustrates the great imagination of the three poets, who disfigure Italian names from a “pavana” point of view, and their intricate web of relationships with the cultural world of Veneto in the second part of the XVI century; the second, concerning the hapax and neologisms, presents an annotated overview of lessical compositions of the three poets, which are often very daring, also suggesting relationships with previous and subsequent pavani authors. These contents show a first practical use of Lessico Pavano, coordinated by prof. Paccagnella. The work is crowned by an Appendix quoting and briefly editing some poetic works written by Magagnò and Menon on the occasion of the Battle of Lepanto, which were not included in the Rime and were dispersed in booklets founded by dott. Cenini in Udine and Milan libraries. This Appendix is dott. Cenini's contribution for completeness of the works of corpus pavano.La tesi consiste nell'edizione critica dei quattro volumi delle Rime in lingua rustica di Magagnò, Menon e Begotto. Il testo, completo di un apparato critico e di un'analisi dettagliata di errori e varianti, è stato stabilito sulla base delle princeps dei quattro volumi e, dove necessario, su edizioni successive. Sono stati anche analizzati anche alcuni opuscoli contenenti singoli componimenti, e due manoscritti ritrovati dal dott. Cenini nella bibloteca Ambrosiana di Milano. Precede il testo una breve introduzione in cui vengono presentati i tre principali autori delle Rime e in cui viene fatta una panoramica degli altri autori che hanno contribuito alla raccolta. Viene anche analizzata la struttura complessiva della raccolta, che sotto molti aspetti può essere considerata come un curioso canzoniere a più mani. Il testo è corredato anche di due indici o glossari ragionati: nel primo, riguardante l'onomastica, si mostra la grande inventiva dei tre poeti nel deformare in chiave "pavana" nomi italiani, e si disegna la complessa rete di rapporti che i tre ebbero con il mondo culturale veneto del secondo '500; nel secondo indice, riguardante gli hapax e i neologismi, viene data una panoramica ragionata delle creazioni lessicali, spesso molto ardite, dei tre poeti, suggerendo anche alcuni rapporti con autori pavani precedenti e successivi. Questi indici rappresentano un primo utilizzo pratico del Lessico Pavano diretto dal prof. Paccagnella. Completa il lavoro un'Appendice in cui vengono riportati e brevemente commentati alcuni componimenti scritti da Magagnò e Menon in occasione della vittoria di Lepanto, non compresi nelle Rime e dispersi in opuscoli che il dott. Cenini ha ritrovato nelle biblioteche di Udine e Milano. Questa Appendice rappresenta il contributo del dott. Cenini alla completezza del corpus di opere pavane

    Introduzione

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    Il volume offre il punto di vista di alcuni studiosi e professionisti italiani e stranieri sull'utilizzo del trust per la gestione, valorizzazione e trasmissione di patrimoni artistici sia pubblici che privati. Nella prima parte viene analizzato il funzionamento delle Charities negli ordinamenti che storicamente si sono avvalsi di questo istituto ma anche in ordinamenti di paesi emergenti come la Repubblica Popolare Cinese; le riflessioni sui public trusts offrono poi significativi argomenti per l'evoluzione della tutela dei beni culturali in sistemi giuridici continentali quale quello francese. La seconda parte affronta il tema della trasmissione di patrimoni artistici di collezionisti privati e degli artisti stessi dal punto di vista degli ordinamenti di civil law, vagliando l'operatività di istituti quali le fondazioni, gli archivi d'artista ed i trusts interni.The volume gives the point of view of some Italian and foreign scholars and experts on the use of trusts for the management, enhancement and transmission of artistic collections, both public and private. In the first part the authors analyze the functioning of the Charities in the legal systems that have historically made use of this instrument but also in the legal systems of emerging countries such as the People's Republic of China; the reflections on public trusts also present significant arguments for the evolution of the protection of cultural heritage in continental legal systems such as the French one. The second part deals with the transmission and inheritance of the artistic estates of private collectors and of the artists themselves from the point of view of the civil law systems, examining the operation of foundations, artist's archives and internal trusts

    Law of contract

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    Gli studi di Giurisprudenza oggi. Una rilfessione tra passato e futuro

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    Il calo delle iscrizioni nelle facoltà giuridiche è un dato sotto gli occhi di tutti. Tra le motivazioni di questa flessione si menziona il fatto che l’offerta formativa sarebbe troppo “tradizionale” – non tenendo adeguatamente conto del mutamento dei rapporti sociali e di tematiche quali la globalizzazione e l’avvento delle nuove tecnologie ad alto impiego di AI – e i percorsi post lauream sarebbero troppo duraturi e complessi. È partendo da queste premesse che l’11 dicembre 2023 si è tenuto presso l’Università degli Studi dell’Insubria un convegno intitolato “Gli Studi di Giurisprudenza oggi: una riflessione tra passato e futuro”, di cui il presente volume raccoglie gli atti. Tale iniziativa si colloca nell’ambito degli obiettivi strategici del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture per l’anno 2023. Il volume trova dunque le sue ragioni nel radicale cambio di contesto nel quale si collocano gli studi di giurisprudenza oggi. Ribadendo a chiare lettere il ruolo fondamentale del giurista, non solo nel passato, ma anche nei multiformi meccanismi che caratterizzano la società attuale, le riflessioni qui raccolte cercano di fornire un contributo intorno alle possibili prospettive di cambiamento degli studi giuridici, affinché tale percorso formativo torni a essere non solo e non tanto attrattivo per le nuove generazioni, ma, in particolare, autenticamente in grado di formare persone e cittadini capaci di affrontare le sfide dell’oggi e di costruire nuovi orizzonti per il domani

    Gli acquisti a non domino

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    Come noto, in tema di cd. acquisti a non domino l’ordinamento italiano attua una politica di tutela dei terzi acquirenti dai confini molto ampi a tutto danno degli interessi di colui che è il vero titolare del diritto; tale scelta è solitamente giustificata invocando la tutela del cd. “traffico giuridico”. Il lavoro discute e approfondisce tale affermazione, cercando una razionalizzazione dell’istituto: compito svolto innanzitutto sulla base di una analisi comparata degli istituti dei maggiori sistemi di civil law e di common law (in particolare, degli ordinamenti francese e americano); in secondo luogo, con il supporto di osservazioni di analisi economica del diritto. L’indagine arriva a distinguere in due tipologie i beni oggetto dell’acquisto, dimostrando come in certi casi la regola italiana non vada affatto stigmatizzata ma al contrario incentivata (in particolare, quando i beni rilevino per il loro valore di liquidazione e siano inseriti in un contesto di mercato o di utilizzazione capitalistica) mentre in altri casi, in particolare con riguardo alla circolazione dei beni culturali privati, soprattutto se rubati, essa appaia del tutto inefficiente, richiedendo dei correttivi che, si propone, potrebbero essere forniti dalla creazione di un sistema di pubblici registri. Il contributo fornisce inoltre un aggiornamento ragionato sulle evoluzioni legislative che hanno toccato da vicino il tema degli acquisti conclusi dal non proprietario, nonché sulle decisioni giurisprudenziali che hanno continuato ad raccogliersi nel tempo

    Inalienabilità del bene culturale: il caso delle fondazioni

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    Da ormai diversi anni si discute, anche in Italia, dell’opportunità che una parte del patrimonio culturale mobile appartenente ad enti pubblici o a enti di diritto privato quali le fondazioni sia ceduto. L’esigenza di dismissione può sorgere in relazione a molteplici aspetti, dalle nuove acquisizioni della scienza storico-artistica, alla scoperta dell’illegittima provenienza dei beni e ad altre questioni di natura “etica”, alla presenza di copie doppie ma anche a ragioni di efficienza nella gestione dei patrimoni. La disciplina attuale tuttavia è ancora particolarmente rigida e sembra non tener conto di queste esigenze. È pertanto auspicabile un ripensamento, anche per rilanciare un antico istituto quale quello delle fondazioni di diritto privato
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