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Leggere carte geografiche di ieri e di oggi. Come e perché, di Aversano V.
Nel caso del libro qui recensito siamo chiaramente di fronte a un manuale di taglio umanistico, la cui collocazione di campo viene orgogliosamente rivendicata dall’autore in più passaggi dell’opera.In the case of the book reviewed here we are clearly dealing with a manual in the field of humanities, whose location is proudly claimed by the author in several steps of the work
Cos'è Geopolitica
Il video si compone di una selezione di passaggi tratti da interviste che il proponente della sessione ha raccolto nel corso di colloqui con autorevoli studiosi non geografi che nella loro attività di ricerca si sono distinti per riflessioni sulla spazialità politica e sul valore politico del territorio.
I docenti intervistati hanno diverse provenienze disciplinari:
storia: Adriano Roccucci (Roma Tre); Francesco Benigno (Teramo), Eugenio Di Rienzo e Roberto Valle (Roma-Sapienza), Aldo Ferrari (Ca’ Foscari)
relazioni internazionali: Alessandro Colombo (Milano Statale), Emidio Diodato (Perugia), Vittorio Emanuele Parsi (Milano Cattolica)
storia del pensiero politico: Patricia Chiantera (Bari), Luca Scuccimarra (Roma-Sapienza), Carlo Galli (Bologna)
diritto: Fulco Lanchester (Roma-Sapienza)
studi strategici: Lucio Caracciolo (Roma-Luiss)
storia militare: Virgilio Ilari (Milano Cattolica)
sociologia politica: Alessandro Orsini (Roma Luiss)In questi ultimi anni si sono aperti nuovi orizzonti nelle scienze sociali per effetto di un rinnovato interesse nei confronti della spazialità e del territorio. Questa generale e nel complesso disorganica rivalutazione dello spazio come dimensione fondamentale della conoscenza, nota come “svolta spaziale”, ha spinto molte discipline a scoprire o riscoprire concetti e prospettive d’analisi elaborati dal pensiero geografico. Da qui deriva l’occasione di intavolare un costruttivo dialogo con benefici reciproci, perché anche la geografia vive la possibilità — e forse la necessità vista la sua natura costitutivamente non specialistica — di ridare slancio e basi rinnovate al suo rapporto con altre tradizioni disciplinari e altri approcci intellettuali.
Questo video di più di 3 ore ha un duplice intento: presentare ai geografi i risultati più avanzati in tema di spazialità politica ottenuti in questi ultimi anni in vari campi delle scienze sociali e, prospettando nuovi terreni comuni di lavoro, promuovere un dibattito utile a un rilancio della dimensione politica della geografia.
il video prevede l’alternanza di una voce narrante fuori campo e di passaggi rappresentativi tratti da interviste che l'autore ha raccolto in colloqui con autorevoli studiosi non geografi che nella loro attività di ricerca si sono distinti per riflessioni sulla spazialità politica e sul valore politico del territorio.In recent years, new horizons have emerged in social sciences as a result of renewed interest in space and territory. This general revaluation of space as a fundamental dimension of knowledge, known as "spatial turn", has prompted many disciplines to discover or rediscover concepts and perspectives of analysis elaborated by geographic thought. From here comes the opportunity to provide a constructive dialogue with mutual benefits, because geography also has the possibility - and perhaps the need for its inherently non-specialist nature - to restore momentum and renewed foundations to its relationship with other disciplinary traditions and others Intellectual approaches.
This more than 3-hour video has a twofold purpose: presenting geographers with the most advanced results in terms of political spatial achievements in recent years in various fields of social sciences and, by projecting new common working areas, promoting a useful interdisciplinary debate on the political dimension of geography.
The video provides the alternation of an external voice and interviews that the author has taken with authoritative non-geographic scholars who have distinguished themselves in reflections on political spatiality and political value of the territory
On the legitimacy of the neoliberal discourse and the material and symbolic devices of territoriality. Reflections on the recent work of David Harvey
Il pensiero di David Harvey ha segnato in profondità la storia della geografia inaugurando una stagione che l’ha vista attivamente coinvolta nel dibattito attorno alle grandi questioni sociali dei nostri tempi. Alla propria già ricca produzione l’autore ha aggiunto nel 2014 una nuova opera, Seventeen Contradictions and the End of Capitalism, nella quale aggiorna la propria critica al sistema del capitale sulla base degli eventi seguiti alla crisi di origine finanziaria esplosa nel 2007 con lo scoppio della bolla speculativa nel settore immobiliare e il relativo crollo dei valori di mercato.
Questo articolo, pur condividendo l’urgenza di mettere a nudo le incongruenze alla base della logica neoliberale e denunciare i drammatici risultati a cui conduce sul piano sociale ed ecologico, mette in discussione alcune evoluzioni che la riflessione critica di Harvey ha subìto nel corso del tempo. In particolare, ci si sofferma sul concetto di produzione di spazio e sulle più recenti interpretazioni del pensiero di Harvey circa la questione della territorialità.
Infine, la figura di questo studioso viene inquadrata nel panorama geografico odierno, che la relega in posizione marginale per via della mancanza di sintonia con i paradigmi scientifici dominanti.The thought of David Harvey has profoundly changed the history of geography, heralding a
time that has seen it actively engaged in debate over the great social issues of our times. To his already
rich repertoire the author has added a new work in 2014, Seventeen Contradictions and the End of Capitalism,
in which he updates his criticism of the system of capital on the basis of events following the crisis, of
financial origin, which exploded in the United States in 2007 with the bursting of the speculative bubble
in the real estate sector and the corresponding collapse in market values.
This article, while agreeing with the urgency to lay bare the inconsistencies underlying neoliberal logic
and to draw critical attention to the dramatic results to which it leads on a social and ecological level,
calls into question some developments that the critical reflections of Harvey have undergone over time.
In particular, it focuses on the concept of production of space and on the latest interpretations of the
ideas of Harvey regarding the question of territoriality.
Lastly, the figure of this scholar is framed in the geographic landscape of today, which relegates him to
a marginal position due to a lack of being in tune with dominant scientific paradigm
Geopolitica, pensiero e azione (Vol. I)
Lo scopo del testo che avete sotto gli occhi è introdurvi nel mondo della politica attraverso la chiave spaziale, cioè utilizzando come strumento d’analisi una delle modalità fondamentali con cui l’uomo fa esperienza del mondo, lo spazio. A questa impresa diamo il nome di Geopolitica
Numero monografico dedicato alla geopolitica
Monografia sulla geopolitica da una prospettiva multidisciplinar
Fascicolo sulla Geopolitica
Monografia sulla geopolitica con il contributo di studiosi di varia provenienza disciplinar
recensione a: Company i Mateo R., Cartografia, ideologia i poder. Els mapes etnogràfics del Touring Club Italiano (1927-1952)
Storia avventurosa di Alexander Radò, cartografo e spia
Il rischio come tratto costante della sua vita, in un incessante cambio d’identità e di residenza, continuamente braccato da servizi segreti nemici. È Alex Radò, quello che fornì all’Unione Sovietica un servizio «straordinario durante le battaglie di Karkhiv, di Stalingrado e di Kursk svelando con precisione tutti i piani della Wehrmacht e permettendo ai sovietici di prendere le adeguate contromisure tattiche» (BOURGEOIS 2011, p.18). Ma ai più, compresi suoi stretti conoscenti, noto solo come cartografo.The risk as a constant feature of his life, in a ceaseless change of identity and residence, constantly hounded by intelligence enemies. He is Alex Rado, who gave the Soviet Union a service "extraordinary during the battles of Karkhiv, Stalingrad and Kursk revealing precisely all floors of the Wehrmacht and allowing the Soviets to take adequate measures tactics" (BOURGEOIS 2011, p .18). But to most people, including his close acquaintances, known only as a cartographer
Gli ambigui intrecci della geografia e della cartografia con il potere: il caso del concetto di confine naturale nell’Italia liberale
Ambiguität der Verflechtung von Geographie, Kartografie und Macht: das Konzept natürliche Grenze in Italien von der italienischen Einheit bis zum ersten Weltkrieg
In diesem Beitrag werden die Beziehungen zwischen geographischem Denken, Kartografie und Machtdiskursen in Hinblick auf die Entwicklung des Konzepts der natürlichen Grenze sowie dessen populärwissenschaftlicher Verbreitung von der italienischen Einheit bis zum Ersten Weltkrieg untersucht.
Die Wahl dieses Konzepts als vorrangigem Deutungsschlüssel beruht auf der Tatsache, dass es im Zentrum einer so offensichtlichen wie vielschichtigen Verflechtung von intellektuellen Kreisen und politischen Projekten stand, die es zur Rechtfertigung von Expansionsabsichten (Tirol, Istrien, Dalmatien) nutzten.
In der auf ein bestimmtes Gebiet und einen bestimmten Zeitraum beschränkten Analyse wird versucht, einige allgemeine Überlegungen zur politischen Dimension des geographischen Denkens und ihrem wichtigsten Instrument, der Landkarte, zu skizzieren
Geopolitica e cartografia: l’attrazione fatale
Tra i generi di cartografia popolare c’è n’è uno appositamente concepito per illustrare gli assetti di potere cui è soggetto un territorio, in essere oppure potenziali: si chiama cartografia geopolitica, e viene praticato in quell’anomalo campo di studi a metà tra disciplina scientifica e genere di larga divulgazione che è la geopolitica, che forse proprio per questa sua collocazione ambivalente non ha potuto fare a meno di inventarsi un proprio originale strumento cartografico. Uno strumento fondamentalmente anticonvenzionale, tanto che ha dovuto apertamente infrangere alcuni princìpi della cartografia tradizionale (scientifica o matematica o euclidea, che dir si voglia) pur di soddisfare i suoi compiti.Among the kinds of popular cartography there is one expressly designed to illustrate the territorial power structures: it is called geopolitical cartography, and is practiced in the anomalous field of study in between scientific discipline and popular genre that is geopolitics. Geopolitical cartography is basically unconventional and has to openly violate some principles of scientific cartography in order to fulfill its tasks
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