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    Organi di Governo e Strategia nelle Fondazioni Italiane: risultati di un’indagine nazionale

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    La recente letteratura ha investigato la composizione, le responsabilità e le caratteristiche dei consigli di amministrazione nelle organizzazioni nonprofit. Risulta, invece, meno analizzata la relazione tra i diversi possibili modelli di governo e la strategia filantropica. Per colmare tale lacuna, questo studio integra il modello teorico anglosassone della “filantropia strategica” nei recenti lavori sulla governance nel nonprofit analizzando il ruolo degli amministratori nell’influenzare e supportare l’approccio strategico delle fondazioni. L’analisi empirica presenta i risultati di un’indagine condotta tra 201 soggetti decisori apicali (presidenti, amministratori e managers) appartenenti alle principali fondazioni d’erogazione Italiane. Utilizzando dati di percezione, i risultati mostrano associazioni statisticamente significative tra selezionati elementi di governance (l’utilità dei report manageriali di programmazione e controllo, l’attivismo degli amministratori e la loro soddisfazione) ed i quattro pilastri teorici della filantropia strategica. Le conclusioni possono facilitare i processi in corso di autoregolamentazione ed ispirare gli operatori del settore interessati ad aumentare l’impatto sociale delle proprie fondazioni

    Governance e Filantropia Strategica nelle Fondazioni: la via Italiana tra determinismo e solidarismo

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    L’attività di erogazione effettuata dalle Fondazioni a favore di iniziative sociali, in Italia come all'estero, rappresenta un insostituibile intervento sussidiario rispetto ai sempre più limitati fondi pubblici. Alla maggiore rilevanza di questi fondi privati si associa, inevitabilmente, una crescente richiesta di procedure efficaci e trasparenti, da parte degli enti di erogazione, nel finanziare progetti meritevoli proposti da organizzazioni di terzo settore o nel promuovere proprie iniziative tese a soddisfare specifici bisogni locali. Utilizzando le opinioni dei principali soggetti decisori nelle Fondazioni, il progetto di ricerca qui presentato ha verificato sotto il profilo empirico le relazioni osservabili tra vari modelli di filantropia istituzionale proposti dalla letteratura, le attività di governo e le prestazioni delle Fondazioni. Questo saggio si pone l’obiettivo di fornire agli operatori del settore degli spunti di riflessione originali, analizzando il grado di condivisione ed adozione delle pratiche di filantropia strategica suggerite dalla bibliografia e dalla prassi internazionale. Il quadro teorico di riferimento adottato descrive l’attività filantropica istituzionale come originata da processi di governo che possono essere, vicendevolmente, più deterministici - pianificare e controllare - o più solidaristici - incentivare e supportare. La metodologia utilizzata indaga le correlazioni più significative di questi diversi approcci con il modello d’intervento multifase predominante nella letteratura anglosassone e così articolato: selezione ex ante dei migliori beneficiari; ricerca di ulteriori finanziatori e partner di progetto; sviluppo in itinere della progettualità a fianco dei beneficiari per aumentarne le prestazioni; verifica ex post di risultati ed impatti per influenzare l’agenda sociale di tutti gli operatori del settore ed aumentare la scala e le dimensioni degli interventi di successo. Partendo dall’assunto che ogni Fondazione definisce in piena libertà i modelli di intervento e le attività di governo (non esiste infatti in letteratura un modello vincente per tutti i possibili contesti), l’analisi condotta offre dei riferimenti concreti in merito ai processi di governance valutati come più utili e soddisfacenti da quei soggetti decisori che dichiarano una maggiore condivisione e efficacia della filantropia strategica, consentendo di esplorare la domanda di ricerca: “quale governo per un maggiore impatto sociale?”. I risultati confermano una sostanziale condivisione ed adozione dei modelli d’intervento multifase supportati da attività di governo deterministiche ma anche da importanti elementi solidaristici tipici della tradizione filantropica Italiana. Si delinea, pertanto, un modello di filantropia nazionale con marcati elementi di originalità, che merita approfondimento e discussione, e pare in grado di creare valore sociale qualora implementato da soggetti di governo consapevoli del ruolo che sono chiamati ad interpretare per essere concretamente agenti di cambiamento sociale

    L’Azione di Governo e le Attività di Supporto alla Filantropia Strategica nelle Fondazioni Italiane: Determinismo o Solidarismo

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    In che modo gli organi di governo delle principali fondazioni d’erogazione italiane possono migliorare la strategia delle proprie fondazioni e ricercare migliori risultati sociali? Il tema è dibattuto da anni soprattutto nel mondo anglosassone dove sono numerosi gli studi che spingono verso modelli d’intervento filantropico che potrebbero essere definiti deterministici e scientifici. La storia secolare della filantropia italiana è storicamente portatrice di un diverso modello di intervento, più solidaristico, che affonda nel ricco tessuto sociale dei nostri territori ed è in grado di stimolare importanti fenomeni di partecipazione civile e associazionismo sociale. Sull’analisi di questi diversi modelli filantropici, più scientifico o più solidale, si è concentrata la seconda indagine sul governo delle fondazioni d’erogazione promossa dall’Università di Padova. I questionari compilati da 201 soggetti di governo e “decision makers” presso le nostre fondazioni tratteggiano un quadro favorevole all’adozione della filantropia strategica di matrice anglosassone, opportunamente rivista e specificata in funzione delle tipicità nazionali. L’analisi dei dati suggerisce una progressiva specializzazione dei ruoli nell’esteso mondo del “nonprofit”, indicando per le fondazioni d’erogazione il ruolo di operatori qualificati in grado di sviluppare competenze specifiche utili sia per promuovere nuove reti d’intervento sia per affiancare operatori del terzo settore al fine di migliorarne i progetti ed i risultati

    Managerialità Solidale: Governo e Strategia nelle Fondazioni Italiane

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    Le Fondazioni italiane amministrano un ampio ventaglio di progetti sociali finanziati con il proprio patrimonio e coordinati con la propria struttura organizzativa, contribuendo così allo sviluppo sociale ed economico del Paese. Gli amministratori che siedono nei consigli d’indirizzo o di amministrazione di ciascuna Fondazione affrontano, pertanto, la complessità di gestire contemporaneamente due portafogli da sviluppare e monitorare nel tempo: il primo è legato al proprio patrimonio economico-finanziario, il secondo all'attuazione degli interventi sociali. Il processo strategico e direzionale che si origina dai consigli di amministrazione delle Fondazioni concilia un approccio manageriale e razionale, tipico del comportamento di un gestore d’investimenti, con un approccio più solidale e altruistico che affonda nella tradizione mecenatistica del nostro Paese e nella partecipazione civica delle istituzioni nonprofit. Questi due aspetti, sebbene debbano essere considerati separati e distinti, non risultano necessariamente in conflitto tra loro, ma generano un impegno gestionale che merita un dettagliato approfondimento teorico ed empirico. Questo saggio individua una serie di caratteristiche del modello di governance in grado di favorire una positiva mediazione tra la dimensione più deterministica del complesso di operazioni collegate alla sfera manageriale e quella più solidaristica, legata invece alla partecipazione sociale. I dati, raccolti tra 201 membri degli organi apicali, hanno permesso di isolare diversi possibili assetti e stili di governo che si sviluppano modulando opportunamente diversi elementi: la composizione degli organi, le modalità di partecipazione degli amministratori, l’efficacia degli strumenti manageriali, le principali caratteristiche dell’intervento sociale in esame e le attività di supporto da assegnare agli amministratori in aggiunta ai classici compiti di indirizzo e controllo. Il volume fornisce utili indicazioni operative finalizzate all’implementazione di un modello di governo dinamico, capace di assecondare il ciclo di vita e le finalità strategiche delle Fondazioni, il cui successo risulta maggiore quando gli organi direttivi riescono a dotarsi di informazioni e conoscenze e si dimostrano in grado di renderle operative in processi di programmazione, accompagnamento e verifica del proprio operato sociale. Quanto più la combinazione tra gli elementi che caratterizzano il governo risulta bilanciata, tanto più gli amministratori ed i manager operativi riescono a qualificarsi come professionisti del Terzo Settore, assumendo il ruolo di catalizzatori di managerialità al servizio della filantropia e sviluppando le competenze specialistiche funzionali alle peculiarità delle Fondazioni

    Strategic and Business Planning

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    Business planning should be a dynamic exercise to support managerial decisions along the whole business life cycle. The various planning documents help management to define its key objectives and raise the funds needed to achieve each one. If a decision’s outcome does not confirm targets and objectives, the planner must adjust the Plan to accommodate new issues and opportunities. Similarly, when targets and objectives are close to achievement, the planner must start a new round of planning. This book is intended as a general guide to the concepts, techniques, frameworks and methodologies of writing a “planning report”. Each section has a theoretical part and an application part (“tools”). In talking about a “planning report”, this book distinguishes between the “Business Plan” used by start-ups, and the “Strategic Plan” written by companies that are already in the market. Although “Business Plan” and “Strategic Plan” appear to be similar, and the two words are often (inaccurately) considered synonyms, they are two different and specific documents with different purposes, planning approaches and structures. Authors explain the differences between the two, how to write them properly, and how to manage such technical tools and issues as “demand estimation”, “sales plan”, “breakeven point” and “value analysis”

    Strategic Philanthropy in Foundations: the Board Members’ Perspectives

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    Recent literature has investigated the composition, responsibilities and characteristics of non-profits’ boards, but there is a lack of research on the link between governance practices and preferences related to philanthropic strategy. This study integrates the strategic philanthropy literature with recent works in the area of governance to understand how organisations’ approach to governance can lead to different strategic approaches. The empirical section presents the results of a survey conducted among 144 decision makers (presidents, board members, managers) that belong to the largest Italian foundations. Using perceptual data, the exploratory results show significant associations between selected governance items (satisfaction of decision makers, usefulness of managerial reports, activism of board members) and the four pillars of strategic philanthropy. The results of the study reveal where and when foundations’ decision makers believe that well-governed private foundations can act more effectively and efficiently than individual donors and poorly governed foundations can. Conclusions facilitate the formulation of guidelines and recommendations to professional players and regulators who are interested in enhancing the social value foundations can create

    Foundations’ governance for strategic philanthropy: the second national survery

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    Foundations are “institutional donors” that are endowed with large financial assets that their trustees (board members) allocate through annual philanthropic budgets by means of one or more grants made to associations, cooperatives, universities, research centers, schools, other operative foundations, and other entities or through one or more projects that the endowed foundation carries out with its organizational resources. Because of foundations’ growth and success in creating social value, scholars, politicians, and practitioners have come to expect them to play the unique role of social merchant banks in fostering the positive impact of non-profit organizations on societies. Regulators like the European Commission (2005) and the U.S. Senate Finance Committee (2004) have argued for effective non-profit governance in order to achieve these objectives, thus making the governance of non-profit organizations a hot research topic

    Difference in stakeholder engagement approach of small & medium enterprises and large companies and its performance implications

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    Using the explicit and implicit Corporate Social Responsibility (CSR) framework, this study investigates how small and medium enterprises (SMEs) and large companies differ in their approach to CSR and what association these differing approaches to CSR have with a company's financial and social performances. We develop and validate a stakeholder engagement approach (SEA) scale and then present the results of data collected from 211 SMEs and 179 large companies. The results indicate that while large companies rely more on explicitly articulated and formally enacted approaches to CSR, SMEs integrate social responsibility into their company activities in informal and implicit ways. The results also show that the explicit approach has a positive association with financial performance measures, while the implicit approach has a positive association with social performance. The findings of this study provide a more nuanced and theoretically grounded understanding of differences in the CSR practices of SMEs and large companies

    Strong planners versus weak planners: An analysis of nonprofit organizations

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    Previous academic research found that two broad approaches characterize non-profit foundations when setting objectives. In the first approach, the business-like model, nonprofit foundations are inspired by for-profit organizations, and they adopt methodologies, tools, and practices typical of business management to better respond to social issues connected to their local dimensions. The second approach, the charity-like model, conversely argues that hybridization toward the market risks undermining the peculiarities of the nonprofit sector, thereby emphasizing the need of nonprofit foundations to be guided by the solidarity of interests that resides in the natural interdependencies of various members of society. To date, no study has fo-cused on the role of nonprofit foundation employees to understand the impact of a business-like approach on employee professionalism and job performance. Using responses from 277 employees of nonprofit foundations, this study investigates whether increased participation in planning and control tools increases employees’ perceptions of the effectiveness of the grant process. The results show that a busi-ness-like approach to planning, if well-balanced and considered, can contribute to greater employee professionalism and lead to improved information clarity and project innovation
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