146 research outputs found

    LA REVOCAZIONE DELLE SENTENZE NEL GIUDIZIO TRIBUTARIO

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    Sommario: 1. La revocazione nel giudizio tributario: struttura e funzione del rimedio. — 2. Le sentenze revocabili delle Commissioni tributarie. La revocazione delle decisioni della S.C. (in materia tributaria). — 3. I motivi di revocazione. — 4. Il procedimento di revocazione. I par. 1 e 2 sono ad opera della Prof.ssa Beatrice Zuffi; i par. 3 e 4 sono ad opera del Dott. Salvatore Saija

    An Effective On-line Dispute Resolution Network for Enhancing Collective Redress in Europe: How to Handle Mass Small Claims Through an Integrated Approach

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    The ESCP disappointing results, the scarce interconnection between Reg. 861/2007, ADR legislation and Directives 2019/2161 and 2020/1828, as well as the suboptimal functio-ning of the ODR platform urge for a global rethinking. The Author points out some possible interventions to implement consumers’ and users’ protection in relation to small and ho-mogenous claims, hoping that the European Institutions will soon consider a reform aimed at establishing an online integrated justice service in which court procedures merge with mechanisms of amicable solution

    Azione di classe e ADR: un binomio in via di definizione

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    Dopo aver compiuto una rassegna comparatistica degli ordinamenti statunitense, olandese e belga, che risultano maggiormente all’avanguardia nella previsione di normative volte ad incentivare efficacemente l’utilizzo di strumenti di giustizia consensuale in seno o in correlazione a rimedi risarcitori collettivi, si analizza la disci plina italiana sull’azione di classe introdotta dalla l. n. 31 del 2019, valutando le soluzioni ivi apprestate in merito alle possibilità di ta citazione transattiva della lite ed interrogandosi sulla concreta uti lizzabilità di altri metodi alternativi, quali la mediazione, la nego ziazione assistita e l’arbitrato ad integrazione o in sostituzione del giudizio trifasico di cui agli artt. 840 bis ss. c.p.c. The paper provides a comparative review of selected legal systems (namely: the U.S.A., the Netherlands, and Belgium) which are at the forefront of fostering the use of ADR in compensatory class ac tions through laws and regulations. The author then analyses the Italian legislation on class action introduced by Law no. 31 of 2019, focusing in particular on the solutions adopted to promote settlement agreements and assessing the feasibility of other alter native dispute resolution methods, such as mediation, negotiation, and arbitration in connection with or in lieu of the three-phase trial under Art. 840 bis ff. of the Italian Code of Civil Procedure

    Riformata in appello la condanna emessa nella class action contro Volkswagen: aspetti processuali

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    Il commento si sofferma su alcune delle questioni processuali affrontate dalla Corte d’appello di Venezia nella sentenza del 16 novembre 2023, con cui è stata parzialmente riformata la condanna inflitta in primo grado a Volkswagen in accoglimento della domanda risarcitoria di classe promossa in relazione al c.d. scandalo dieselgate. In particolare, l'A. analizza criticamente la pronuncia nella parte in cui ha escluso di poter rideterminare il quantum liquidato in prime cure per i danni non patrimoniali in ragione del supposto operare del divieto di reformatio in pejus, mentre aderisce alla soluzione prospettata con riguardo alle contestazioni sollevate sulla validità o sulla regolarità delle adesioni alla class action. The commentary focuses on some procedural issues dealt with by the Court of Appeal of Venice in the judgment of 16 November 2023, which partially rectified the ruling issued at first instance on the class action brought against Volkswagen for the compensation of damages suffered by the cars' owners' in relation to the so-called dieselgate scandal. In particular, the Author criticises the judgment as far as it excluded the possibility of redetermining the amount of the damages awarded for non-pecuniary loss cause to the alleged operativity of reformatio in pejus ban, while she endorses the dismissal of the objections raised on the validity of the class action subscriptions

    La tutela della buona fede negli obblighi (convenzionali e legali) di composizione alternativa delle liti

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    Con il presente lavoro l’A. si prefigge di indagare se il nostro sistema accoglie un generale principio di buona fede o lealtà nell’esecuzione delle obbligazioni (contrattuali o legali) di composizione stragiudiziale delle liti e se ad esso corrisponde un dovere adeguatamente e coerentemente sanzionato all’interno del processo, posto che, anche alla luce della riserva di legge prevista all’art. 111 cost., le soluzioni apprestate dovrebbero essere nitidamente predisposte e agevolmente conoscibili dai litiganti. Sommario: 1. La crescente diffusione e incentivazione delle tecniche ADR e l’erosione del principio di priorità della giurisdizione statale: il ricorso all’autorità giudiziaria come extrema ratio? – 2. La diversa pregnanza della clausola di buona fede nel diritto civile e nel diritto processuale civile. – 3. La disciplina rinvenibile nel codice di rito: a) Il dovere di lealtà e probità ex art. 88 c.p.c. ed altre disposizioni ad esso collegate. – 4. b) La regolamentazione in tema di condanna alle spese e responsabilità per lite temeraria, anche alla luce delle nuove annunciate modifiche (d.d.l. S. 2284). – 5. Le norme speciali volte a sanzionare il comportamento scorretto nelle procedure di composizione alternativa delle liti. – 6. Sintetico sguardo d’insieme sulla disciplina della tutela della buona fede processuale. – 7. Riflessioni conclusive intorno alla “superfluità” del concetto di abuso del processo e sui limiti alla discrezionalità del giudice nel garantire lo svolgimento leale del procediment

    Commento all'art. 2 Reg. n. 861 del 2007 (Procedimento europeo per le controversie di modesta entità - Campo di applicazione)

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    SOMMARIO 1. I criteri di operatività del regolamento n. 861/2007/CE: a) il limite ratione valoris. — 2. (Segue): b) il limite ratione materiae. — 3. (Segue): c) il limite territoriale. — 4. Nessi

    Commento all'art. 22 del Reg. n. 861 del 2007 (Procedimento europeo delle controversie di modesta entità - Rifiuto dell'esecuzione)

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    SOMMARIO 1. Il rifiuto dell’esecuzione per incompatibilità con precedente giudicato: a) inquadramento del rimedio. — 2. (Segue): b) l’incompatibilità con precedente sentenza rilevante ai sensi dell’art. 22. — 3. (Segue): c) rilevanza dell’eccezione di litispendenza ai fini dell’accoglimento del conflitto di decisioni come motivo ostativo di esecuzione. — 4. Possibili distonie tra l’art. 22, § 1, del regolamento n. 861/2007/CE e la normativa interna italiana in tema di conflitto di giudicati. — 5. Nessi

    The Italian Class Actions Reform: a Conservative Revolution

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    1. Brief historical background of collective redress in Italy. - 2. The unlimited operational scope of the new compensatory class action. - 3. The short-sighted choice of keeping the remedy anchored to an opt-in basis. 4. The bifurcation of the class proceedings between adjudication on the defendant’s liability and distribution stage. 5. A fleeting glance at discovery and settlements

    Tecnologia digitale e processo civile

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    Note introduttive - Il processo civile telematico e i progetti per migliorare l’efficienza della giustizia italiana tramite le raccolte indicizzate di giurisprudenza - I dubbi sulla c.d. giustizia predittiva - I principi per un utilizzo etico degli strumenti di IA e la necessità di una maggior consapevolezza negli utenti circa l’utilizzo degli algoritmi conversazionali - Brevi note finali anche su altre mutazioni del processo civile indotte dall’impatto della tecnologia informatic

    Contumacia e giudizio nel processo civile

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    Il volume tratta del fenomeno della contumacia nel processo civile, riflettendo in particolare su come il comportamento di radicale inattività della parte che non si costituisce in giudizio incida sulle modalità e sulle caratteristiche strutturali con cui si svolge l’accertamento giurisdizionale. La ricerca è condotta lungo tre direttrici, che ambiscono ad offrire al lettore un’attenta ricostruzione dell’evoluzione dell’istituto dal sistema del lege agere fino ai giorni nostri, uno studio ragionato dei modelli di regolamentazione dell’inerzia difensiva della parte sia nell’ottica del confronto comparatistico tra i principali sistemi giuridici moderni sia nella dimensione sovranazionale delle politiche di uniformazione normativa e dell’esecuzione delle decisioni straniere, oltre che un’analisi critica sulle disposizioni vigenti in particolare nell’ordinamento italiano. Le indagini condotte consentono all’A. di avanzare una proposta ricostruttiva che assegna alla contumacia una possibile valenza sul piano probatorio, quale contegno processuale di inattività che il giudice può valorizzare ai sensi dell’art. 116, primo comma, c.p.c., nonché di argomentare l’irragionevolezza dell’art. 115, primo comma, c.p.c. nella parte in cui esclude che la mancata contestazione specifica possa portare ad una relevatio ab onere probandi quando la parte non si presenta dinanzi al giudice. L’auspicio che viene espresso al riguardo è quindi che il legislatore modifichi l’attuale assetto normativo in modo da riconoscere nella contumacia un comportamento sul quale poter fondare un’assunzione di verità dei fatti allegati dalla controparte, ove sussistano indizi precisi, gravi e concordanti in tal senso e sempre salva la delibazione sulla concludenza della domanda giudiziale. In questa maniera il sistema processuale italiano ne guadagnerebbe in termini di coerenza ed efficienza, in linea con le soluzioni prevalenti a livello mondiale e con il senso complessivo ritraibile dalla lunga storia del processo eremodiciale, che è quello di trattare il contumace come la parte costituita, senz’altro non peggio, ma neppure meglio
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