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Incontri: Alessandro Gaiani
La verifica sull’attualità dei sistemi teorici introdotti da Vitruvio nel suo De Architettura nel progetto contemporaneo, mi permettono di formulare alcune riflessioni su scenari di ricerca del progetto di architettura e proporre un sistema di orientamento, all’interno delle varie direzioni del dibattito architettonico. Riflessioni, quelle che seguiranno, presenti nel testo Vitruviano, che si rifanno al rapporto tra teoria e prassi, che individuano nella formazione dell’architetto una relazione con altre discipline, ma che si devono rapportare e agire all’interno dello spazio contemporaneo considerato come scenario complesso e poliedrico, aperto al potenziale catalizzatore di nuove idee, a proposte strategiche e azioni progettuali capaci di muoversi a differenti scale e su differenti contesti, che trovano nella circolarità il proprio riferimento culturale. Il testo di Vitruvio è giunto a noi come “principio metastorico di stabilizzazione” (Fulvio Irace, Dimenticare Vitruvio, Il Libraccio, Milano, 2008, p.12) rispetto ad un panorama architettonico contemporaneo assolutamente eterogeneo e autoreferenziale, di esaltazione delle differenze, e come sistema di riferimento per il progetto di architettura basato su un riferimento costruttivo che a sua volta si rifà a principi “universali”. proprio su questo punto, cioé, sulla definizione del materiale dell'architettura che vorrei soffermarmi nelle considerazioni che seguiranno. il Moderno aveva modellato oggetti che si definivano attraverso le loro masse, l’organizzazione dei pieni e dei vuoti, il sistema costruttivo e l’organizzazione funzionale, fondando su queste grammatiche compositive l’orgoglio della permanenza e la sfida al tempo, il post moderno ha proposto oggetti singoli basati su linguaggi del tutto personali, autoreferenziali, oggi concepiamo ibridi urbani, condensatori sociali in cui si intrecciano le molteplici storie e valori, sia quelle/i proprie del luogo e della sue preesistenze sia quelle/i del vivere contemporaneo, riunito in comunità che lo occupa. L'architettura oggi, abbandona la dimensione dell'immutabile per evolvere in sostanza dinamica: espressioni come temporaneità , transitorietà, contenitore generico, mutabilità nel tempo, interscambiabilità delle parti sono ormai chiamati ad essere elementi identitari di molti edifici che sono orientati a recepire le rapide mutazioni delle modalità fruitive e dei sistemi sociali. In questo scenario i principi universali che Vitruvio propone per il progetto di architettura sono difficilmente applicabili, così come la risposta alla domanda di spazi per la società che è oggi profondamente differente rispetto al passato. Ritengo fondamentale stabilire, quindi, un dialogo inedito con la storia per fissare nuovi racconti condivisi. L'architettura contemporanea diviene allora, sempre più frequentemente, un progetto ibrido, circolare, qui inteso come l'insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono un insieme strutturato di azioni con una base teorica comune, che si attua attraverso una moltitudine di differenti linguaggi, che dialoga direttamente con i caratteri fisici e relazionali del luogo, ed è sempre più frequentemente un progetto interstiziale, di mediazione e legame fra contesti differenti
Otto architetture italiane del dopoguerra
Ipertesto multimediale. L'autore ha coordinato la ricerca storico-iconografica e predisposto i testi per: schede sintetiche di analisi delle otto architetture; quadro sinottico; presentazione (con Marco Gaiani)
Take Care BO
Take Care Bo” è un progetto di ricerca che nasce dalla collaborazione del dipartimento di Architettu- ra di Ferrara e l’associazione ASCOM Bologna.
La richiesta del committente al gruppo di ricerca guidato dal Prof. Gaiani è stata di redigere uno studio conoscitivo sulle strategie di Pedonalizzazio- ne dei centri storici. Il percorso di ricerca si è avvalso di un ampio gruppo di collaboratori capaci di coprire le discipline inerenti il tema di approfondi- mento. Le modalità divulgative dei risultati sono state affidate ad un incontro pubblico nel quale attraverso la proiezione del materiale raccolto ed analizzato, si è potuto agevolmente coinvolgere i non addetti ai lavori. La richiesta di organizzare la ricerca per favorirne la divulgazione e la conoscenza ampliata verso interlocutori non addetti ai lavori, ha portato ad una organizzazione dello strumento di indagine coerente con le necessità del committen- te
un'area, un parco, un'identità
riflessioni sul progetto di un parco sub urbano contemporaneo. Progettare un parco oggi è una operazione che richiede una revisione della definizione data dal dizionario e l'inquadramento all'interno di un ottica più lunga. Il paesaggio della centuriazione nella prima periferia bolognese è stato l'occasione per un workshop internazionale di progettazione a cui hanno partecipato in qualità di tutor Mirko Zardini, Antonio Angelillo, Alessandro Gaiani, Pierluigi Molteni, Gabriele Lelli, Giovanni del BocaRichard Ingersoll, Ippolito Pizzett
Storia di un minuto.Volume 3
I contenuti della Sezione Storia di Un Minuto sono la quintessenza della volontà di superare la logica binaria dell’esposizione di architettura intesa come una raccolta di oggetti materiali, di venerazione quasi religiosa, in un ambito culturale ristretto.
In passato, infatti, la Biennale di Architettura di Venezia è stata il terreno ideale dei demiurghi dell’architettura e dei loro feticci.
Naturalmente non ci sarebbe niente di male nel mettere in scena i modelli in scala, i disegni e le foto degli edifici, oppure il lavoro dei propri maestri, se questi non rappresentassero, soprattutto oggi, un culto esclusivo, ammantato di arcana competenza, incapace di riconoscere la complessità delle crisi ambientali.
In questo contesto, la sezione curata da Alessandro Gaiani, Emilia Giorgi, e Guido Incerti, ha il merito, tra gli altri, di esplorare la crisi di un territorio, con strumenti isotropici come l’arte fotografica e cinematografica.
Da qui emergono le immagini dei luoghi e delle forze potenziali per la ricostruzione di un territorio, a partire dalle comunità, unità minime di coesione sociale.
Le immagini dei tre fotografi descrivono le alterazioni fisiche dell'ambiente e di ogni specie vivente, dagli esseri umani, alle specie animali e vegetali.
Il processo attraverso cui un evento sismico altera un ambiente locale riporta l’architettura verso il suo naturale ruolo di strumento di mediazione e di negoziazione dell’umanità con la troposfera.
E, benché già oltre l’interpretazione primitiva della competenza disciplinare, ci si chiede se anche questa prospettiva non sia controproducente, dato che l’Antropocene si deve all’incapacità di accogliere, all’interno della comunità, ogni presenza vivente e non vivente come parte di un unico organismo.
Dopo il terremoto, infatti, le modifiche dell’habitat, dovute alle componenti tettoniche artificiali, spesso non sono più vantaggiose per i loro abitanti, e, come detriti, possono contribuire al degrado dell’ambiente.
Come nel “principio di costruzione di nicchia”, così ogni presenza sul territorio - gli individui, la collettività, le piante e il vento -, sono un agente attivo del cambiamento, che può contribuire alla resilienza delle comunità.
Coerentemente il luogo fisico dell’esposizione, immaginato dai tre curatori, si espande e diviene un polimorfico spazio pubblico, nel Padiglione Italia, ed un laboratorio nei territori colpiti dal sisma, animato dal coraggio dell’attivismo, grazie al contributo di ActionAid Italia, e dal rigore della ricerca, grazie alle iniziative del Gran Sasso Science Institute.
Con “laboratorio” qui si intende uno spazio inclusivo di creatività come motore del cambiamento, in cui la componenti più marginalizzate delle comunità dimostrano di essere la parte più mobile delle società, quella che, raggiunta la consapevolezza che lo status quo non sia più un’opzione, immagina relazioni adattative inaspettate, e quindi ancora più preziose, tra l’ambiente e le persone
Problematode Gaiani 2017, gen. nov.
Problematode Gaiani gen. nov. Type species. Problematode sakakibarai Gaiani sp. nov. Diagnosis. Mid-sized treehoppers (8.3– 10 mm). Body depressed, hirsute (Figs. 1–4). Forewings thickened in basal half (veins obscured), surface with recumbent white pilosity; apical half with venation reticulated, veins with recumbent white pilosity, cells not pilose. Pronotum with median longitudinal carina; with or without processes, when present, as an elevated posterior keel not covering scutellum; with two dark bare, short, glabrous projections at each side of medial carina and keel (Figs. 2, 4, 6, 7). Pro- and metatrochanters with a definite suture separating them from their respective coxae, mesotrochanters fused with femora. Pro- and mesofemora with a large, blunt spine on ventral border (Figs. 15–17). Meso- and metacoxal cavities widely separated, thoracic sternites widely exposed (Fig. 8). Aedeagus stout, “U”-shaped, gonopore apical; second valvulae abruptly widened in apical third. Description. Head (Figs. 2, 4–5, 9–10) as wide or wider than pronotum in dorsal view, eyes stalked; distinct triangular dorsal projections at each side of coronal suture, closer to each other than to eyes, with small glabrous depression or concavity admedially at their base in frontal view. In anterior view: ocelli elevated, closer to each other than to eyes; head covered in long white adpressed hairs (Fig. 5). Vertex concave medially from occipital border to frontoclypeal suture; ventrolateral margins carinate. Frontoclypeus flat, transversely sunken at middle on apical 1/3rd; transverse carina or fold absent; covered with white semi-erect setae (Fig. 8). Rostrum reaching base of metathoracic coxae; first segment short, barely longer than labrum; second segment longer, almost twice as long as third segment. Thorax. Distance from posterior margin of eye to wing base, in lateral view, 1.0 to 1.5x eye width. Pronotum (Figs. 2, 4, 9–10). Punctation dense laterally, sparser at disc, space between punctations approximately 1.5x of punctation diameter; pubescence long, white, and adpressed; irregular depressed bare areas behind frontal margin with fine reticulated microsculpture (Figs. 9–10), median longitudinal carina complete, sometimes developing into dorsoposterior keel (Figs. 1, 6–7); short and glabrous dark projection at each side of medial carina and keel (Figs. 2, 4, 6); dorsal postocular keel well developed; suprahumeral horns absent; posterior margin evenly rounded, posterolateral projections absent. Scutellum (Figs. 2, 4). Base of scutellum weakly swollen, punctation sparse; apex as long or slightly longer than basal width; covered in long white decumbent setae, more abundant from base to midlength. Forewing (Figs. 11, 13). Thickened in basal half, veins obscure; covered in decumbent white pilosity; R, M and Cu fused at base of forewing, R diverging first, M and Cu confluent for a short distance thereafter, apical half with reticulate venation (note: the identification of a second m-cu crossvein is difficult to assess due to the reticulation); apex of clavus acuminate; first and second anal veins confluent for short distance distally, directed towards claval suture and then abruptly curved to reach anal margin. Hind wing (Figs. 12, 14). One r-m and one m-cu cross vein; membrane with arcuate chaetoids. Metepimeron. Concealed by forewing at rest. Legs (Figs. 8, 15–17). Meso- and metacoxa widely separated, thoracic sternites widely exposed; furcasternum reduced, without lobes. Pro- and meso-femora armed with a medial spine on ventral margin; pro- and meso-tibia amply triquetrous in cross section, with long setae, without rows of cucullate setae. Meso-trochanter immovably fused to femur, pro- and meta-trochanters with definite sutures separating them from their corresponding femora (Figs. 15–17). Meta-femur without distal dorsal pair of cucullate setae, meta-tibia with three rows of cucullate setae, row I incomplete with basal 1/3 imperceptible, rows II and III complete (Fig. 18). Male. Abdominal sternites I–VII of similar length, VIII 1.3 x longer than VII; sternite VII length less than or equal to width; sternite VIII width more than 2x length. Lateral plate more than half the length of subgenital plate; sternite IX emarginate anteromedially; subgenital plate lobes incompletely fused, uniformly sclerotized without distinct fenestrae. Aedeagus short and stout; “U” shaped (Figs. 18–19, 22–23); posterior arm straight; shaft tubular, in lateral view wider at mid length then tapering apically, with small scale-like spines on apical portion; gonopore large, apical. Styles elongated, apex bent at 90°, sclerotized, with a few sub-apical setae. Connective strap-like, semicircular (Figs. 20, 24). Female. VII sternite (Fig. 26) as long or shorter than VI, widely concave caudad, exposing the base of the ovipositor; first valvulae straight and tapering to an acute apex (Fig. 27); second valvulae abruptly expanded in apical third and then evenly tapered towards apex, dorsal margin with a row of close-set fine teeth (Figs. 28–29). Distribution. VENEZUELA: Aragua, Yaracuy. All specimens where collected within the Coastal Venezuela Montane Forest terrestrial ecoregion (Olson et al. 2001). Type species. Problematode sakakibarai sp. nov. Etymology: From the Greek problema, “ problem” and tode, a demonstrative pronoun meaning “this”, “the following”. Gender neuter. Discussion. The placement of Problematode gen. nov. into the current Membracidae classification is challenging. Species of Problematode gen. nov. will run to Euwalkeria in the generic key of Nicomiinae of Albertson & Dietrich (2005). They superficially resemble representatives of Euwalkeria in the reticulation of the forewings, but are easily distinguished by the male genitalia. For instance, Problematode gen. nov. has a stout “U” shaped aedeagus while Euwalkeria has a long falcate aedeagus with apical processes. The fused mesothoracic trochanters and the widely spaced meso- and metathoracic coxal cavities, amply exposing thoracic sternites, differentiate species of Problematode gen. nov. from all other known Membracidae. Only four specimens in this remarkable new genus have been studied, but all of them were collected in the Coastal Montane Forests of Venezuela (Olson et al. 2001), a very rich ecosystem that is critically threatened by urban development and periodical forest fires. Further collecting efforts in this area using non-traditional methods (e.g., fogging, canopy traps, etc.) might yield additional specimens. Nymphal characters would help to clarify the taxonomic position of this genus.Published as part of Gaiani, Marco A., 2017, Problematode: an enigmatic new genus of Membracidae (Hemiptera) with two new species from Venezuela in Zootaxa 4281 (1), DOI: 10.11646/zootaxa.4281.1.7, http://zenodo.org/record/81578
Re-interpretare per comunicare
Il lavoro di carattere multimediale, sorge in seguito ad una donazione fatta a MusArc, musero di architettura contemporanea di Ferrara, dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York che consiste di otto modelli realizzati per la sezione architettura della mostra "the Italian Metamorphosis 1934-1968" nonchè di 108 fotografie in bianxo e nero. Il lavoro vetre sull'interpretazione contemporanea che otto architetti hanno dato di altrettante opere presenti nella mostra. le opere erano quelle dei BBPR, di Carlo Mollino, di MArio Ridolfi, di Saverio Muratori di Nello Aprile, Cino Calca prina, Mario Fiorentino e Giuseppe Perugini, Luigi Caccia Dominioni Marco Zanuso e Carlo Aymonino. Le opere di questi architetti sono state interpretate in un filamto complessivo di 35 minuti da Franco Purini, Guido Canali, Alessandro Gaiani, Francesco Taormina, Alberto Manfredini, Gianluca Frediani, Mirko Zardini e Maurizio Di Puolo
GESTIRE E COMUNICARE IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE NELL’EPOCA DELL’AUTOMAZIONE
Il saggio riepiloga scopi, mezzi, tecniche e risultati del restauro della fontana del Nettuno a Bologna degli anni 2015-201
Problematode inerme Gaiani 2017, sp. nov.
<i>Problematode inerme</i> Gaiani sp. nov. <p>(Figs. 3–4, 10, 14–18, 23 –30)</p> <p> <b>Diagnosis</b>. Both sexes lack the “keel-like” process on the posterior half of the pronotum. Dorsal projections of head triangularly produced. Pygofer with ventral margin slightly sinuate, almost straight (Fig. 25).</p> <p> <b>Description</b>. <b>Adults</b>. <i>Dimensions</i> (mm): Total length ♂ 8.4, ♀ 10; width of head including eyes ♂ 2.7, ♀ 2.8; width between humeral angles ♂ 2.8, ♀ 3.0; pronotal length ♂ 1.9, ♀ 1.9; wing length ♂ 6.6, ♀ 8.4. <i>Coloration</i>. Body with long pale pubescence; overall integument color light brown; dorsal projections of head, base of scutellum, and claval area of forewings dark brown; apex of all femora, apex and base of all tibiae, and all tarsi brown; mesobasisternites black; abdominal sternites I–VI dark brown medially. Yellow markings on apical third of scutellum and lateral posterior pronotal margin. <i>Structure</i>: <i>Head</i> (Figs. 4, 10). Broad, wider than long; with long pubescence; dorsal projections triangular; ocelli raised above surface. <i>Thorax: Pronotum</i> (Figs. 4, 10). Densely punctate, covered in pale decumbent setae; middorsal ridge slightly produced, extended along full length of pronotum. Anterior margin with two submarginal scars in single field (Fig. 10). <i>Scutellum</i> with basal 1/3rd raised, apical 1/3rd with slight median depression. <i>Legs.</i> Prothoracic and mesothoracic femora with raised tubercle on hind margin; metathoracic tibiae with three enlarged setal rows, each bearing cucullate setae (row I with 23–30 cucullate setae, row II with 6–7, and row III with 15–17). <i>Forewing</i> (Figs. 13–14). Basal half slightly thickened, punctate; with one or two <i>m-cu</i> crossveins, apical half with a plexus of veins; A2 bent anteriorly, joining A1 on apical fourth of clavus. <i>Genitalia</i>. Lateral plates fused to pygofer; styles (Fig. 24) elongate, slender, hooked in a 90° angle apically; pygofer with ventral margin straight in lateral view; aedeagus (Fig. 22–23) strongly U-shaped, widened at middle and tapering apically, posterior face of apex denticulate. Female with second valvulae strongly widened in apical third (Figs. 28–29).</p> <p> <b>Nymphs</b>. Unknown.</p> <p> <b>Etymology</b>. From the latin <i>inermis</i>, meaning “un-armed”, which refers to the pronotum lacking a posterior process.</p> <p> <b>Distribution</b>. VENEZUELA: Aragua, Yaracuy.</p> <p> <b>Material examined</b>. 1♂ (Holotype), VENEZUELA, Aragua, Rancho Grande, Portachuelo, 1100 m, 27-IX- 1978, J.A. Clavijo & A. Chacón cols, MIZA 0098894; 1♀ (Paratype), VENEZUELA, Yaracuy, Quebrada Honda, 27-I-1971, R. Cásares M. & M. Gelvez cols, MIZA 0098881 (all specimens at MIZA).</p>Published as part of <i>Gaiani, Marco A., 2017, Problematode: an enigmatic new genus of Membracidae (Hemiptera) with two new species from Venezuela in Zootaxa 4281 (1)</i>, DOI: 10.11646/zootaxa.4281.1.7, <a href="http://zenodo.org/record/815782">http://zenodo.org/record/815782</a>
Spaventa Residential Neighborhood Case Study: From Strategy to Project Alessandro Gaiani
The economic crisis, the exponential growth of single-parent families, the lack of integration in the social housing areas of foreign immigrants of different ethnic groups and precarious working conditions, has led to the disintegration of the "social" space and residential urban heritage. Its redefinition takes place with a theoretical and methodological approach that includes memory, innovation and sustainability leading the mutation of spaces towards the assumption of new value by using tools of hybridization.
The proposal of the conversion of 9 public residential buildings in the “Spaventa” district in Milan, built early 20th century and now characterised by a spatial and social alienation, is based on the architectural theory of circular re-conditioning: the contamination between place and object capable of reactivating the identity of "discarded" urban elements, where the absence of adequate space and technological equipment has led to a physical and symbolic obsolescence. The main tasks are the ones that follow:
- A circular strategy based on the re-conditioning of the existing by recognizing a value to the current waste;
- Involve the community in the project through a new system of communication and dialogue;
- Define new adaptive intervention tools able to change their configuration without structural duties to respond to the ever-changing market of households.
The methodological process uses the one proposed in 2003 by Haeckel, Adaptabily loop, updated on 5 points (one new): the sense, which defines a new spatiality for housing, the interpretation where the elements of the process take shape, both circular and adaptive, redefining the sense of identity through architecture and a participated communication, the decision defines the intervention strategy, resilience, the ability of a system to adapt to change following a high impact event; the act determines the operative tools, a series of "adaptive grafts", “box in the box ", light, reversible, made of wood, that are repeated identically inside the lodgings creating different configurations; the outcome, a project that combines architecture's own tools with social and communication ones that can revitalize a neighbourhood and make it habitable again
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