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    Dalla diffusione insediativa alla città diffusa. Gli effetti del sisma sul policentrismo aquilano.

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    La forte disgregazione urbana dell’Aquila è stata accentuata dal sisma del 2009 ma è una diretta conseguenza di una pianificazione debole e con scarsa cogenza. La struttura urbana attuale è rappresentativa di una urbanizzazione più o meno densa e compatta ma fortemente dispersa sul territorio comunale. Gli effetti del sisma hanno generato una città con una molteplicità di centri che hanno gravitazioni pluridirezionali tra di loro e ognuno dei quali possiede un set di servizi sufficientemente assortito, mentre il nucleo storico ha, in parte, perso il ruolo dominante riguardo la concentrazione delle funzioni direzionali, economiche, culturali e commerciali. Ciò ha comportato un forte consumo di suolo la cui limitazione passa attraverso una profonda revisione del sistema del trasporto pubblico ed un potenziamento dei nodi urbani tramite una mirata ed attenta pianificazione. Il presente lavoro analizza tale situazione e propone possibili soluzioni col supporto di indici e dati analitici

    Diachronic analysis of the settlements structure in areas of hydraulic hazard: the case study of the municipality of L'Aquila

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    The themes of risk mitigation regardless of its nature, together with that of increased urban resilience and adaptation to climate change, now define crucial issues in the political agendas of public administrations. While on the one hand the extreme fragility of the Italian territory represents the invariant aspect of the problem, however on the other hand, the lack of an integrated and organic approach to the theme has sharpened over time the effects on the anthropization of environments. The potentially calamitous events, which follow one another with a reoccurrence within a few years, denounce the weaknesses of the Italian settlement each time, often with dramatic consequences in economic terms and with the loss of many lives. The current national settlement structure derives from a poor cogency of the vast area planning, which has given the municipalities more and more decision-making powers on the territorial transformations. Adding to this is the lack of a full awareness and perception of the risk on the part of the social component, which therefore has generated a substantial indifference towards the multiplicity of natural hazards and increasing their exposure to risk. The objective of the work is to therefore reconstruct the evolution of the settlement in the areas characterized by a high hydraulic hazard in the municipality of L’Aquila, before and after the approval of the F.D.E.P. (Flood Defense Excerpt Plan) that occurred in 2008, also in light of the transformative dynamics induced by the earthquake of the following year. The punctual analysis of the structural and functional characteristics of urban fabrics and of the environmental context also makes it possible to provide targeted indications aimed at mitigating risk in such areas

    Pianificare la connettività: un nuovo possibile approccio per la gestione del sistema urbano nazionale

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    La tecnologia dell’informazione è divenuta fondamentale nei processi di gestione urbana ma da sola non è certamente in grado di risolvere le questioni che attengono la funzionalità del complesso organismo urbano nella sua accezione territoriale. La velocità dei cambiamenti legati alla globalizzazione, a nuove teorie economiche e al continuo sviluppo tecnologico generano cambiamenti repentini nello spazio urbano come anche nei rapporti tra sistemi urbani e con il resto del territorio. Il lavoro propone quindi un nuovo possibile approccio di governo del territorio che vede nella lettura congiunta delle connessioni e dei flussi una efficiente chiave d’interpretazione della pluralità dei cambiamenti in atto. Tali concetti si legano all’utilizzo di infrastrutture condivise, alla diffusione delle reti energetiche e di reti di trasmissione veloce di dati, all’accesso e alla gestione dei servizi per compiere una evoluzione dallo spazio politico a quello funzionale

    HALF A CENTURY OF URBANISATION IN SOUTHERN EUROPEAN LOWLANDS A STUDY ON THE PO VALLEY (Northern Italy)

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    This work analyzes urban growth, in terms of quality and quantity, in one of the vastest lowlands in southern Europe, the Po valley (PV). Research on the PV is part of a wider project dealing with the whole of Italy and, to allow a comparison with the other national geographic realities, it was carried out using municipal data. The main objective is to analyze the dynamics of the phenomenon of land take from the post-war period to the noughties, highlighting some territorial and environmental effects, and to prepare a future risk scenario for this area which is the cornerstone of the European economy. In this geographical district, urban conversion of land is a territorial “disease” resulting from complex economic dynamism and ongoing population growth. These scenarios may seem justified by the fact that the PV is the most productive territory in the country, but the PV is one of the most heavily polluted areas in Europe with a very deteriorated environmental matrix. The PV extends over five Italian regions with different settlement histories and different urbanization models, models which are evaluated and compared even with some European cases in the study. They are, however, always urban forms that are spread sparingly over the territory. This is why, in its conclusions, the research proposes criteria of compacting and reducing sprinkling, and improving the quality of the environmental matrix

    Analisi dell’interferenza antropica nei Parchi Nazionali italiani

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    La questione delle aree protette rappresenta un tema attuale nel dibattito nazionale ed internazionale, sempre più attento alla conciliazione delle esigenze antropiche di sviluppo con la salvaguardia dei valori ambientali. Tali considerazioni sono più significative all’interno dei confini italiani, la cui peculiare conformazione geomorfologica e paesaggistica ha determinato in tempi storici lo sviluppo di gran parte degli insediamenti in contesti ad elevata naturalità. Il presente lavoro analizza le dinamiche demografiche, socio-economiche ed urbane che hanno interessato le aree protette a partire dal 1991, delineando possibili strategie di intervento e politiche di gestione volte a mitigare gli effetti delle trasformazioni antropiche e al miglioramento delle condizioni ambientali compatibilmente con i margini di recupero e conservazione emersi dalla classificazione tipologic

    Dai modelli trasformativi alla politica per il suolo: riflessioni su mezzo secolo di eventi

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    Lo studio evolutivo della conversione urbana dei suoli italiani nell’ultimo mezzo secolo ha mostrato molte affinità fenomenologiche tra le regioni, ma anche molteplici differenze nelle politiche territoriali. E’ piuttosto impegnativo tentare di ripercorrere le ragioni storiche di alcune dinamiche, ma quando ciò riesce emergono interessanti e anche inediti collegamenti. In un momento in cui la compagine di governo sembra orientata ad affrontare il tema del “consumo di suolo”, con numerosi disegni di legge sotto esame, risulta indispensabile analizzare i vari angoli di complessità del problema, anche nei termini di paragone con modelli internazionali molto spesso ripresi in una ottica emulativa. Il presente contributo si propone di fornire l’ultimo aggiornamento dei dati provenienti dalla ricerca Planeco in corso dal 2006 su base nazionale, inserendo inoltre dei focus su particolari aree geografiche ad alta sensibilità e peculiarità, esponendo le chiavi di elaborazione e di interpretazione dei dati più legate alle tematiche del controllo del fenomeno e della policy.The evolutionary study of land take, over the last fifty years, has shown many phenomenological similarities among the Italian regions, but it also pointed out many differences in land policies. Whereas the Italian government is facing the issue of land take through different bills, it is extremely important to analyze the complexity of the problem, even through a comparison with the international models. This paper aims to provide the latest update of the Planeco research data. This research, started in 2006, is carried out on a national basis and it is focused on specific peculiar and high-sensitivity geographic areas, thus the processing and the interpretation of data are linked to the land take control and to the land policy
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