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Consonanti scempie e geminate in italiano: studio cinematico e percettivo dell’articolazione bilabiale e labiodentale
Italian Geminates under Speech Rate and Focalization Changes: Kinematic, Acoustic, and Perception Data
Le patologie del parlato e il ruolo dello studio strumentale dell’articolazione: una prima ricognizione
Speech perception and production abilities in a group of Italian preschoolers aged 72–78 months
Objectives: The present work aims to contribute to the debate on the relationship between discrimination and production abilities in older pre-school-aged children and to fill a gap in the literature by providing evidence about this relationship in typically developing children speaking Italian, a language that is under-investigated. Methods: Two novel tests, an AX ‘same/different’ phonological discrimination test and a phonetic test, were administered to a sample of Italian pre-school children aged 72–78 months. Discrimination was tested at the feature and the syllable levels. Production was analyzed for consonant repertoire and the presence of phonological processes, such as devoicing or consonant cluster reduction. Results: In the AX test, significantly worse performance was found for syllables than for individual features. However, in production, no significant difference was found among phonological processes. No significant correlations were found between children’s performance i..
Coordinazione vocale-consonante e prominenza accentuale in italiano. La sfida della Articulatory Phonology
E’ da lungo tempo patrimonio delle scienze fonetiche la nozione che consonanti e vocali s’influenzano reciprocamente, durante il parlato, nelle rispettive caratteristiche temporali e spettrali (si veda ad esempio il trattato di Edward Search, del 1773, citato in Munhall, Fowler, Hawkins e Saltzman, 1992). Rimane tuttavia alquanto oscuro il modo in cui si realizza la loro coordinazione sequenziale. Obiettivo di questo lavoro è far luce sui processi articolatori che governano la coordinazione vocale-consonante in italiano e la produzione della prominenza accentuale.
In questa sede presentiamo i risultati di due esperimenti condotti nel quadro della Articulatory Phonology. Uno degli assunti fondamentali di questa teoria è che le strutture fonologiche siano meglio intese come andamenti di “gesti articolatori”: dove il gesto è insieme unità d’azione (fonetica) e d’informazione (fonologica). Usando i dati cinematici relativi ai “gesti articolatori “di apertura e chiusura del tratto vocale associati a labbra e mandibola, abbiamo analizzato, nel primo studio, gli effetti della struttura sillabica (sillaba aperta vs. chiusa) sulla coordinazione vocale-consonante; nel secondo, gli effetti della prominenza accentuale sulle proprietà acustiche e articolatorie della sillaba ai diversi livelli della gerarchia prosodica: sillaba atona, sillaba tonica con accento lessicale (stress), sillaba tonica con accento lessicale e prominenza intonativa (pitch accent) (cfr. ad es. Beckman, 1986; Nespor e Vogel, 1986; e, più recentemente, Gussenhoven, 2004).
I dati articolatori sono stati ottenuti con un sistema optoelettronico per la rilevazione tridimensionale di dati cinematici (ELITE), che permette anche la registrazione simulatanea del segnale acustico
Il parlato nel morbo di Parkinson: ampiezza dei gesti articolatori e distintività dei suoni linguistici.
On the Articulatory Bases of Prominence in Italian
This study reports the first results of a research aimed to investigate how segmental variation is conditioned by prosody in Italian, by examining the acoustic and articulatory properties of syllables that are prominent at different levels of the prosodic hierarchy. We examined lip movement kinematics of unstressed, stressed and nuclearly accented syllables in order to understand the kinematic characteristics of accent-induced articulatory strenghthening. The kinematic results are then interpreted within a Task Dynamics model to evaluate how prosodically-driven variation can be accounted for by a particular dynamical parameter setting in a mass-spring gestural model
LE BASI ARTICOLATORIE DELLA PROMINENZA ACCENTUALE IN ITALIANO
Presentiamo in questa sede i primi risultati di una ricerca che mira a indagare come la variazione segmentale in italiano è condizionata dalla prosodia, focalizzandoci sulle variazioni indotte dall’accento e prendendo in considerazione le proprietà acustiche ed articolatorie delle sillabe che sono prominenti ai diversi livelli della gerarchia prosodica. A questo scopo abbiamo analizzato la cinematica del movimento labiale di due soggetti adulti di sesso femminile nella produzione di sillabe aperte (CV) caratterizzate da tre livelli di prominenza: nessun accento (sillabe atone), accento lessicale (sillabe toniche), accento lessicale e intonativo (sillabe toniche in focus contrastivo). Lo scopo ultimo è indagare sull’origine e sulla natura delle variazioni di durata indotte dall’accento.
I risultati cinematici sono interpretati all’interno della Task Dynamics, il modello quantitativo che implementa le unità fonologiche postulate dalla Articulatory Phonology (cfr., ad es., Browman & Goldstein, 1990; 1992; 2000) entro il sistema di produzione linguistica (cfr., ad es., Saltzman & Munhall, 1989; Saltzman & Byrd, 2000). Essi mostrano che diverse proprietà cinematiche distinguono in modo sistematico le sillabe atone, quelle toniche e quelle focalizzate. I gesti di apertura e di chiusura delle sillabe più prominenti sono progressivamente più lunghi, più ampi e più veloci. Queste proprietà, che si manifestano alla percezione con un aumento delle durate acustiche corrispondente all’aumento della prominenza, possono essere spiegate da una variazione nel controllo di uno o più parametri dinamici entro il modello modello massa-molla della Task Dynamics (Saltzman &, 1989). Per uno dei nostri due soggetti, un singolo meccanismo è responsabile dell’aumento del grado di prominenza, e cioè la scalatura lineare, che si può interpretare come un cambiamento proporzionale e simultaneo nell’ampiezza e nella rigidità. Generalmente parlando, gli effetti della prominenza ai livelli più alti della gerarchia prosodica non sono ancillari ai pattern intonativi associati
La coarticolazione e il VOT nello sviluppo fonetico: studio sperimentale su bambini dai 42 ai 47 mesi d’età.
Nelle prime tappe dello sviluppo linguistico, l’aspetto relativo all’acquisizione del correttocontrollo motorio pone al bambino una sfida altrettanto complessa e impegnativadell’acquisizione delle categorie cognitive relative alla produzione fonologica e, più in generale,linguistica. Lo studio dell’acquisizione del controllo motorio è reso però complicatonel bambino prescolare dalla difficoltà di usare dispositivi per la rilevazione diretta dei movimenti(perché richiedono soggetti collaborativi) e dalla inadeguatezza dell’analisi del percettouditivo, perché basata sulla trascrizione fonetica e quindi su categorie qualitative. Inquesto caso la metodologia d’elezione diventa l’analisi acustica, che è in grado di quantificareil continuum tempo-frequenziale dei foni, e di ricavare per inferenza informazioni suimovimenti che li hanno prodotti. Il Voice Onset Time o VOT, che misura l’intervallo temporaleche va dal rilascio dell’occlusione consonantica all’inizio di vibrazione delle cordevocali, è considerato il miglior parametro distintivo per classificare e quantificare la sonoritàconsonantica, determinata dal rapporto temporale tra l’azione glottale e l’articolazionesopraglottale. All’inizio dello sviluppo fonetico, le consonanti sorde e sonore sono tendenzialmenterealizzate come sorde non aspirate, che è il modo articolatoriamente più sempliceper realizzare la sincronia tra evento glottale e sopraglottale, mentre solo in seguito all'apprendimentodi manovre articolatorie supplementari i bambini giungono a realizzare le categoriedi VOT richieste dalla norma della lingua nativa. Oltre che per il VOT, l’analisi acusticarisulta particolarmente utile anche per lo studio della coarticolazione. Con il terminecoarticolazione ci si riferisce all’influenza (acustica, articolatoria, percettiva) di un fono suun altro, che lo segue (c. perseverativa) o lo precede (c. anticipatoria). Riferendoci allo sviluppodella coarticolazione tra consonante e vocale nella sillaba CV, secondo l’ipotesi oggipiù accreditata il bambino restringe progressivamente il dominio dell’organizzazione articolatoriadalla sillaba ai singoli gesti C e V, quindi la coarticolazione diminuisce e la distintivitàfonemica aumenta. Le informazioni sui modi e i tempi in cui i bambini apprendentil’italiano acquisiscono il controllo motorio necessario a produrre valori di VOT e di coarticolazioneC-V di tipo adulto sono scarse e limitate a pochi soggetti al di sotto dei 22 mesi(Bortolini et alii, 1995 e Petracco & Zmarich, 2006, rispettivamente). A tutt’oggi non sappiamocosa succede nei mesi e negli anni successivi, fino all’età di raggiungimento dei valoridi tipo adulto. Il presente studio ha preso in esame le produzioni effettuate da 10 bambini(5 maschi e 5 femmine) di età compresa tra i 42 e i 47 mesi, con l’intento di valutare illoro livello di acquisizione per il VOT e la coarticolazione C-V (Bortone, 2012). Come giàin Bortolini et alii (1995), i 10 bambini qui esaminati producono mediamente il contrasto disonorità differenziando le consonanti sorde dalle sonore per le bilabiali e le dentali, mahanno qualche difficoltà nella produzione della sonorità per le velari che in qualche casopresentano anche valori positivi (sebbene ci sia una minoranza di bambini che non produce il contrasto di sonorità non solo per le velari ma anche per gli altri luoghi articolatori). Questicasi dimostrano che la difficoltà della produzione della sonorità nelle consonanti occlusive,soprattutto velari, è ancora ben presente tra i 42 e i 47 mesi di età. Per quanto riguardala coarticolazione, i dati dello studio qui eseguito hanno riscontrato l'esistenza di due tipi dipercorsi evolutivi, basati sui luoghi articolatori (e sui vincoli biomeccanici sottostanti), cheriguardano le consonanti bilabiali da una parte e le consonanti dentali e velari dall'altra
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