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Presentazione: L’inedita professionalità del teatro di società di Francesco Albergati Capacelli
Presentazione del volume di Elena Zilotti dedicato ad Albergati Capacelli e riflessione sui contenuti
Journalism and Theatre in the Age of Enlightenment: Elisabetta Caminer’s reviews for L’Europa Letteraria
This paper focuses on the figure of Elisabetta Caminer, at the beginning of her experience as a journalist and intercultural mediator. The analysis of some examples of her theatrical reviews for the Venetian journal L’Europa Letteraria (1768-1773) shows how Caminer’s work was not only journalistic and theatrical but also intercultural and conceived as a means of social commitment. In the mid-eighteenth century, the discussion on dramaturgy also evolved in a debate on society; therefore, Elisabetta Caminer decided to spread and promote in Italy a very specific kind of dramatic genre: the new bourgeois French-style drama. This is proven by the choice to select pieces in which real-life situations, moral behavior, and civil matters come to the fore. The article proposes some trajectories that exemplify her work and her ideology: the introduction of French works that fall within the larmoyante genre, still not very widespread in the Italian peninsula; the presentation of works by Italian authors inspired by French dramaturgy; the clear opposition to works still tied to the old tradition and without moralizing purpose. Her favorable opinion towards a theatre more sensitive to civil and moral aspects, which can nevertheless be effectively staged and performed, highlights the interconnection promoted by Elisabetta Caminer between journalism, theatre, and society and between Italy and France
Recitazione naturale e interpreti femminili nel Teatro di società a Verona nel secondo Settecento
A Verona, nel corso del XVIII secolo, accanto alle proposte istituzionali del teatro professionista, la nobiltà locale avverte l’esigenza di misurarsi in prima persona con lo spettacolo dando vita a numerose esperienze private. Dalla metà degli anni Settanta è proprio nell’ambito del Teatro di società che vengono adottati nuovi approcci nati dal concerto tra sperimentazioni individuali, pratiche locali ed esperienze europee. Il contributo intende mettere in luce le peculiarità teoriche e pratiche di alcune attività realizzate a Verona nei circoli nobiliari in questo periodo, con un affondo sulla partecipazione femminile. Nelle sale veronesi si esibiscono, infatti, anche illustri gentildonne amanti del teatro. Tra loro spiccano: Teresa Colloredo Pellegrini, Marianna Malaspina, Camilla Marioni Strozzi e Silvia Curtoni Verza. Recenti acquisizioni hanno permesso di aggiungere nuovi dettagli che ampliano la riflessione attorno a questo ambito di ricerca, in particolare sulle questioni recitative e sceniche, e sulle scelte drammaturgiche
Un sodalizio mancato: Francesco Albergati Capacelli al concorso teatrale di Parma
Dopo una breve presentazione del contesto in cui è sorto il Concorso Teatrale di Parma, l'articolo traccia le fasi della partecipazione di Francesco Albergati Capacelli nel 1773, attraverso la sua corrispondenza con Angelo Mazza, segretario della Regia Accademica Deputazione di Parma. Anche se la commedia presentata, Il prigioniero, ottenne la prima corona e venne messa in scena il 3 luglio dalla compagnia veneziana di Antonio Sacco, non ottenne alcun successo sulle scene di Parma. In questo articolo vengono analizzate alcune delle cause di questo risultato, in particolare dovuto alla stima scorretta dei tempi di allestimento e ad attori non pronti al compito.A failed collaboration: Francesco Albergati Capacelli at the Theatrical Competition of Parma · After a brief presentation of the context that originated the Theatrical Competition of Parma, the article traces the phases of Francesco Albergati Capacelli’s participation in 1773 through his correspondence with the Secretary of the Regia Accademica Deputazione, Angelo Mazza. Although the comedy sent, Il prigioniero, won the first prize and was performed on July 3rd by the venetian company of Antonio Sacco, it wasn’t successful. A few reasons of this outcome, mainly due to an inexact estimation of staging times and actors not really up to the task, are closely analysed in this paper
Carlo Coralli: dalle scene filodrammatiche alla Comédie-Italienne
This paper traces Carlo Coralli’s biographical and artistic path, from his training in the aristocratic circle of the “amateur” Francesco Albergati Capacelli to his recruitment in Paris at the Comédie-Italienne as a substitute for the famous Harlequin Carlo Bertinazzi. After a presentation of Coralli’s first acting experiences in Italy, the essay reconstructs his inclusion in the famous French troupe with his Parisian debut and presents some of his most significant shows.Il saggio ripercorre la vicenda biografica e artistica del bolognese Carlo Coralli, dalla formazione nel circolo nobiliare del “dilettante” Francesco Albergati Capacelli fino al suo arruolamento a Parigi alla Comédie-Italienne come sostituto del celebre Arlecchino Carlo Bertinazzi. Dopo una presentazione delle prime esperienze attoriche di Coralli in Italia, il saggio ricostruisce il suo inserimento nella celebre troupe francese con il suo debutto parigino e presenta alcuni dei suoi spettacoli più significativi
D. G. Lipani (a cura di), “Alberto Naselli, Ferrara e la cultura dell’attore nel secondo ’500”, Roma, Aracne, 2021
Recensione del volume "Alberto Naselli, Ferrara e la cultura dell’attore nel secondo ’500", curato da Giuseppe Domenico Lipani (2021), che contiene saggi di Simona Brunetti, Patrizia Castelli, Domenico Giuseppe Lipani, Fabio Mangolini, Teresa Megale, Sergio Monaldini, Daniele Seragnoli, Francesca Simoncini, Elena Tamburini e Anna Maria Testaverde
Un poeta di compagnia "sui generis". L'attività teatrale di Francesco Albergati Capacelli nel secondo Settecento.
Commediografo, traduttore, critico, ma anche attore, allestitore, direttore e patrocinatore di spettacoli, Francesco Albergati Capacelli (1728-1804) può essere considerato un “uomo di teatro” tout court, pienamente inserito nel secolo in cui è vissuto. Il focus del presente lavoro si concentra sul suo impegno teatrale negli aspetti più concreti della sua attività, a partire dal rapporto tra la scrittura drammatica e la pratica scenica, dalla sensibilità per le questioni sociali e dalla convinzione della forza e del valore del teatro serio, di contenuto e ben recitato. Nel volume viene offerta una panoramica delle diverse esperienze fra teatro di società e scene pubbliche, presentando l’evoluzione del suo approccio con lo spettacolo, come attore dilettante, e a capo di compagnie accademiche introducendo una visione unitaria della messinscena secondo metodi maturati in anni trascorsi ad organizzare, allestire e patrocinare recite nei suoi teatri domestici e fuori dai confini patri. Il libro si inserisce in un più ampio progetto di ricerca dell’Università di Verona dedicato, da un lato, al sistema dei ruoli e alla figura dell’autore-adattatore in Italia nell’ambito del teatro di prosa professionale tra secondo Settecento e primo Ottocento, dall’altro, alle forme di coordinamento dei vari coefficienti scenici in seno ai gruppi di nobili dilettanti attivi in area padana nello stesso periodo. Esito di una ricerca dottorale che nel 2020 ha vinto il premio triennale “Hic Labor” dell’Accademia Olimpica di Vicenza, in seguito a nuove ricerche, approfondimenti e integrazioni, vede ora la luce in forma di monografia per aggiungere significativi tasselli e prospettive inedite alla storia materiale dello spettacolo negli ultimi decenni dell’Ancien Regime in area padana
L’ultimo sognatore del teatro veneto
Si porta finalmente alla luce una titanica impresa rimasta per vent’anni nel cassetto: il racconto del teatro Veneto di fine millennio – ideale prosecuzione dell’opera di Nicola Mangini. Fra il 1998 e il 2000, Carlo Manfio, ultimo sognatore del teatro Veneto, in un tour forsennato di interviste brani, spogli di archivi e ormai introvabili rassegna stampa, raccoglie una enorme mole di materiali che resta inedita; ora, a sei anni dalla sua scomparsa (2016), eredi e amici lo ricordano con un libro che restituisce di quel “viaggio teatrale” una sostanziale antologia, oltre a raccogliere una prima biografia dell’autore, testimonianze e inediti minori. Il valore testimoniale di queste pagine va oltre agli aspetti scientifici: riunisce documenti e informazioni oggi (e forse anche a venire) inaccessibili, mette in linea testimoni dimenticati o scomparsi, fotografa il teatro in Veneto in un trentennio di grandi trasformazioni – si pensi solo alla sofferta fondazione di un teatro pubblico, all’affermarsi del Teatro Ragazzi, al recupero dei più importanti teatri storici, alla internazionalizzazione della ricerca
La professionalità rappresentativa nel “théâtre de société” di Francesco Albergati Capacelli
«Il saggio fa luce su risvolti fin qui mai indagati del teatro dei "dilettanti" italiani e, più nello specifico, su quello di Francesco Albergati Capacelli, un nobile che per anni realizza spettacolo quanto mai raffinati - più, sembrerebbe, di quelli professionistici - per una serie di motivi fra i quali determinanti sarebbero la possibilità e la scelta di compiere prove assai più lunghe e approfondite di quelle degli attori di mestiere» (dall'Introduzione di Elena Randi
La leggerezza fragile: Giulia Lazzarini nell’"Intervista" (1989)
Il capitolo analizza l'interpretazione di Giulia Lazzarini nella pièce "L'intervista" di Natalia Ginzburg del 1989, con la regia di Carlo Battistoni
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