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Grano duro: innovazione farà rima con organizzazione
Il coordinamento è uno dei fattori ritenuti più importanti per il potenziamento della competitività nelle filiere agricole italiane, soprattutto in un contesto come quello attuale, sempre più contraddistinto dalla liberalizzazione dei mercati, dalla pressione concorrenziale e dal progressivo assottigliamento e disaccoppiamento del sostegno pubblico. Nonostante la crescente esigenza di intensificare le relazioni di filiera, la diffusione di forme contrattuali innovative è inferiore alle attese. Nella filiera del grano duro permane una vasta diffusione (stimata oltre il 70% del mercato) dei tradizionali contratti “a pronti”, basati sul largo impiego del “conto deposito”. È noto che in tali contratti i vincoli tra venditore e compratore sono ridotti al minimo. Ma la libertà di modificare in ogni annata il rapporto tra produttore ed intermediario commerciale ha un costo non trascurabile in termini di programmazione, omogeneità dei lotti e qualità della materia prima. Si presentano i risultati di uno studio circa le prospettive e le motivazioni dell’uso di contratti a consegna differita (“in avanti”) presso la filiera del grano duro (Viaggi, Zanni, 2010; 2011). L’indagine è stata svolta attraverso la raccolta ed analisi delle opinioni di un gruppo di operatori della filiera e ricercatori, rilevate mediante un metodo basato sull’interazione tra esperti consultati separatamente, seguendo un processo per approssimazioni successive (metodo Delphi)
Strategie emergenti nel business vitivinicolo: un’analisi comparata tra Italia e Australia
Obiettivo della presente ricerca è l’esame di due sistemi di offerta nel settore vitivinicolo, quello del vino italiano analizzato in termini comparati con il modello di business del vino australiano. Questa scelta si giustifica per due principali ragioni:
• la consapevolezza che mancano, o sono comunque molto limitati, contributi di carattere scientifico che studiano i sistemi vitivinicoli (e più in generali i sistemi rurali) attraverso una comparazione a livello internazionale; ciò rende particolarmente preziosi quegli studi che propongano benchmark di settori/territori considerando non solo variabili macro-economiche, ma anche differenze nei comportamenti imprenditoriali dei diversi attori protagonisti;
• l'opportunità per il gruppo di lavoro dell’Università di Siena di aver già effettuato, in collaborazione con studiosi stranieri (Zanni ed., 2004), ricerche su dei cluster del vino all’estero (USA, Argentina, Germania, Francia); l’estensione dell’analisi ai cluster del vino australiani rappresenta, quindi, il naturale proseguimento di questa ricerca su scala internazionale.
L'approccio di analisi proposto è di tipo economico-aziendale seppur rivolto a tre differenti unità di analisi ritenute tutte al contempo rilevanti per la comprensione dei processi di creazione del valore su scala locale: sistemi di offerta nazionali; reti di attori che agiscono su scala locale; singole imprese protagoniste. Per cogliere l’interrelazione tra questi diversi aspetti in un quadro interpretativo unitario dei processi di sviluppo delle imprese vitivinicole articoleremo la nostra indagine per semplificazioni successive (con una logica “ad imbuto” che passa dagli aspetti macro di settore fino alle problematiche a livello di singole aree operative delle imprese).
In particolare, la ricerca intende approfondire quattro questioni che assumono importanza critica nello sviluppo delle imprese e dei sistemi locali vitivinicoli e, più in generale, dei distretti agroalimentari, osservati in ottica comparata:
1. il valore del luogo d’origine nelle strategie competitive che approfondiremo attraverso un riesame della letteratura specialistica (§ 1);
2. le differenze nei caratteri strutturali delle filiere vitivinicole in Australia e Italia, nonché nei sistemi di organizzazione dell’offerta su scala nazionale e locale (§§ 2 e 3);
3. le specificità delle imprese protagoniste e dei loro comportamenti strategici che, sulla base della ricerca empirica svolta in Toscana, evidenzia differenti modalità di gestione del rapporto impresa-territorio (§ 4);
4. il diverso approccio al business da parte degli imprenditori vitivinicoli australiani rispetto a quelli italiani (§ 5).
Sotto il profilo metodologico lo studio si è articolato in tre fasi principali:
• Approfondimento della letteratura e analisi delle fonti documentali (analisi desk). Sono state approfondite, attraverso lo studio di fonti di tipo economico-statistico, le caratteristiche strutturali dei settori vitivinicolo in Italia e in Australia. Questa fase è stata propedeutica all'individuazione dei sistemi locali successivamente indagati.
• Ricerca sul campo (analisi field). La ricerca sul campo è consistita nello studio dei caratteri strutturali dei cluster del vino individuati durante la fase desk, attraverso la raccolta di dati forniti da
• organizzazioni operanti sul territorio (Consorzi di tutela, camere di commercio, associazioni di categoria, ecc.) ed interviste dirette. In questo modo, le informazioni raccolte da fonti documentali sono state arricchite e approfondite da quelle ricevute dagli operatori del più circoscritto territorio di indagine. Per quanto riguarda l’Australia, nel maggio 2005 è stata effettuata una missione di studio finalizzata ad incontrare gli attori protagonisti dei sistemi locali rurali prescelti; durante gli incontri sono stati somministrate agli interlocutori delle interviste destrutturate per raccogliere le informazioni necessarie a stilare dei casi aziendali. Le interviste sono state somministrate sia alle imprese che operano lungo le filiere produttive, sia ad attori terzi (media, fornitori di servizi, attori istituzionali, ecc.) che sembrano assumere un ruolo importante nell'ambito dei processi di creazione del valore del sistema. Nel caso dei tre cluster toscani analizzati (Chianti Classico senese, Brunello di Montalcino, Chianti Colli Aretini) nell’estate 2005 sono state intervistate 50 imprese sulla base di un questionario semistrutturato .
• Elaborazione dei dati e prima diffusione dei risultati. I dati ottenuti sono stati sistematizzati attraverso un'elaborazione statistica basata su tabelle di contingenza in modo da evidenziare delle differenze nei comportamenti a livello aziendale e territoriale. I case-study realizzati, sono stati letti alla luce del modello interpretativo di riferimento ed esaminati in ottica comparata. I primi risultati di questa ricerca sono stati anticipati in due convegni internazionali (Mattiacci-Nosi-Zanni 2005; Zanni & Nosi 2005b)
Distretti industriali e imprese artigiane tra continuità e cambiamento: i casi di Prato e di Empoli
La ricerca approfondisce l’evoluzione dei distretti del tessile e abbigliamento di Prato ed Empoli. Le riflessioni prescindono dalle dinamiche congiunturali dei territori in questione focalizzando l’attenzione sui caratteri strutturali e sui cambiamenti di medio lungo periodo in ottica di implicazioni di policy.
I risultati di ricerca consento di trarre alcuni spunti di riflessione e di policy (aziendale e pubblica) inerenti:
a) Lo stato dell’arte sull’artigianato TA dei distretti di Prato ed Empoli attravero un'analisi critica della letteratura sull’argomento
b) L’attuale processo di trasformazione dei sistemi indagati. Ciò con un’indagine empirica svolta attraverso le interviste ad oltre 160 imprenditori del TA nell’area di Prato ed Empoli
c) I processi di internazionalizzazione
d) Competenze critiche e sistema delle relazioni distrettuali
e) Evoluzione dei modelli imprenditoriali inerenti l'emergere di imprese leader, l'azione di processi di transizione generazionale, l'emergere di imprenditoria etnica (sono state svolte interviste a 50 imprenditori cinesi).
Lorenzo Zanni è il coordinatore scientifico della ricerca e ha redatto: introduzioni, il capitolo 5, le conclusion
LA FILIERA DEL GRANO DURO E L'INNOVAZIONE
L'articolo intende fornire un contributo alla discussione sui futuri orientamenti di politica dell’innovazione nell’ambito della filiera italiana del grano duro. Il lavoro ha l’obiettivo di discutere i modelli di innovazione adottati nella filiera in passato e di confrontarli con quelli ritenuti di maggiore rilievo per il futuro. In particolare, a partire dai più probabili contesti futuri, viene illustrato un quadro dei bisogni di innovazione della filiera, rilevati attraverso una recente indagine effettuata presso un panel di esperti
Grano duro sotto contratto: più vantaggi che svantaggi
Il coordinamento delle filiere è uno dei problemi più frequentemente discussi come risposta alla crescente richiesta di competitività in agricoltura, dove sempre di più si affronta un contesto caratterizzato dalla liberalizzazione dei mercati, dal disaccoppiamento del sostegno pubblico e dalla pressione della concorrenza internazionale.
A fronte di tali necessità, l’adozione di forme contrattuali innovative nelle filiere italiane stenta a decollare. In particolare, nella filiera del grano duro si mantiene una larghissima diffusione (più del 70% del mercato) del contratto tradizionale “a pronti” basato sul “conto deposito” (il cosiddetto contratto “spot”) che rende minimi i vincoli di venditore e acquirente, ma crea notevoli problemi in termini di programmazione, omogeneità dei lotti e promozione della qualità.
In questo lavoro, presentiamo i risultati di un’indagine circa le prospettive e le motivazioni dell’uso di strumenti contrattuali “in avanti”(cioè a consegna differita), dedicati all’integrazione della filiera del grano duro. L’indagine è stata svolta attraverso la rilevazione di opinioni di esperti con il metodo di rilevazione Delphi, basato sull’interazione con un gruppo, o panel, di testimoni privilegiati (una decina tra operatori della filiera e ricercatori) consultati separatamente mediante una procedura iterativa
Contratti e coordinamento di filiera: evidenze e prospettive nel grano duro
Il coordinamento è uno dei fattori ritenuti più importanti per il potenziamento della competitività nelle filiere agricole italiane, soprattutto in un contesto come quello attuale, sempre più contraddistinto dalla liberalizzazione dei mercati, dalla pressione concorrenziale e dal progressivo assottigliamento e disaccoppiamento del sostegno pubblico. Nella filiera del grano duro permane una vasta diffusione dei tradizionali contratti “a pronti”, basati sul largo impiego del “conto deposito”. È noto che in tali contratti i vincoli tra venditore e compratore sono ridotti al minimo. Ma la libertà di modificare in ogni annata il rapporto tra produttore ed intermediario commerciale ha un costo non trascurabile in termini di programmazione, omogeneità dei lotti e qualità della materia prima. Si presentano di seguito i risultati di uno studio circa le prospettive e le motivazioni dell’uso di contratti a consegna differita presso la filiera del grano duro. L’indagine è stata svolta attraverso la raccolta ed analisi delle opinioni di un gruppo di operatori della filiera e ricercatori, rilevate mediante un metodo basato sull’interazione tra esperti consultati separatamente
Le Scienze della Vita in Toscana. Il governo istituzionale e imprenditoriale dei processi di sviluppo
Un primo monitoraggio del distretto Life Sciences toscano è stato svolto nel 2012 (Pucci e Zanni, 2012); il presente rapporto di ricerca aggiorna la precedente indagine che ha costituito una delle basi informative di dati utilizzate per impostare il piano strategico del distretto nel periodo 2015-2017. L’attuale ricerca intende in particolare perseguire quattro obiettivi generali: A. Delineare i caratteri strutturali delle imprese attive nei diversi segmenti del settore Life Sciences, esaminando i modelli imprenditoriali adottati dagli attori coinvolti e le soluzioni organizzative utilizzate per rispondere alle sfide dell’innovazione e della crescita. B. Descrivere il ruolo delle Istituzioni toscane a supporto dei processi innovativi e di sviluppo delle imprese del settore. C. Indagare le modalità attraverso cui si implementano le strategie di sviluppo (innovative e di crescita) individuando: le specificità settoriali e i modelli di business adottati; le caratteristiche delle relazioni instaurate e le possibili relazioni tra strategie e performance. D. Approfondire il ruolo e le specificità delle imprese familiari all’interno del cluster. Sulla base dei suddetti obiettivi generali tenteremo di trarre alcune prime considerazioni di sintesi con riferimento ai seguenti interrogativi specifici di ricerca: 1. Emergono cambiamenti nei modelli di business del settore Life Sciences in Toscana? 2. Quale ruolo giocano le Istituzioni e gli altri fattori di contesto nei processi innovativi e di crescita delle imprese toscane? 3. Quali drivers contribuiscono a spiegare i processi innovativi e di sviluppo e le loro performance? 4. Le aziende familiari si differenziano dalle imprese non familiari
La filiera del grano duro in Italia e l'innovazione
La relazione affronta il tema dei futuri orientamenti dell'innovazione all'interno della filiera italiana del grano duro in Italia. Sono analizzati i modelli di innovazione adottati nella filiera del grano duro nel passato e nel futuro. A partire dai più probabili contesti futuri, viene illustrato un quadro dei bisogni di innovazione della filiera, rilevati attraverso una recente indagine Delphi effettuata presso un panel di esperti
I contratti di produzione per l’integrazione della filiera del grano duro in Italia
In questo articolo sono illustrati i risultati di alcune ricerche,
realizzate recentemente e in corso, il cui obiettivo è di discutere il
ruolo dei contratti nel contribuire all’integrazione della filiera
cerealicolo-pastaria del nostro Paese e di identificare le misure
necessarie a sviluppare ulteriormente tale ruolo
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