1,721,270 research outputs found

    Bambini e ragazzi ad alto potenziale. Una guida per educatori e famiglie

    No full text
    Il tema della plusdotazione, da qualche anno a questa parte, sta diventando un tema caldo e di interesse anche nel nostro paese in considerazione anche del fatto che interessa una fetta della popolazione non trascurabile, con percentuali che variano dal 5% all’8%. Diventa pertanto necessario fornire a genitori, insegnanti, educatori e professionisti una chiave di lettura agile che consenta loro di offrire le giuste risposte ai bisogni di bambini e ragazzi ad alto potenziale che, se non adeguatamente supportati. rischiano di non seguire una strada serena, con possibili traiettorie di sviluppo rischiose. L’auspicio è che questa pubblicazione sia pur con un taglio divulgativo possa aiutare insegnanti, psicologi e genitori a comprendere i bisogni educativi ed emotivi dei ragazzi ad alto potenziale intellettivo, fornendo ad ognuno, per le proprie competenze, i mezzi per affrontare in modo corretto le situazioni scolastiche, familiari, e relazionali che questi bambini/ragazzi si trovano ad affrontare. Nel volume il tema viene affrontato a partire da un inquadramento teorico attraverso la presentazioni di modelli, teorie e pratiche, per passare poi al tema della valutazione e dei criteri di individuazione e infine proporre a modalità di gestione sia nel contesto familiare che scolastico. La prospettiva che gli autori hanno adottato è di tipo inclusivo, vale a dire affrontare lo sviluppo del potenziale individuale non in termini di fenomeni straordinari o geniali, quanto piuttosto individuare e sostenere le potenzialità di ciascuno con strumenti e metodologie adeguate per promuovere benessere psicologico del singolo, ma anche come opportunità e una ricchezza per tutti. Il volume, quindi, si pone come una prima risposta, sia pur non esaustiva, per tutti i bambini, genitori e insegnanti che si trovano a vivere o gestire con tale condizione, ed evitare cosi di disperdere potenziale e capitale umano

    Educare è orientare. Quale formazione per gli educatori?

    No full text
    Nell’attuale momento storico attraversato da dinamiche di forte cambiamento, in cui il futuro delle persone viene continuamente ridefinito, diventa fondamentale interrogarsi sul nuovo ruolo dell'orientamento e dunque sulla necessità di formare operatori competenti. Investire nella formazione degli orientatori significa promuovere sviluppo professionale dei formatori innalzando le loro competenze e renderli maggiormente capaci di sostenere e indirizzare la progettualità di ciascuno. La formazione degli orientatori è ancora poco definita e spesso affidata a percorsi improvvisati che non sempre si fondano su solidi presupposti scientifici, con il rischio di generare confusione che non permette alle persone di operare scelte consapevoli non solo per il loro futuro professionale ma soprattutto per la realizzazione di sé. E necessario quindi che pratiche e servizi siano ancorati a solidi e stabili modelli di riferimento, ad obiettivi espliciti e condivisi, ad una attenta e permanente lettura ed analisi della domanda, a strumenti validi e attendibili, a modelli di competenze e professionalità degli operatori chiaramente definiti, a strutture ed attrezzatur

    Cattive pratiche: note a margine

    No full text
    Affrontare la tematica dell’orientamento e delle sue applicazioni significa muoversi all’interno di una complessità di variabili e di modelli. Un primo obiettivo dovrebbe essere quello di precisare i differenti livelli e/o modelli teorici a cui ci sta riferendo al fine di evitare una prima confusione tra prospettive teoriche e azioni. Anche se queste ultime sono la conseguenze delle prime, lo specifico delle azioni di orientamento dovrebbe essere mirato alla messa a punto di modelli e successivi interventi volti a studiare e definire, soprattutto, i processi implicati nella scelta. Ogni azione di orientamento dovrebbe porre le basi per insegnare agli individui come poter prendere decisioni e come rendere fattibili le scelte operate. Questo percorso, date le sue peculiarità, deve contenere in sé aspetti di flessibilità, adeguarsi cioè alle esigenze dell’utenza ma condividere sempre lo sfondo teorico di riferimento in tutte le sue azioni. Ovviamente questo non può accadere se le proposte sono troppo indifferenziate, come siamo stati abituati a vedere in questi anni, in cui l’offerta è stata di pacchetti troppo generici e preconfezionati che di fatto non rispondono più a nessun bisogno di orientamento. Anche gli operatori che si improvvisano all’ultimo momento esperti del settore non possono operare nessuna scelta in tal senso con dispendio di energie e risorse economiche. Il professionista dell’orientamento dovrebbe essere in grado infatti di organizzare la propria proposta considerando i seguenti elementi come centrali: • un adeguato e completo sfondo teorico di riferimento • una sensibilità alla sperimentazione e alla ricerca • una costante valutazione dei percorso e risultati Nella pratica, invece, capita spesso che questi aspetti nodali non rappresentino gli obiettivi da perseguire per chi si occupa di orientamento tant’è vero che: • nelle pratiche è difficile, se non impossibile, individuare una o più teorie di riferimento, ma lo sfondo teorico è per lo più una miscellanea di prospettive talvolta lontane tra di loro • inoltre, mancando lo sfondo teorico non è possibile costruire o ipotizzare un percorso di ricerca • infine, la valutazione dell’efficacia viene convertita nella sola valutazione del gradimento. Le università sono le agenzie formative che potrebbero rispondere a tutte queste esigenze (perché possiedono il know how, le risorse economiche, la possibilità e l’interesse di investire sulla ricerca) uscendo vincitrici in questa sfida rispetto al mondo dell’impresa e della formazione. Può essere allora possibile creare una vera Rete di orientamento, capace di far confluire tutti i partner all’interno di un unico sistema di opportunità
    corecore