1,516 research outputs found
Some considerations on biomaterials and bone
Osteoinduction is a property not traditionally attributed to Calcium Phosphate ceramics. Histologic, SEM and X-ray microanalyses of a biopsy of pulmonary alveolar microlithiasis allow to discredit this opinion. Bone, even lamellar type, was ectopically formed on microliths undergoing osteoclastic erosion. The SEM and X-ray microanalyses of coral granules implanted in humans indicate an osteoconductive property for both Calcium and Phosphorus. Analysis of in vitro allows to propose an enhancement of the osteocapability of coral. Lamellar bone formation in the near absence of loads undermines the opinion which sees a correlation between lamellar bone and mechanical loads. Analysis of the bone surrounding an uncemented titanium hip prosthesis highlights that both remodeled and newly formed bone have lamellae oriented parallel to prosthesis surfaces, i.e. orthogonal to loads, as opposed to that of lamellar bone of osteons which are oriented parallel to loads. Analysis of longitudinal sections of cortical bone under polarized light points out that lamellae are displaced parallel to the cement line surface both in the conic end of osteons and in Volkman ́s canals with thick wall, i.e. undergoing sloped load directions. In conclusion, there may be a relationship between lamellae formation and gravity
Endosseous implants: the relevance of animal species, skeletal region and porosity of material
No abstrac
Element embedding in soft and hard tissues surrounding medical devices.
Gli autori, anche tramite metodiche di scansione elettronica e di microanalisi per “salto quantico” intendono analizzare la possibile dispersione tissutale di elementi a partire da impianti e placche con viti per fissazione interna rigida.
La ricerca evidenzia un esteso quadro di diffusione di microcostituenti dai materiali analizzati. In questo ambito i materiali diffusi tendono ad essere rilevati con una particolare “mappatura” tissutale la cui identificazione etiopatologica dovrà essere oggetto di successive ricerche.
Secondo il punto di vista clinico, da questi dati preliminari, la diffusione di microcostituenti appare essere spesso indipendente da coesistenti segni clinici di flogosi tissutale.
32) Bertoldi C., Zaffe D., Bellini P., Consolo U.: Elementi metallici nei tessuti circondanti dispositivi per fissazione interna rigida (FIR).
Minerva Stomatologica 2001; 50(5): 121-32. – ISSN: 0026-4970
L’impiego di dispositivi alloplastici al riguardo del distretto oro-maxillo-facciale è sempre più diffuso in rapporto alle possibilità che la scienza e la ricerca rendono disponibili per le più svariate esigenze cliniche e chirurgiche in campo odontostomatologico e maxillo-facciale. Per quanto riguarda i dispositivi metallici, i diversi elementi che costituiscono le leghe sono stati riscontrati soprattutto in diversi organi, ma, anche se con un minor numero di studi esaurientemente condotti, pure localmente nei tessuti circondanti i dispositivi stessi. Scopo del presente studio è l’analisi dei tessuti circostanti i dispositivi per fissazione interna rigida (FIR), impiegati in chirurgia orale pre-protesica ed in chirurgia maxillo-facciale, al fine di evidenziare la diffusione di elementi, analizzando la morfologia delle particelle liberate e studiando il comportamento dei tessuti.
I pazienti furono suddivisi in 5 gruppi in rapporto al grado flogistico rilevato localmente. Il materiale bioptico fu ricavato da 18 pazienti (20-76 anni di età), portatori di griglie, placche e viti per FIR da 4 mesi a 9 anni.
La microscopia ottica, a scansione elettronica e la microanalisi a raggi x (EDS system) furono utilizzati nello studio morfologico e nell’identificazione delle particelle metalliche e degli elementi.
I risultati indicano chiaramente che particelle metalliche o elementi mobilizzati da placche, viti o griglie possono generare diffusione tissutale e/o uptake cellulare. Non solo cromo, ferro od alluminio ma anche il titanio può facilmente essere rilasciato dai dispositivi ed accumularsi nei tessuti. La diffusione del titanio è particolarmente evidente nel tessuto fibroso circostante i dispositivi per FIR. L’alluminio non solo mostra una maggiore persistenza nel tessuto fibroso, ma sembra esibire un peculiare comportamento di accumulo nell’osso lamellare.
Il grado flogistico locale sembra essere strettamente correlato alla metallosi. Non solo cromo, ferro ed alluminio, ma anche il titanio, sebbene con diverso grado, possono originare effetti flogistici. La metallosi e la flogosi danno, probabilmente, origine ad un processo a cascata nel quale possono essere sia causa che effetto allo stesso tempo. Il deciso rilascio di titanio, che normalmente non sembra produrre effetti flogistici clinici (come quelli, per esempio mediati dall’alluminio) così come il modello di diffusione dell’alluminio in ambito osseo, necessitano senz’altro di ulteriori approfondimenti circa i loro effetti su tessuti e cellule
L'alba della vita e la via dell'ossigeno
Gli Autori affrontano l'argomento partendo dalla comparsa dell’ossigeno sulla terra e facendoci comprendere quale siano il ruolo e le prospettive del suo impiego in medicina
Architettura e funzione del miocardio. Consensi, controversie e incognite
La disposizione tridimensionale dell’architettura ventricolare del muscolo miocardico, nonostante l’intenso lavoro di ricerca anatomica svolto nel tempo, presenta ancora numerosi aspetti poco chiari e controversi, soprattutto in relazione alla conoscenza dei rapporti tra l’organizzazione dei miocardiociti e le funzioni del cuore. Le ragioni delle incognite sono dovute al fatto che la morfologia strutturale del miocardio non si presta ad una agevole interpretazione, e che la tecnica della dissezione anatomica della massa muscolare ventricolare, cioè il metodo di indagine maggiormente utilizzato, è in gran parte distruttivo per cui non consente ulteriori studi. È da tempo accettato dalla maggior parte degli Anatomisti che le fibre muscolari ventricolari siano organizzate secondo un sistema sinciziale. La natura della struttura e dell’architettura miocardica, nel corso degli anni, è stata variamente interpretata dai Fisiologi, dai Cardiologi e dai Cardiochirurghi, con diverse riserve concettuali circa gli aspetti interrelazionali tra struttura, architettura e funzioni del miocardio ventricolare. Più recentemente è stata ipotizzata una nuova concezione architetturale tridimensionale originale della massa ventricolare cardiaca. Uno studioso spagnolo, Torrent-Guasp, basandosi su un criterio di continuità anatomica, ha avanzato l’ipotesi della esistenza di un’unica banda muscolare ventricolare disposta a spirale (Helical Ventricular Myocardial Band), che potrebbe consentire una migliore interpretazione delle funzioni cardiache. In questa revisione gli Autori focalizzano l’attenzione su una sintesi del lavoro anatomico finora compiuto nell’intento di puntualizzare lo stato delle conoscenze relative ai rapporti tra struttura, architettura e funzioni del miocardio. Queste conoscenze assumono un interesse fondamentale ai fini dell’applicazione di adeguati trattamenti e tecniche chirurgiche correttive delle diverse patologie cardiache e dei risultati che ne conseguono
A novel bone scraper for intraoral harvesting: a device for filling small bone defects
Aim: To evaluate histologically the morphology and characteristics of bone chips harvested intraorally by Safescraper (R), a specially designed cortical bone collector.Material and methods: Bone chips harvested near a bone defect or in other intraoral sites were grafted into a post-extractive socket or applied in procedures for maxillary sinus floor augmentation or guided bone regeneration. Core biopsies were performed at implant insertion. Undecalcified specimens embedded in PMMA were studied by histology, histochemistry and SEM.Results: Intraoral harvesting by Safescraper (R) provided a simple, clinically effective regenerative procedure with low morbidity for collecting cortical bone chips (0.9-1.7 mm in length, roughly 100 mu m thick). Chips had an oblong or quadrangular shape and contained live osteocytes (mean viability: 45-72%). Bone chip grafting produced newly formed bone tissue suitable for implant insertion. Trabecular bone volume measured on biopsies decreased with time (from 45-55% to 23%). Grafted chips made up 50% or less of the calcified tissue in biopsies. Biopsies presented remodeling activities, new bone formation by apposition and live osteocytes (35% or higher).Discussion and conclusions: In conclusion, Safescraper (R) is capable of collecting adequate amounts of cortical bone chips from different intraoral sites. The procedure is effective for treating alveolar defects for endosseous implant insertion and provides good healing of small bone defects after grafting with bone chips. The study indicates that Safescraper (R) is a very useful device for in-office bone harvesting procedures in routine peri-implant bone regeneration
Effetto del calcitriolo sulla velocità dello spostamento dentario e sul tessuto osseo in corso di trattamento ortodontico in ratti giovani ed adulti.
Scopo della presente ricerca è valutare l’effetto del calcitriolo sulla velocità dello spostamento dentario e sul tessuto osseo in corso di trattamento ortodontico in ratti giovani ed adulti. Lo studio è stato eseguito su un totale di 80 ratti albini outbred Wistar maschi: 38 giovani (11-13 settimane di età) e 42 adulti (22-27 settimane di età). Un’inclinazione mesiale del primo molare superiore veniva ottenuta mediante l’applicazione di molle chiuse di nickel-titanio che liberavano una forza di 25 cN, applicate tra gli incisivi ed il primo molare. Gli animali, giovani ed adulti, comprendevano un gruppo di controllo ed un gruppo sperimentale suddiviso a sua volta in quattro gruppi in base alla durata del trattamento ortodontico: 3, 7, 14 e 21 giorni. Ad eccezione del gruppo di controllo tutti ricevevano, ogni tre giorni, un’iniezione intramucosa di 20 ml di calcitriolo (Calcijex, 10 –10 mol/L) a livello della superficie palatale mesiale del primo molare superiore di sinistra. Nel lato opposto veniva iniettato un uguale volume di PBS. Una parte degli animali trattati per 21 giorni subiva un trattamento aggiuntivo di tetraciclina allo scopo di ottenere la marcatura dell’osso in formazione. Nei soggetti adulti il movimento dentario sul lato sperimentale, che riceveva l’iniezione di calcitriolo, è risultato maggiore del 160 % (p<0,001) rispetto al lato trattato con solo PBS dopo 21 giorni di trattamento. In corrispondenza del lato sperimentale è stata osservata una più diffusa fluorescenza dell’osso alveolare compreso tra primo e secondo molare e della parete alveolare vestibolare dell’osso mascellare. L’analisi istochimica dell’attività osteoclastica, valutata su sezioni colorate per la fosfatasi acida tartrato resistente (TRAP), indica, nel lato sperimentale, una maggiore estensione delle aree interessate dall’erosione degli osteoclasti in animali adulti con tempo di trattamento di 3 giorni. L’analisi delle microradiografie delle sezioni dell’osso alveolare evidenzia che tessuto non calcificato risulta quantitativamente maggiore nel lato sperimentale rispetto al lato di controllo. La somministrazione di calcitriolo non presenta alcuna indicazione nei ratti giovani nei quali l’effetto del calcitriolo non sembra produrre variazioni della velocità dello spostamento dentario
In Vivo Comparison of Two Bone Substitutes in the Distal Femur of the Rabbit
Purpose: This study aimed to micro radiographically evaluate the healing of grafted defects using a surgically standardized model that was suitable for comparing the regenerative potential of different grafts. Materials and Methods: Two different biomaterials, bovine porous bone mineral (BPBM) and nanohydroxyapatite (NHA), were used to fill defects produced in the distal epiphyses of 10 adult male rabbits for 2 and 4 months. Three rabbits were left untreated, without defects, as controls. Evaluations were performed on microradiographs of sections of polymethyl methacrylate-embedded rabbit epiphyses. The amounts of graft material and bone were evaluated by splitting the filled hole into three portions. Results: A greater amount of BPBM granules were in contact with bone at both 2 and 4 months versus the NHA (statistically significant difference in the central portion of the defect), and a persistence of the BPBM over time was apparent. The amount of NBA decreased from the inner to the outer portion of the defect, particularly after 4 months. The bone amount increased from the inner to the outer portion, particularly for the NHA graft, which produced an early cortex. The amount of mineralized material reached about 80% in the BPBM and 40% to 60% in the NBA after 4 months. Conclusion: Both the analyzed biomaterials performed adequately for bone regeneration. The two biomaterials are probably suitable for grafting defects related to early cortical formation or spacemaintaining clinical requirements.
PMID: 22299088
IDS Number: 893W
Changes in thickness of mucosa adjacent to implants using tissue matrix allograft: A clinical and histologic evaluation
PURPOSE: To clinically and histologically evaluate the soft tissue thickening seen on acellular human dermis grafting at implant placement, taking into consideration the biotype.
MATERIALS AND METHODS: Mucosal thickness was measured before and 4 months after implant placement, when the thickness of the epithelium and corium and the inflammation were histologically evaluated with a skin biopsy. Results were analyzed using the Mann-Whitney U test and linear regression analysis.
RESULTS: In a total of 47 implant sites (22 uncovered and 25 covered by the allograft matrix), the grafted sites showed a significantly greater increase in thickness compared with the control sites. Histology was unable to show differences between groups. Nevertheless, using an individual variation index involving the histologic and initial clinical thickness, the increase in thickness of grafted sites was statistically significant (P = .017) compared with the decrease in control sites. Furthermore, the greatest thickness increase was recorded in sites with thin biotype, whereas a decrement was found in control sites. The inflammation index was similar in both groups.
CONCLUSION: This study demonstrated the effectiveness of evaluating the increase in mucosal thickness with acellular human dermis grafting, particularly in subjects with thin biotype
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