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    Città metropolitane e servizi pubblici locali: considerazioni generali.

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    Rimaste per anni ai margini, nonostante la Costituzione dopo la riforma del Titolo V li riconosca quali enti necessari inseriti a pieno titolo tra i livelli di governo della Repubblica, le città metropolitane tornano ad essere un tema centrale del dibattito scientifico e politico grazie alla legge n.56/2014. Ente locale di area vasta cui il legislatore attribuisce una puntuale attività di pianificazione territoriale al fine di curare gli interessi sul territorio di riferimento, l'autore si propone di individuare quelle funzioni che effettivamente sono attribuite dalle legge Delrio all'ente in esame in un comparto complesso e frammentato come la gestione dei sevizi pubblici locali

    Sistema dei controlli e semplificazione amministrativa: una coesistenza difficile?

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    I continui interventi in materia di semplificazione amministrativa sembrano aver inciso anche su uno degli aspetti fondamentali dell'amministrazione: l'attività di controllo. Posto che il controllo è la valutazione sul regolare svolgimento dell'attività e mira alla verifica di fatti altrui in ordine al rispetto delle regole d'azione, lo studio ripercorre le tappe fondamentali attraverso le quali si è giunti ad una accentuata fase di modernizzazione della pubblica amministrazione a cui non ha fatto seguito un deciso snellimento del sistema dei controlli. Se semplificare un controllo significa innanzitutto velocizzarlo, standardizzarlo, in modo che esso non solo sia imparziale, ma anche trasparente, ecco che il legislatore forse avrebbe dovuto individuare prima di tutto le finalità che si proponeva di conseguire attraverso, appunto, l'esercizio di controllo , e poi di occuparsi di semplificare la materia oggetto del controllo stesso. Alla luce delle considerazioni suddette, l'autore sottolinea il rischio che gli obiettivi della semplificazione e dell'efficienza siano vanificati proprio dall'incrociarsi e dal sovrapporsi dell'attuale sistema dei controlli

    La riforma dei musei statali al vaglio dei criteri di efficienza e semplificazione

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    L'articolo analizza, alla luce della recente riforma dei musei, il tema della riorganizzazione del Ministero dei beni culturali. In particolare si tenterà di verificare quanto detta riforma inciderà in termini di efficienza e di semplificazione sulla complessa organizzazione del suddetto Ministero; complessità che deriva dalla presenza di una pluralità di attori, via via moltiplicatisi, cui il legislatore ha attribuito sempre maggiori competenze, non riuscendo mai, però, a definirne con chiarezza spazi e limiti di operatività e finendo col creare inutili duplicazioni d'intervento

    COMUNI, PROVINCE E AUTONOMIA STATUTARIA

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    Una delle principali novità contenute nella riforma del titolo V della seconda parte della Costituzione, ad opera della legge costituzionale n.3/2001, è senz'altro rappresentata dalla'aver elevato a fonte costituzionale gli statuti comunali e provinciali. Tale riconoscimento ha notevolmente contrbuito all'affermarsi del principio secondo cui lo statuto è soprattutto manifestazione di quel profilo dell'autonomia, meglio definita come autonomia organizzativa, capace di dettare le norme fondamentali dell'ente e di disciplinare materie, istituti e contenuti riservati prima alla legge statale. La presente indagine analizza, anche alla luce della legge n. 131/2003 di attuazione del disposto costitiuzionale, come il processo riformatore attivato dagli statuti comunali e provinciali nell'assetto generale del nostro ordinamento giuridico sia uno dei presupposti necessari dal quale deve partire una definitiva e significativa modernizzazione dell'intero sistema ammnistrativ

    L'universalismo dei diritti sociali alla prova dell'Europa dei giudici(Brevi riflessioni a margine di alcune sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Corte dei diritti umani di Strasburgo).

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    Alla luce della perdurante crisi economica e finanziaria che ha sostanzialmente destabilizzato il sistema di garanzie e di prestazioni sociali a favore degli individui, l' autore analizza, soprattutto dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, le due diverse tutele giurisdizionali approntate in ambito europeo dalla Corte di Giustizia di Lussemburgo e dalla Corte dei diritti fondamentali di Strasburgo sui diritti c.d. di seconda generazione. Tale sistema che si è venuto a creare, secondo l'autore, rischia di ingenerare non solo incertezza giuridica tra i soggetti, ma soprattutto un insanabile quanto pericoloso contrasto tra le due Corti
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