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Ryanodine receptors: how many, where and why?
Ryanodine receptors are intracellular Ca2+ channels that have been known for more than a decade to have a role in releasing Ca2+ from the sarcoplasmic reticulum to regulate contraction in skeletal and cardiac muscle fibres. Vincenzo Sorrentino and Pompeo Volpe review some recent developments: the ryanodine receptor channels have now been found to be expressed in the central nervous system, and the cloning of a third ryanodine receptor gene (RYR3) has revealed that this new isoform is widely expressed in several tissues and cells. In consequence, the view of ryanodine receptors as Ca2+ channels of muscle cells is rapidly changing, and these channels seem set to take a more central position on the stage of intracellular Ca2+ signalling
A proposito di Adele Zara, “Giusta tra le Nazioni”: la persecuzione e la salvazione degli ebrei dal 1938 al 1945, tra complicità, ignavia, solidarietà ed eroismo. La memoria collettiva e la responsabilità degli italiani e delle Istituzioni della Repubblica dopo il 1945
Calcium binding proteins of junctional sarcoplasmic reticulum: detection by 45Ca ligand overlay.
In skeletal muscle, the junctional sarcoplasmic reticulum (JFM) plays a crucial role in excitation-contraction coupling and Ca2+ release. In the present report, the sarcoplasmic reticulum (SR) was fractionated into longitudinal SR (LSR), terminal cisternae (TC), and JFM. Each fraction had a unique protein profile as detected by SDS-polyacrylamide gel electrophoresis as well as specific Ca2+ binding proteins as judged by 45Ca ligand overlay of nitrocellulose blots. Ca2+ binding proteins of LSR were the Ca2+ ATPase (Mr of 115K), an 80K polypeptide, and the intrinsic glycoprotein (Mr of 160K); Ca2+ binding proteins of JFM were polypeptides with the following Mr values: 350K and 325K (feet components), 200K, 170K, a doublet of 140K, 118K, 65K (calsequestrin), and 52K. Measurements of Ca2+ binding to SR fractions by equilibrium dialysis indicated that 8-17 nmol Ca2+/mg of protein was specifically bound. After EDTA extraction of calsequestrin, JFM still bound Ca2+ (5-6 nmol/mg of protein), suggesting the existence of specific Ca2+ binding sites. The Ca2+ binding sites of Ca2+-gated Ca2+ release channels might be on two JFM polypeptides (Mr's of 350K and 170K) which are putative channel constituents (F. Zorzato, A. Margreth, and P. Volpe (1986) J. Biol. Chem. 261, 13252-13257)
PURIFICATION AND CHARACTERIZATION OF CALSEQUESTRIN FROM CHICKEN CEREBELLUM
Chicken cerebellum microsomal fractions contain a protein tentatively identified as calsequestrin (CS) (Volpe et al., Neuron 5, 713-721, 1990). Here we report, for the first time, the purification of cerebellum CS from whole tissue homogenate by DEAE-Cellulose chromatography and Ca(2+)-dependent elution from phenyl-Sepharose. The purified cerebellum CS displays the shift and increase in intrinsic fluorescence characteristic of skeletal muscle CS, and is shown to be a high-capacity, low-affinity Ca2+ binding protein (Kd = 1 mM)
UNA STATUA DEL SANTO, MA NON SOLO, PARTE DA PADOVA PER L’AFRICA ORIENTALE IL 15 MARZO 1936
In the years 1935-1937, during the conquest and occupation of Ethiopia, Italy is
crossed by a wave of colonial exaltation that pervade all components of society including the Catholic communities and religious orders. This micro-story describes the context and specific events related to the dispatch to Eastern Africa of a statue
of Saint Anthony of Padua, is based largely on the sources of the Archives of the Italian Province of Saint Anthony of Padua of the Conventual Franciscan Friars and
investigates the central role played by the rector of the basilica del Santo, Fr. Giacomo
Gorlatto ofmconv, who corresponds with the leaders of the Fascist Confederation
of Agricultural Workers, with Institutions and fascist hierarchs, with the Royal
resident of Quo`ram, with the confreres and with the italian and eritrean Catholic
hierarchies. The devotion and charisma of Saint Anthony are declined in a colonial
key, i.e., through his statue the Saint will not fail to bring down his blessings and
thus help the work of civilization favored by the glorious italian conquest
25 aprile, Celebrazione della totale liberazione del territorio italiano? Le vittime delle incursioni aeree anglo-americane tra storia, memoria e rimozione
Il significato della Resistenza, della liberazione e del 25 aprile è stato sottoposto a una continua strumentalizzazione politica, a una guerra della memoria, è stato oggetto di un ininterrotto scontro ideologico. Nel corso “della totale liberazione del territorio italiano”, l’avanzata degli Alleati è stata accompagnata da numerose incursioni aeree le cui vittime sono state espunte dalla “narrazione egemonica” post-bellica che si è sviluppata attorno alla sola violenza nazifascista.
L’autore, analizzando due casi specifici, ricostruisce le frantumate memorie delle vittime dei bombardamenti aerei alleati, evidenzia la loro persistente dissociazione dalle memorie collettive prevalenti del 25 aprile, auspica la collocazione delle vittime della violenza degli Alleati all’interno di una rivisitata memoria nazionale del 25 aprile
Negli anni di piombo a Padova. Tra le righe di una pagina da non voltare.
La memoria degli anni di piombo permane divisa anche dopo quarant’anni. Di quella stagione politica, segnata dalla violenza, si sono sedimentate memorie parziali, scotomizzate, infedeli, fino alla totale rimozione. Quella generazione di ventenni non ha vissuto solo violenza, estremismo, eversione, di destra o di sinistra, non è stata solo oggetto o soggetto di violenza, ha anche partecipato alla politica come progetto di trasformazione democratica. A Padova e nella sua Università, non c’erano solo autonomi e indiani metropolitani o neofascisti, c’erano anche giovani che univano al percorso di studio quello della politica riformatrice nelle fila del Partito Comunista Italiano (PCI), e tra questi l’autore che propone la sua memoria: dalla ricostruzione di una storia minima al riconoscimento di alcuni degli avversari del tempo, dalla riflessione sulle responsabilità personali nello svolgimento dell’attività politica allo studio di un segno di quegli anni spietati, l’assassinio di due militanti del MSI perpetrato a Padova dalle Brigate rosse il 17 giugno 1974
The unraveling architecture of the junctional sarcoplasmic reticulum.
The sarcoplasmic reticulum (SR) of skeletal muscle controls the contraction-relaxation cycle by raising and lowering the myoplasmic free-Ca2+ concentration. The coupling between excitation, i.e., depolarization of sarcolemma and transverse tubule (TT) and Ca2+ release from the terminal cisternae (TC) of SR takes place at the triad. The triad junction is formed by a specialized region of the TC, the junctional SR, and the TT. The molecular architecture and protein composition of the junctional SR are under active investigation. Since the junctional SR plays a central role in excitation-contraction coupling and Ca2+ release, some of its protein constituents are directly involved in these processes. The biochemical evidence supporting this contention is reviewed in this article
Valutazioni e questioni preliminari intorno alla proposta del Cammino di Sant’Antonio. Capo Milazzo - Assisi - Padova
Antonio, secondo fonti agiografiche e storiche, arriva in Italia agli inizi del 1221 approdando forse a Capo Milazzo e soggiornando brevemente ma sicuramente a Messina; nella primavera del 1221 Antonio intraprende un viaggio probabilmente a piedi, da Messina ad Assisi, per partecipare al Capitolo generale dei Minori che si apre il 30 maggio 1221. Padova, città in cui Antonio trascorre l’ultimo anno della sua vita, dove muore il 13 giugno 1231 e dove è sepolto, costituisce il punto di arrivo naturale di ogni pellegrinaggio e, quindi, di ogni Cammino di Sant’Antonio. La proposta che si argomenta nel libro riguarda il cammino che rievoca il viaggio compiuto da Antonio nella primavera del 1221 per raggiungere Assisi: da Capo Milazzo a Capua, essenzialmente lungo la direttrice di quella che era la romana via Popillia; da Capua ad Assisi, lungo assi già consolidati per i moderni pellegrini, ovvero il Cammino di Benedetto e il Cammino di Francesco
Auasc, Etiopia, 18 maggio 1937. Quattro volti senza nome e la memoria coloniale nell'Italia repubblicana
Auasc, Etiopia, 18 maggio 1937: quattro giovani etiopi sono fucilati dai militi della Divisione Tevere nel quadro delle grandi operazioni di polizia coloniale che seguono alla conquista militare dell’Etiopia voluta dall’Italia fascista. Partendo dalle istantanee inviate dalla camicia nera PC alla famiglia e conservate in una dimora salentina, l’autore ricostruisce il “fatto” dell’esecuzione e lo inserisce nel vasto contesto della società del tempo, in Italia e nell’Oltremare. Dal contesto emergono riflessioni che attengono alla costruzione della memoria dell’esperienza coloniale nell’Italia del XXI secolo e alla responsabilità degli italiani nella politica del regime fascista, in particolare in quella della guerra d’Etiopia e dell’avvaloramento dell’Africa Orientale Italiana
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