1,721,104 research outputs found
Acutissimus o prudentissimus? Intorno alla presenza di Machiavelli nel Trattato politico di Spinoza
The article focuses on par.7, chapter V, of the Political Treatise, one of the two paragraphs in which
Machiavelli’s name can be read. This is the starting point for a synthetic analysis of Machiavelli’s
presence in some topoi of the Dutch thought of the XVIIth century; finally, thus returning to
Spinoza, the author tries to comprehend the meaning of this presence within the a. m. tradition, in
order to evaluate the role played by the Florentine secretary in Spinoza’s political reflection.
Machiavelli’s presence actually goes deeper than the famous two passages may lead to believe, and
a careful analysis of the a. m. paragraph reveals a fundamental aspect of the strong link between
the two philosophers: the centrality – both theoretical and practical – that both thinkers tribute to
the political role of multitude, in contrast with any reductio ad unum of the processes of constitution
and justification of power
LA LAICITÀ OLTRE LO STATO. LA CRITICA SPINOZIANA DI ANDRÉ TOSEL AL TEOLOGICO-POLITICO CONTEMPORANEO
André Tosel's last book before his death, Nous citoyens, laïques et fraternels? (2015), takes into account the return of the “theological-political” in current times, developing a “spinozistic” criticism, which aims to unmask the false juxtaposition between the irrationality of new religious fundamentalisms and the supposed rationalism of neoliberal capitalism, which actually produces a perverse re-enchantment (a new kind of fetichism) of social relationships. By renewing Spinoza's critique of historical religions, Tosel considers the interaction between religion and laicity as an instrument to promote a common space of confrontation and to overcome the public-private dichotomy, while at the same time imagine new forms of democracy, beyond the frame of modern State sovereignty
Potere del nome e potenza del linguaggio nel Discorso sulla servitù volontaria di Etienne de La Boétie
Immaginazione e parzialità. Note sull'interpretazione neo-repubblicana del popolo in Machiavelli
Dalla servitù volontaria alla libertà necessaria. Alcuni temi laboetiani in Spinoza
in corso di stamp
Cosa si può imparare dal populismo
Il presente intervento si articola in tre parti: 1. la prima discute il carattere elitista di molte critiche alla nozione di populismo, che spesso intendono legittimare il potere delle oligarchie che governano l'Europa, negando alle classi subalterne qualsiasi consapevolezza politica; 2. la seconda invece sviluppa una critica della retorica populista, e in particolare della definizione di popolo come entità incorrotta e indivisa, mostrandone la contiguità con l'idea di popolo che è alla base del dispositivo della rappresentanza democratica; 3. infine, le conclusioni cercano di individuare alcuni aspetti politicamente produttivi nella ripresa della discussione sul populismo, a partire dalla necessità di ripensare il concetto di popolo non come totalità, bensì come parzialità
How does 'the people' act? Philip Pettit's reception of Machiavelli's republicanism
Il presente saggio discute l'interpretazione del filosofo contemporaneo Philip Pettit della concezione repubblicana di Machiavelli, la cui rilevanza all'interno del pensiero neo-repubblicano non può essere sottovalutata. Il ruolo di Machiavelli nel repubblicanesimo di Pettit è decisivo, poiché si trova ad essere un punto di passaggio storico fondamentale tra il repubblicanesimo pre-moderno e la modernità. Tuttavia, a fianco di alcune importanti intuizioni, l'analisi di Pettit del repubblicanesimo machiavelliano mostra alcuni problemi insoluti: ad esempio resta poco indagato il ruolo centrale della teoria degli 'umori', che ridefinisce lo spazio della politica secondo parametri di cui l'interpretzione di Pettit riese solo parzialmente a rendere conto
La topografía política de Maquiavelo
El presente artículo afronta la cuestión del significado del espacio en la reflexión política de Maquiavelo, en particular en El príncipe, en los Discursos y en la Historia de Florencia. A través de un análisis de las modalidades por las que el príncipe nuevo y el pueblo se presentan en la escena política, modificando el contexto dado y produciendo siempre nuevas tipologías de organización del espacio, resulta posible interrogar la existencia de un pensamiento de la especialidad política moderna irreductible al de la construcción de la forma-Estado, es decir, al de la soberanía que se impone como principio unificante y homogeneizador. Frente a este pensamiento, la reflexión maquiaveliana acerca de la naturaleza del espacio político —que en el artículo es definida como su “topografía política”— muestra el carácter plural y en continua transformación de la espacialidad moderna, ligada a la naturaleza coyuntural y riesgosa de la acción política y a las dinámicas conflictivas que se reproducen constantemente
- …
