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Una sintesi moderna delle arti: le università di Città del Messico, Caracas e Napoli.
L’università ha tradizionalmente rappresentato un tema di progetto stimolante per il forte valore simbolico dell’istituzione, per la presenza di una committenza attenta e avanzata, per la complessità funzionale che ha richiesto soluzioni innovative dal punto di vista spaziale e distributivo. A partire dalla seconda metà del Novecento, in coincidenza di una nuova stagione del Moderno nella quale si sono progressivamente abbandonate le rigide posizioni dettate dal primo razionalismo, l’università è diventata anche un campo privilegiato di sperimentazione di nuove relazioni con la tradizione, il paesaggio e le arti figurative. Non è, peraltro, fortuito che le opere più significative di questa nuova fase abbiano visto la luce in paesi rimasti sinora ai margini della modernità come l’America Latina, il Medioriente o il Mezzogiorno d’Italia. Non solo perché qui mancavano delle architetture per la formazione all’altezza delle nazioni più avanzate, ma anche perché nella cultura si intravedevano nuove opportunità per il riscatto dei paesi in via di sviluppo. Fra i tratti distintivi delle due principali opere realizzate nel secolo scorso, l’Università di Città del Messico e quella di Caracas in Venezuela, entrambe riconosciute dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, vi è la sperimentazione di un nuovo rapporto di collaborazione fra architettura ed arti figurative, un tema che entra prepotentemente nel dibattito del dopoguerra e di cui ciascuna di esse ha sviluppato un’esemplare declinazione
La natura domestica. Il verde nel progetto della casa moderna
Mentre il Movimento Moderno rifiuta nel suo insieme la città del passato come espressione di un sistema di valori che non riconosce più come propri, non può invece rinunciare al rapporto con la natura. Nessuno tra i Maestri ha potuto immaginare la propria ricerca al di fuori del mondo naturale, non ovviamente coloro che hanno tratto ispirazione dalle forme organiche, ma neanche quanti si sono rifatti alla ragione che proprio dalla natura ha tratto i propri principi fondativi. La casa è stata il terreno sul quale la modernità ha combattuto la propria battaglia contro il passato, nella convinzione che attraverso l’abitare si potesse incidere sull’esistenza degli uomini e contribuire a migliorarla.
Il compito della casa è rimasto lo stesso in ogni epoca: offrire riparo al corpo, al cuore e al pensiero dell’uomo. Ma i bisogni e i rapporti con l’ambiente cambiano continuamente e così anche le forme dell’abitare che ne sono una diretta espressione. La casa moderna ha abbattuto ogni barriera verso l’ambiente, si è aperta verso l’aria, il sole e il verde. La natura è stata accolta ovunque possibile: “dentro”, “sotto” e “sopra” l’architettura. È nato un nuovo repertorio di spazi osmotici dove l’intimità dello spazio domestico e il paesaggio si sono incontrati e contaminati reciprocamente.
Lo studio ripercorre le tappe significative di questa vera e propria rivoluzione nel modo di progettare la casa nella natura attraverso i principali contributi teorici e le opere paradigmatiche, nell’intento di sollecitare una riflessione quanto mai attuale: su come al bisogno di un rapporto più sano e genuino con l’ambiente sia possibile dare una risposta non solo in termini tecnologici, come oggi sta avvenendo, ma anche, come sarebbe auspicabile e già accaduto nel recente passato, in termini di espressione formale e di qualità spaziale, cioè di Architettura
Valutazione di impatto ambientale nel recupero della ferrovia Sicignano-Lagonegro nel Vallo di Diano
Mostra-Convegno"La ferrovia Sicignano-Lagonegro". Workshop internazionale di progettazione.
Corso di Composizione e progettazione urbana. Il progetto di nuove tipologie residenziali
Corso integrato di Progettazione Architettonica. Progetto di case unifamiliari a sviluppo lineare aggregate a schiera
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