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    Eventi di vita negativi e comportamenti antisociali durante l'adolescenza: moderazione o mediazione del legame affettivo con i genitori?

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    Scopo del presente studio è quello di indagare il ruolo di moderazione e di mediazione del legame affettivo genitori-figli nella relazione tra eventi di vita negativi e comportamenti antisociali durante l’adolescenza. Si è somministrato, a scuola, un questionario a 405 adolescenti (152, 37.4% maschi) di età compresa tra i 16 e 20 anni. Lo strumento somministrato comprende le scale relative a: eventi di vita negativi, legame affettivo con i genitori e comportamenti antisociali. I risultati evidenziano come gli eventi di vita negativi siano legati positivamente ai comportamenti antisociali e negativamente al legame affettivo genitori figli. Inoltre, i risultati sembrano confermare, per il legame affettivo genitori-figli, il ruolo di mediazione e non quello di mediazione. Sono inoltre discusse le implicazioni teoriche e pratiche dei risultati

    Cosa pensano di sapere e cosa realmente sanno i genitori e i comportamenti antisociali dei figli durante la pre-adolescenza

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    La conoscenza che i genitori hanno delle attività dei figli è stata di recente oggetto di un importante dibattito teorico-empirico. In particolare, si è messa in discussione la relazione esistente tra ciò che i genitori ritengono di sapere, la reale conoscenza che questi ottengono e le strategie di monitoraggio che attivano per conoscere le attività dei figli. Il presente studio ha l’obiettivo di verificare la relazione esistente tra quello che i genitori ritengono di sapere e la reale conoscenza circa le attività dei figli e di verificarne l’effetto protettivo nell’insorgenza di comportamenti antisociali in un campione di preadolescenti. E’ stato somministrato un questionario a 224 preadolescenti (52.2 % maschi) di età compresa tra 11 e 14 anni (M = 12.9, d.s. = .90). Sono state inoltre raccolte informazioni attraverso un questionario somministrato ad uno dei genitori (71.9% di protocolli ritornati). Lo strumento somministrato ai ragazzi comprendeva le scale relative al sostegno dei genitori, la frequentazione di pari devianti, i comportamenti antisociali e la conoscenza che i genitori hanno delle attività dei figli (conoscenza reale). Questo ultimo aspetto è stato indagato anche nei genitori (conoscenza percepita). I risultati hanno evidenziato come esista un modesto legame tra ciò che i genitori pensano di sapere e quello di cui sono realmente a conoscenza e come questa relazione sia mediata dal calore della relazione genitori-figli e dal genere di questi ultimi. Sostegno percepito dai figli e conoscenza percepita dai genitori insieme alla frequentazione di ragazzi con pari devianti sono risultati in relazione con l’assunzione di comportamenti antisociali. I risultati confermano come la conoscenza che i genitori ritengono di avere delle attività dei figli sia negativamente legata all’assunzione di comportamenti indesiderati nei figli. Sono infine discusse le possibili implicazioni circa la re-interpretazione delle strategie di monitoraggio

    Comportamenti a rischio e sintomi psicosomatici negli adolescenti Italiani.

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    Scopo dello studio è presentare la prevalenza di alcuni sintomi di natura psichica e somatica in un campione di adolescenti italiani e la loro associazione con la frequenza di comportamenti a rischio. Il lavoro presentato è parte di una più ampia indagine denominata “Health Behaviour in School Aged Children” (HBSC), che è uno studio trans-nazionale promosso dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’indagine viene svolta attraverso un questionario, messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale, che indaga principalmente lo stato di salute e gli stili di vita ad essa legati. 92 scuole superiori sono state selezionate casualmente dall’elenco delle scuole italiane pubbliche e private e il questionario è stato compilato da un campione di 1229 soggetti (44.6% maschi) rappresentativo degli adolescenti italiani di seconda superiore (età media = 15.89; DS = .30). I risultati hanno messo in evidenza come l’associazione tra i comportamenti a rischio (uso di tabacco, cannabis e altre droghe, ubriacature, rapporti sessuali protetti e non e bullismo) ed i sintomi psicosomatici varia in funzione del genere. Inoltre, è stato evidenziato un gradiente tra i comportamenti a rischio multipli e questi sintomi. I comportamenti a rischio risultano dunque significativamente associati ai sintomi psicosomatici. Sulla base di queste evidenze sono discusse le possibili implicazioni rispetto alle campagne di prevenzione e agli sviluppi futuri di ricerca

    Contributo all'adattamento italiano della Teacher-Child Rating Scale

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    Introduzione: L’esigenza di disporre di strumenti per l’identificazione precoce di soggetti a rischio di disadattamento scolastico è sempre più sentita. Questi strumenti possono anche essere usati per la verifica dell'efficacia di programmi di prevenzione primaria e secondaria. Scopo di questo lavoro è quello di presentare un contributo all’adattamento italiano della scala “Teacher-Child Rating Scale” (T-CRS, Hightower, Work, Cowen, Lotyczewski, Spinell, Guare e Rohrbeck, 1986). La T-CRS è nata dall’esigenza, all’interno del Primary Mental Health Project, di utilizzare una scheda di osservazione agile, veloce e allo stesso tempo in grado di individuare efficacemente quei ragazzi della scuola elementare che possono richiedere un programma di sostegno prima che eventuali segnali di disagio possano cristallizzarsi in problemi più gravi e di difficile soluzione. Metodi: L'adattamento italiano è stato condotto su un campione di 938 soggetti di 14 scuole elementari. Risultati: La versione italiana della T-CRS ha ottenuto buoni coefficienti di attendibilità e validità. Conclusioni: La scala può essere uno strumento utile per quei programmi orientati alla riduzione del disadattamento scolastic

    L'approccio ecologico allo studio della depressione durante la fase preadolescenziale

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    La depressione è il più comune problema psichiatrico durante la fase adolescenziale ed è associato ad una serie di importanti inabilità funzionali, suicidio e comorbilità psichiatrica. Adottando un approccio ecologico, il presente studio ha l’obiettivo di verificare i fattori protettivi e di rischio della depressione per i preadolescenti, legati alle relazioni familiari (sostegno, attività e conflitto), al senso di comunità a scuola e nella zona di residenza. E’ stato somministrato un questionario a 224 preadolescenti (52.2 % maschi) di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (M = 12.9, DS = .90). Lo strumento somministrato comprendeva le scale relative al sostegno, alle attività e ai conflitti con i genitori, al senso di comunità a scuola e nella zona di residenza e alla depressione. I risultati hanno evidenziato come i principali fattori legati ai punteggi di depressione dei preadolescenti siano i conflitti (fattore di rischio) ed il sostegno (fattore protettivo) familiare. Lo studio conferma inoltre come il senso di comunità a scuola rivesta un importante ruolo protettivo nell’insorgenza di questi problemi, in particolar modo per i ragazzi che risultano avere una relazione problematica con i propri genitori

    Uso di sostanze alcoliche e stili genitoriali: quale relazione nell'epoca di trasformazione della famiglia?

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    Obiettivo dello studio è di verificare quali siano le caratteristiche dello stile genitoriale (autorevole, autoritario, indulgente e negligente) che incidono sull’uso di alcolici in adolescenza. Il lavoro presentato è parte di una più ampia indagine denominata “Health Behaviour in School Aged Children” (HBSC), che è uno studio trans-nazionale promosso dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’indagine viene svolta attraverso un questionario, messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale, che indaga principalmente lo stato di salute ed i comportamenti ad essa legati. Il questionario è stato compilato da un campione di 2361 adolescenti (51.2% maschi) di età media pari a 15.88 anni rappresentativo degli adolescenti veneti che frequentano la seconda superiore. I risultati hanno messo in evidenza come il fenomeno “uso di alcolici” sia maggiormente diffuso nella regione (25.1%) piuttosto che nel resto d’Italia (19%). Le elaborazioni condotte tramite l’analisi della regressione logistica, hanno evidenziato come principali fattori determinanti di rischio dell’uso di alcolici siano il genere maschile, l’età e lo stile genitoriale negligente e autoritario. Sono inoltre discusse le possibili implicazioni rispetto all’utilizzo dei dati

    Relazioni longitudinali tra rapporti familiari e comportamento antisociale: E' davvero rilevante lavorare sulla relazione genitori figli durante lo sviluppo preadolescenziale?

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    Lo scopo di questo lavoro è quello di verificare la relazione bidirezionale tra lo sviluppo di comportamenti antisociali in preadolescenza e la relazione genitori figli (in termini di sostegno genitoriale e conflitti genitori-figli). Il metodo delle equazioni strutturali è stato applicato ai dati, raccolti attraverso un questionario, di uno studio longitudinale (10 mesi) relativo a 139 studenti ( 54 % maschi). I risultati sembrano indicare una sostanziale stabilità dei costrutti in esame nei due tempi. Inoltre non è stata riscontrata una relazione significativa tra i differenti costrutti nei due tempi, tranne nel caso delle femmine tra conflitti genitori-figli (t1) e comportamento antisociale (t2). Nonostante le notevoli limitazioni, lo studio sembra suggerire un non-effetto del comportamento antisociale dei figli sulla relazione con i propri genitori e viceversa. Vengono inoltre discusse le implicazioni teoriche e per future ricerche
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