1,720,965 research outputs found

    The pharmacopoeias in Ferrara: history of the pursuit of the Italian unification

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    At the end of the 17th Century Ferrara is in need of an official pharmacopeia. Even if many were mentioned to work together, Francesco Maria Nigrisoli will honourably take responsibility on the project in the end. Cum haec igitur animo agitarem, nunquàm enim componendae Pharmacopee Ferrariensi manum admovere ... If we have a look at the past, relevant names of the “Studio Ferrarese” gave an important contribute to the world of medicine and pharmacy: referam praeclara duo illa Medicorum Ferrariensium lumina, Antonium Musam Brasavolam, & Ioannem Manardum. Nigrisoli’s Pharmacopeia was written in Latin (1725) and is divided into “XII classes” of galenic preparations. The prescriptions of Ferrara were analysed meticulously. In 1798 Antonio Campana will propose a modern private Pharmacopeia that will be very successful internationally. It was written in Italian and soon replaced the previous one that was in Latin. Only after some decades after the Italian unification the first Farmacopea Ufficiale Italiana was published: it was 1892

    La fortuna della Pommade d'Helmerich

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    All'inizio dell'Ottocento un medico chirurgo militare olandese, Christian-Fredrich Helmrich (n. 1766), promette la risoluzione della scabbia in 48h con un rimedio inizialmente a formula segreta. Si tratta di un nuovo preparato a base di zolfo, di grande efficacia e di grande successo. Uno studio di documenti manoscritti ottocenteschi ne dimostra l'uso presso l'Ospedale S. Anna in Ferrara. I rimedi suggeriti nelle farmacopee ferraresi del Nigrisoli e del Campana risultano ormai superati. La pomade d'Helmerich è ancora riportata nella XII FUI

    Scorpioni, meduse e ragni come fonte di una nuova generazione di farmaci biomimetici prodotti mediante biotecnologie

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    The animal kingdom is a source of drugs since long time and also nowadays, in several countries, they are still presents as recipes in drugs. Moreover, traditional use are a source of consistent inspiration for the drug development and in recent years the composition and mechanistic aspects of the components of ancients recipes have been clarified. However, nowadays it is not anymore acceptable to apply methods of production and extraction that cause sufferances to animals. In this regards biotechnology consent to obtain complex biomolecules through the recombinant DNA techniques, in a more pure form and without the use of animals but yeast or bacteria. This represents a new paradigm in drug development and further support the necessity to deepen the knowledge on recipes described in ancient preparation

    Una lumaca nella Biblioteca Maggioni

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    Snails and slime in particular can be found very often in the classical pharmaceutical literature, not only in the Regimina sanitatis precepts, but also in galenic. The therapeutic and cosmetic properties are still confirmed nowadays. The aim now is to develop products for the dietary cosmetic and pharmaceutical markets by promoting the use of the Secreto di Chiocciola as an excellent raw material and also by offering a high standard quality and a safe, healthy product from the microbiological point of view

    Farmaci Biomimetici da produzioni biotecnologiche

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    Il mondo animale risulta nei trattati di materia medica quasi ancillare alla botanica medica. Pur tuttavia ogni autore non manca di dedicare, seppure in maniera minore, una sezione alle materie di origine animale per le loro virtù terapeutiche. Oggi, l’approccio tradizionale alla sviluppo di farmaci sta vivendo una forte fase revisionista, un approccio attuale e nello stesso tempo attento alla storia del farmaco consiste nella rivisitazione di antichi rimedi in una rilettura alla luce delle moderne tecnologie. In questo contesto la ricerca sul farmaco si sta allargando dal regno vegetale a quello animale. Lo scorpione terrestre e marino, il polmone marino e i ragni ricorrono negli antichi testi come fonte di medicamenti, ma a causa della impossibilità di comprendere quali delle proteine di questi animali fosse l’effettiva responsabile della azione biologica non si è mai potuto disporre di composti ben caratterizzati e purificati. Oggi però le biotecnologie consentono di disporre di tecniche per la produzione di proteine animali in cellule vegetali o batteriche mediante la tecnologia del DNA ricombinante. Lo scopo del presente lavoro è, dopo un primo excursus storico, una focalizzazione a Scorpio, Sea Raven, Jelly Fish, Spider e Ocean Pout come fonte di nuova generazione di farmaci biomimetici da produrre mediante biotecnologie, sia per lo studio di aspetti meccanicistici che per le loro potenzialità nella medicina rigenerativa, nel rinnovamento cellulare (effetti antietà) e nella produzione di principi immunomodulatori

    Segreti e virtù dello scorpione nelle carte Estensi

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    Un'opera manoscritta di dedica a Ercole I d'Este di Massa Baptista de Argenta (Ms. XV sec.) rivela nelle ultime carte bianche una ricetta, l'olio di scorpioni nella formula più semplice, conosciuta con il nome di San Bernardino: Scorpioni ben aizzati, Olio antico El quale olio vale contra peste contra veneno contra morsus vipis. Il composito - che fu nel Cinquecento la fortuna dei Castagno medici spagnoli alla Corte Estense - over'oglio contra peste, & veleni, che si fa ogn'anno per l'illustrissima comunità di Ferrara è a formula segreta. Non viene rivelata, se non nell'uso, in nessuna delle edizioni - dalla prima manoscritta all'ultima delle numerose a stampa - del Reggimento contra peste. Nel Ricettario medico-cosmetico (Ms. XVI sec) denominato Pseudo-Savonarola viene ripreso il Modo d'usar l'olio de m. Tomaso da Lucca contro la peste [...] si unge il cuore e tutti li polsi e se ne beve due gocce una sola volta con un poco di vino bianco. Il recupero negli Archivi di note di spesa (1568 e 1591) delle robe comprate in Venetia per fare il composito [...] in la spiciaria dell'Ospitale della beata S. Anna, per Zan Paulo Castagno indicherebbe un'alta corrispondenza con la ricetta nota del Mattioli. Il Nigrisoli (Farmacopea ferrarese, 1723) conferma questa ipotesi: gli oli, indicando per primo l'olio del Mattioli, non multum distant à compositione dell'olio ferrarese, che risulta comunque il più valente. Il veleno dello scorpione studiatissimo oggi rivela, tra le molte, attività antimicrobica, immunizzante, antitumorale, antidolorifica, afrodisiaca

    Il Tesoro della Sanità

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    L’Accademia Italiana di Storia della Farmacia, che ha come fine la diffusione e l'incremento degli studi storico-farmaceutici in tutti i loro aspetti, incoraggia e sostiene tutte le iniziative atte a ricercare i tesori nascosti in biblioteche e in sorprendenti fondi e archivi privati. In quest’ottica per questo libro le autrici hanno indagato le sezioni Silvestriana e Concordiana della Biblioteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo. Si è così potuto reperire un centinaio di opere tra storie naturali, trattati di medicina, erbari (talvolta in unione con bestiari e lapidari), prontuari farmaceutici, suggerimenti alimentari e consigli di igiene, che vanno dalla fine del Quattrocento sino all'ultimo decennio dell'Ottocento. Tutta la documentazione è proposta agli specialisti e alle persone dotte, ma pure agli appassionati e ai lettori comuni tramite uno splendido corredo iconografico: un itinerario nel passato per riavvolgere il film del lento, difficile e tortuoso cammino compiuto dall’uomo per preservare o riacquistare il benessere fisico e psichico. Lo studio guiderà il lettore nel viaggio entro il ricco patrimonio librario dell’Accademia dei Concordi, che riesce sempre a sorprendere con nuove meraviglie

    Del multiforme ingegno di Antonio Campana, (1751-1832)

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    Il Contributo a più voci DEL MULTIFORME INGEGNO DI ANTONIO CAMPANA (1751-1832) si articola in tre sezioni: Sezione 1 Campana e la Fisica Sperimentale; Sezione 2 Antonio Campana: ferrarese e botanico; Sezione 3 Antonio Campana Alla ricerca di nuovi inediti chimico-farmaceutici

    L’Erbario Estense dell’Archivio di Stato di Modena: progetto di studio delle piante più notevoli dal lato storico, botanico e terapeutico

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    L’Erbario Estense, conservato nell’Archivio di Stato di Modena, risale alla seconda metà del 1500 ed è pertanto fra i più antichi d’Europa. Consta di 146 fogli, su cui sono incollati 180 exsiccata, di solito consistenti in una singola parte della pianta (una foglia, un ramo fiorifero ecc.); le filigrane dei fogli e le calligrafie delle scritte presenti presso i campioni sono talvolta diverse fra loro. Fu preparato a Ferrara, nel contesto dello Studio e della Corte estense, culturalmente assai vivace e frequentato da eminenti botanici europei, quali Amato Lusitano e John Falconer. Non si conosce l’autore dell’erbario, che potrebbe anche essere opera di più mani. L’erbario fu studiato per la prima volta da Jules Camus e Otto Penzig (1885); tuttavia, non ha mai goduto di una fama paragonabile a quella degli erbari coevi (Aldrovandi, Cesalpino ecc.). Il progetto di studio qui presentato mira a esaminare i campioni delle specie più notevoli dal lato storico, botanico e farmaceutico, per ottenere un’identificazione certa e notizie sulla loro storia. Un primo passo è già stato compiuto in questo senso, grazie all’analisi del campione n. 120, denominato «spigo nardo» nella scritta riportata accanto al campione stesso, riconducibile con buona probabilità a Nardostachys jatamansi (D. Don) DC., specie assai nota fin dall’antichità per le sue qualità officinali e cosmetiche. In parallelo, sono in corso anche alcune ricerche per cercare di stabilire l’autore dell’erbario
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