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Il Big Bang della trasparenza
Negli ultimi decenni la disciplina della trasparenza è stata profondamente influenzata dall’impatto della digitalizzazione sull’azione dei governi. Le innovazioni tecnologiche hanno portato la trasparenza a non essere più riferita solo al diritto dei cittadini di accedere ai documenti ma anche alla pubblicazione di informazioni sui siti istituzionali pubblici e al lancio dell’open data. La trasparenza modifica i suoi fini: si pluralizza, sicché è più corretto parlare al plurale di discipline delle trasparenze.
Il volume evidenzia le tante articolazioni del tema della trasparenza proponendo un confronto tra esse: la trasparenza delle amministrazioni pubbliche con quella degli organi costituzionali; quella degli uffici amministrativi con quella degli uffici politici; quella dei diversi livelli di governo dell’ordinamento nazionale; quella delle amministrazioni pubbliche tradizionali, da un lato, con quella delle autorità indipendenti e delle società a partecipazione pubblica, dall’altro lato; quella dei poteri pubblici italiani con quella dei poteri pubblici europei e globali; quella disposta per tutte le amministrazioni pubbliche e i procedimenti da esse gestiti con quella prevista per settori particolari.
Le domande principali a cui il libro cerca di rispondere sono le seguenti. Quali sono le linee di fondo dello sviluppo del sistema della trasparenza e quali tensioni si generano al suo interno? Quali sono i fini che esso persegue, i rapporti tra loro intercorrenti e, in particolare, come mutano, nel corso del tempo, le regole sulla composizione tra l’interesse alla trasparenza e quello alla riservatezza? Quali sono le conseguenze e i problemi derivanti dalla espansione degli obblighi di trasparenza e dalla modifica delle modalità previste per la pubblicazione delle informazioni
L'indipendenza del regolatore nazionale imposta dal diritto europeo e globale
La crisi economica e finanziaria ha riportato al centro dell'attenzione la questione della regolazione dei mercati: è ormai chiaro che se si vogliono integrare le economie dei vari Stati, è necessario che le regole essenziali dei mercati siano date da autorità indipendenti dall'influenza della politica e dei governi, che potrebbe supportare scelte neoprotezionistiche o particolaristiche. Ciò vale soprattutto per la concorrenza, le telecomunicazioni, l'energia, le banche: tutte materie per le quali l'Unione europea sostiene con forza la regolazione indipendente. Il libro spiega il valore dell'indipendenza, sul piano nazionale e sopranazionale, analizza i poteri dei regolatori indipendenti e i controlli che li riguardano. Ma esamina anche limiti e disfunzioni di alcune autorità indipendenti, emersi soprattutto nel corso della crisi attuale. Su questa base propone rimedi che consentano di rendere più efficace l'azione di tali autorità, non solo per rispondere alla crisi, ma per assicurare anche in futuro un'equilibrata governance della globalizzazione
The structural properties of multiple populations in globular clusters: The instructive case of NGC 3201
All multiple population (MP) formation models in globular clusters (GCs) predict that second population (SP) stars form more centrally concentrated than the first population (FP). As dynamical evolution proceeds, spatial differences are progressively erased and only dynamically young clusters are expected to retain a partial memory of the initial structural differences. In recent years, this picture has been supported by observations of the MP radial distributions of both Galactic and extragalactic GCs. However, more recent observations have suggested that in some systems, FPs might actually form more centrally segregated, with NGC 3201 being one significant example of such a possibility. Here, we present a detailed morphological and kinematic characterization of the MPs in NGC 3201, based on a combination of photometric and astrometric data. We show that the distribution of the SP is clearly bimodal. Specifically, the SP is significantly more centrally concentrated than the FP within similar to 1.3 cluster's half-mass radius. Beyond this point, the SP fraction increases again, likely due to asymmetries in the spatial distributions of the two populations. The central concentration of the SP observed in the central regions implies that it formed more centrally concentrated than the FP, even more so than what is observed in the present-day. This interpretation is supported by the key information provided by the MP kinematic properties. Indeed, we find that the FP is isotropic across all the sampled cluster extension, while the velocity distribution of the SP becomes radially anisotropic in the cluster's outer regions, as expected for the dynamical evolution of SP stars formed more centrally concentrated than the FP. The combination of spatial and kinematic observations provide key insights into the dynamical properties of this cluster and lend further support to scenarios in which the SP forms more centrally concentrated than the FP
The role of Type Ia supernova feedback on the second generation formation in globular clusters
Very little is known about the physical processes which determined the end of star formation in globular clusters (GC). By means of 3D hydrodynamic simulations, we study for the first time how the formation and the chemical properties of second generation (SG) stars in a massive proto-GC are affected by SNe Ia explosions belonging to the first stellar generation, one likely cause for the quenching of star formation in these systems. In our model, the formation of SG stars starts ∼ 40 Myr after the cluster birth and is due to the retention of the fresh ejecta of first generation asymptotic giant branch stars plus accretion of cold, pristine gas. At the same time, SNe Ia start exploding, carving hot and tenuous bubbles in the interstellar medium. I have focused on SNe Ia effects on the iron and helium abundances and studied the role of various parameters in regulating the efficiency of SN Ia feedback. According to our results, SN explosions are able to halt star formation only if the pristine gas is tenuous (with density ∼ 1cm-3), whereas they have little effects if the pristine gas density is ∼ 10 cm-3. Finally, we show that gas from SNe Ia may produce an iron spread as found in Type II GCs, an anomalous sub-category of GCs
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