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Perché l'Orbis Dictus. Nuove ipotesi per lo sviluppo della didattica in rete
In che modo la tecnologia può contribuire a insegnare tutto a tutti, realizzando l’obiettivo enunciato da Comenio? In questo libro si presenta il progetto Orbis dictus (B. Vertecchi), il cui scopo è proporre nuove soluzioni per l’apprendimento (A. Poce), superare le barriere linguistiche (C. Angelini), stabilire un equilibrio positivo tra modelli didattici e sistema tecnologico (F. Agrusti).How can technology contribute to respond to Comenius’ purpose to teach everything to everybody? This book presents the Orbis dictus project (B. Vertecchi), aiming at proposing new learning solutions (A. Poce), overcoming linguistic barriers (C. Angelini), establishing a positive balance between teaching models and technological systems (F. Agrusti)
Prevenzione e diagnosi dell'illetteratismo. Un progetto di ricerca nella Regione Campania / Prevention and Diagnosis of Illiteracy. A research project in the Campania region of Italy
Vittoria Gallina – Benedetto Vertecchi, Presentazione1. Qual è il nome del progetto'
Ricerche in corso – Verba sequentur
Verba sequentur è parte della più ampia attività sperimentale In intellect et in sensu, ideata da Benedetto Vertecchi e promossa a partire dal 2013 dal gruppo di ricerca LPS (Laboratorio di Pedagogia Sperimentale) dell’Università Roma TRE. Il progetto è stato sviluppato a partire dall’analisi dei risultati di un’altra esperienza sperimentale, Nulla dies sine linea (Vertecchi et al., 2016), che ha evidenziato come le difficoltà di scrittura, riscontrate in particolare nei bambini della scuola primaria, possono essere contrastate grazie all’esercizio quotidiano della stessa, fornendo sollecitazioni adeguate alle quali i bambini hanno risposto dimostrando entusiasmo e disponibilità. L’attività didattica proposta all’interno del progetto nella prima fase di sperimentazione si compone della parafrasi e del commento del testo letterario. La sezione a cura di M. R. Re definisce la tipologia scelta per gli esercizi di scrittura
Il digitale nei processi educativi: sfide e/o opportunità? La prospettiva pedagogica di Benedetto Vertecchi
In una società volta alla digitalizzazione dei processi, il tema della crescita delle competenze digitali è degno di nota: nel tentativo di addentrarsi nel vivo della problematica del digitale a scuola e cercando di dare un plausibile significato pedagogico a questo annoso tema critico, sono stati proposti alcuni pregnanti interrogativi a Benedetto Vertecchi
Società, educazione, cultura
I dati rilevati nell'ambito di grandi indagini internazionali segnalano il presentarsi e il rapido aggravarsi di tendenze involutive nella cultura della popolazione. Frazioni consistenti di adulti stanno perdendo la capacità di utilizzare il linguaggio alfabetico per formulare o ricevere messaggi.
Il fenomeno è spesso indicato con l'espressione analfabetismo di ritorno, ma si tratta di una dizione impropria, perché non ci si trova di fronte ad analfabeti (persone prive del codice), ma a persone che hanno perso la capacità di comprendere messaggi espressi mediante simboli. Meglio dunque parlare di illetteratismo. Le frazioni di popolazione più investite dalla regressione illetterata sono proprio quelle cui si rivolge parte consistente dell'offerta di formazione professionale: ci si dovrebbe chiedere, quindi, come stabilire con tali persone un rapporto positivo sul piano dell'apprendimento, quali caratteristiche dovrebbe possedere l'offerta, come colmare il divario tra un profilo culturale virtuale, sulla base del quale si organizzano le attività di formazione, e quello reale.
Rispondere a simili interrogativi è una condizione necessaria per dare senso agli interventi di formazione professionale rivolti alla popolazione adulta. Le regioni, che hanno la maggiore responsabilità nel predisporre piani per la formazione, dovrebbero poter decidere in base ad un'accurata ricognizione delle caratteristiche culturali della popolazione. In questo libro si presentano e si discutono i risultati di una ricerca, il Progetto Predil (Prevenzione e diagnosi dell'illetteratismo), che si è proposta di offrire un contributo per procedere nella direzione indicata.
Il Progetto Predil è stato sostenuto dalla Regione Campania e sviluppato dal Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell'Università Roma Tre. Il quadro che emerge dalla ricerca rivela ad abundantiam quanto sia debole il contesto in cui si attua la formazione professionale. Si è portati a ritenere che per conferire qualità ai piani di formazione si debbano preliminarmente sviluppare azioni di recupero, consolidamento e sviluppo delle competenze culturali di base
Ricerche in corso – Verba sequentur
Verba sequentur è parte della più ampia attività sperimentale In intellect et in sensu, ideata da Benedetto Vertecchi e promossa a partire dal 2013 dal gruppo di ricerca LPS (Laboratorio di Pedagogia Sperimentale) dell’Università Roma TRE. Il progetto è stato sviluppato a partire dall’analisi dei risultati di un’altra esperienza sperimentale, Nulla dies sine linea (Vertecchi et al., 2016), che ha evidenziato come le difficoltà di scrittura, riscontrate in particolare nei bambini della scuola primaria, possono essere contrastate grazie all’esercizio quotidiano della stessa, fornendo sollecitazioni adeguate alle quali i bambini hanno risposto dimostrando entusiasmo e disponibilità. L’attività didattica proposta all’interno del progetto nella prima fase di sperimentazione si compone della parafrasi e del commento del testo letterario. La sezione a cura di M. R. Re definisce la tipologia scelta per gli esercizi di scrittura
"Parte prima - I problemi" in Origini e sviluppi della ricerca valutativa
È sempre più frequente che chi ha responsabilità in campo educativo (non importa se a livello didattico o di gestione) riconosca l'esigenza di sviluppare procedure adeguate per la valutazione. In una prima fase l'esigenza era soprattutto quella di migliorare le caratteristiche dei giudizi espressi sugli apprendimenti degli allievi, ma negli ultimi decenni l'orizzonte di riferimento si è venuto progressivamente allargando, fino a comprendere l'insieme degli aspetti che identificano l'attività educativa.Un contributo importante alla crescita di attenzione nei confronti della valutazione è quello fornito dalle organizzazioni internazionali che, fin dalla fine degli anni sessanta, hanno promosso rilevazioni e analisi a carattere comparativo. Se all'origine di tali iniziative (è il caso delle rilevazioni effettuate dall'International Association for the Evaluation of Educational Achievement - Iea) c'era l'intento di contribuire attraverso la comparazione ad accrescere la consapevolezza dei problemi che ciascun sistema scolastico avrebbe dovuto affrontare per il progresso dell'educazione, in un secondo momento (è questa l'impostazione in base alla quale si sono sviluppate le ricerche promosse dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico - Ocse) hanno assunto un crescente rilievo gli aspetti economici e organizzativi del funzionamento dei sistemi scolastici, tanto che ormai i dati delle rilevazioni comparative sono utilizzati, secondo i casi, per sostenere l'esigenza di accrescere gli investimenti o di ridurre la spesa. Quando ciò avviene si è di fronte alla perdita di autonomia della cultura dell'educazione, che si mostra incapace di formulare interpretazioni autonome. Eppure si dovrebbe essere consapevoli della specificità della conoscenza educativa, che deve preoccuparsi non solo di ciò che appare nei tempi brevi (dai livelli degli apprendimenti alle condizioni organizzative), ma soprattutto di ciò che potrà intervenire nei tempi lunghi
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