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ICONOSFERA E PROSPETTIVE ETICHE. L’(IN)VULNERABILITÀ DEL SOGGETTO DI FRONTE ALLA COMUNICAZIONE VISIVA IN RETE
Introduzione: Social media, democrazia e infosfera. Orizzonti di una nuova vulnerabilità
L’espansione incontrollata delle tecnologie se ha esposto l’individuo a nuove forme di vulnerabilità ha altresì cambiato radicalmente lo stile comunicativo tra personaggi pubblici e cittadini. L’interazione del corpo con la macchina espone a possibilità e, al contempo, a pericoli inediti. Districarsi tra centinaia di notizie, immagini, interazioni, conversazioni, offerte, identità, molte delle quali potrebbero essere malevole oppure generate da bot, diventa sempre più difficile, fino a rasentare l’impossibilità a causa della rapida ascesa del deep-fake. Possiamo dunque ancora pensare l’“infosfera” in termini di “verità”, “realtà” e “senso comune”, magari aggiungendo il prefisso “post-”, o si tratta di categorie oramai superate? Dall’altro lato, l’emergere di un registro personalistico e confidenziale tra pubblici poteri e cittadini, senza la tradizionale mediazione degli esperti, è alla base di molti fenomeni di difficile categorizzazione, che spesso sfociano in polarizzazioni estreme. I concetti politici tradizionali si dimostrano resilienti di fronte ad essi? Le nuove tecnologie hanno alterato il modo di concepire l’azione politica
Homo Consumens, Amidst Advertising and ‘Sports’ Fast Fashion. The Role of Ethics in Marking Out the Vulnerability of Consumers
Nowadays, with the Internet and the algorithmic machines, not only has fashion advertising become ubiquitous and engaging, advertising media has also become a paragon for other communicative languages. The relationship between
fashion and advertising has certainly implemented the sales and visibility of lots of brands but it has also boosted consumerism as a guide for our buying decisions. Such consumerism-centred phenomenon has paved the way to the development and success of fast fashion, making people free to experiment with their own identity and suggesting new choice criteria. Such a dimension will be brought into focus by exploring the advertising of (fast) fashion for the promotion of psychophysical wellbeing. Post pandemic crisis and the strengthening of people’s central role and responsibility in personal and collective health, a lot more attention has been paid to wellbeing and therefore to body care. Some areas of fashion have tapped into the new vulnerabilities of today’s consumers and have boosted not just
the consumption of goods and activities that promote psychophysical wellbeing, but also a lifestyle that is about not “consuming” the body and opting instead for long-term wellbeing, thus prompting people to reflect on the role of fashion experiences and on their own choices in a conscious, self-directed way
Introduzione: social media, democrazia, infosfera. Orizzonti di una nuova vulnerabilità.
L’espansione incontrollata delle tecnologie se ha esposto l’individuo a nuove forme di vulnerabilità ha altresì cambiato radicalmente lo stile comunicativo tra personaggi pubblici e cittadini. L’interazione del corpo con la macchina espone a possibilità e, al contempo, a pericoli inediti. Districarsi tra centinaia di notizie, immagini, interazioni, conversazioni, offerte, identità, molte delle quali potrebbero essere malevole oppure generate da bot, diventa sempre più difficile, fino a rasentare l’impossibilità a causa della rapida ascesa del deep-fake. Possiamo dunque ancora pensare l’“infosfera” in termini di “verità”, “realtà” e “senso comune”, magari aggiungendo il prefisso “post-”, o si tratta di categorie oramai superate? Dall’altro lato, l’emergere di un registro personalistico e confidenziale tra pubblici poteri e cittadini, senza la tradizionale mediazione degli esperti, è alla base di molti fenomeni di difficile categorizzazione, che spesso sfociano in polarizzazioni estreme. I concetti politici tradizionali si dimostrano resilienti di fronte ad essi? Le nuove tecnologie hanno alterato il modo di concepire l’azione politica
Premessa. Etica, conoscenza, spazio pubblico.
Il volume tratta dell'apparente divaricazione tra etica e conoscenza scientifica, prassi e teoria. La distinzione dei due ambiti è messa in discussione dal crescente sviluppo delle nuove tecnologie e dei sistemi d'intelligenza artificiale. Gli impatti della ricerca sono infatti di grande rilevanza e la loro regolamentazione sul piano etico diviene un punto imprescindibile per evitare un utilizzo scorretto delle conoscenze acquisite. L'avvento delle nuove tecnologie ha resto siffatto sodalizio ancora più necessario, ridefinendo l'idea di natura, di autonomia e di agire morale, e aprendo a nuovi interrogativi etici. In questo contesto il suolo della sfera pubblica è fondamentale poiché va a definire e a influenzare i contorni del quadro in cui il dibattito si sviluppa. I contributi del volume guardano a tali questioni da varie angolazioni, mettendo in proficuo dialogo tematiche epistemologiche, etiche e politiche
PREMESSA. IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA PER E IN UN CONTESTO DEMOCRATICO
Il volume riflette sulla relazione sempre più emergente nella società contemporanea tra etica e tecnologia. In particolare si indaga il dialogo tra informazione, comunicazione e scienza in un contesto democratico che corre il rischio oggi di divenire sempre più tecnocratico. La competenza degli esperti, la capacità o incapacità di comprensione dei dati scientifici e l’autonomia delle decisioni debbono potersi integrare consapevolmente per evitare di cadere nella disinformazione scientifica e, dunque, nella possibile scelta di comportamenti inappropriati. E la comunicazione della pandemia Covid-19 attraverso i mass media e la tecnologia più in generale può considerarsi un terreno di indagine emblematico
(In)formazione scientifica e democrazia
Il volume riflette sulla relazione sempre più emergente nella società contemporanea tra etica e tecnologia. In particolare si indaga il dialogo tra informazione, comunicazione e scienza in un contesto democratico che corre il rischio oggi di divenire sempre più tecnocratico. La competenza degli esperti, la capacità o incapacità di comprensione dei dati scientifici e l’autonomia delle decisioni debbono potersi integrare consapevolmente per evitare di cadere nella disinformazione scientifica e, dunque, nella possibile scelta di comportamenti inappropriati. E la comunicazione della pandemia Covid-19 attraverso i mass media e la tecnologia più in generale può considerarsi un terreno di indagine emblematico
The Prismatic Shape of Trust 2. Authors and Problems
This issue of «Teoria» constitutes the second of two volumes focused on the theme of trust. If in the previous one space has been given to a decidedly more theoretical approach, in this second issue trust is deepened in a historical-chronological perspective, focusing on some authors of the history of thought in which this question has been explicitly addressed. It is a collection of essays that aims to open the contemporary debate on the subject to further and subsequent developments
New challenges in decision-making processes / Nuove sfide nei processi di decisione
Il cibo oggi è diventato una questione di scelta, cioè una questione etica. La sua funzione e distribuzione possono infatti essere fonte di ingiustizie, di danni pe rl'ambiente, di crudeltà verso altre specie. Questo fasciolo di "Teoria" vuole approfondire alcune di queste tematiche e discuterle in una prospettiva sia filosofica, sia interdisiciplinare
CIVIC AGENCY E NUOVI MEDIA. CONTRO UN’ETICA DEL NARCISISMO, PER UNA VISIBILITÀ RESPONSABILE
La visibilità ha assunto un ruolo sempre più preponderante nella sfera pubblica odierna. Da un lato la cittadinanza, nell’ esprimere le proprie opinioni e partecipare alle attività pubbliche, mira a far sentire sempre più la propria voce; dall’altro lato, i pubblici poteri cercano di mostrare il proprio operato, presente e futuro. Con i media digitali si sono aperti nuovi spazi per tali processi di visibilità, in cui potere e pubblici possono informare, essere informati, ma anche valorizzare o screditare attraverso nuovi canali e strategie. La visibilità di chi comunica attraverso tali media, se da un lato può mostrare con maggiore trasparenza l’immagine istituzionale, dall’altra parte può promuoverne una immagine falsata. La sfera pubblica sembra un palcoscenico in cui privato e pubblico si intrecciano fino a perdere i loro confini. I media digitali portano tale palcoscenico in spazi altri rispetto ai media mainstream, spazi che partono dal quotidiano in cui i pubblici possono partecipare più facilmente. La civic agency poi, tramite la rete, se assume una certa visibilità, può rientrare nel circuito dei media mainstream. Si tratta però di una agency e di una visibilità mutevoli, fluidi e frammentati che possono produrre immagini alterate delle istituzioni e della cittadinanza. Il simposio mira dunque a sviluppare una riflessione etica per la creazione di una relazione virtuosa tra visibilità percepita e rappresentata, civic agency e comunicazione mediale
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