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L'esistente attivo. Una lettura della finalità di Raymond Ruyer all'incrocio delle opere degli anni Cinquanta.
Isomorfismi. Forme del pensiero, forme della realtà
Il sesto numero di Philosophy Kitchen dal titolo “Isomorfismi. Forme del pensiero, forme della realtà”, intende indagare il concetto di “isomorfismo”, o meglio l’uso filosofico dello stesso in risposta a domande ontologiche ed epistemologiche. Letteralmente, l’isomorfismo è definito come una relazione di equivalenza tra insiemi relati (, ) che preserva l’ordine – ossia una funzione iniettiva f da a su b tale che per ogni c, d ∈ a, cRd se e soltanto se f(c)Sf(d). Nel corso del Novecento, l’utilizzo di tale nozione è stato tuttavia esteso dall’ambito strettamente logico-matematico ad altre discipline con un’inevitabile risemantizzazione; in particolare in filosofia essa è stata impiegata per descrivere una relazione di corrispondenza di tipo epistemologico tra soggetto e oggetto o di tipo metafisico tra strutture del reale
La costruzione di un dialogo tra architettura e filosofia. Strumenti e prospettive.
Il volume che presentiamo raccoglie i contributi del Corso di Eccellenza Schema.
Towards a philosophical-architectural dictionary che si è svolto presso il
Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino nell’estate del 2018
EXTRA#3 \ Schema. Verso un dizionario filosofico-architettonico
Il volume che presentiamo raccoglie i contributi del Corso di Eccellenza Schema. Towards a philosophical-architectural dictionary che si è svolto presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino nell’estate del 2018. Il corso di eccellenza è stato l’occasione di intraprendere un lavoro organizzativo condiviso tra esponenti di due discipline: architettura e filosofia. Sul lato della filosofia, ha contribuito il gruppo di ricerca che fa capo alla Redazione di Philosophy Kitchen. Rivista di filosofia contemporanea, sotto il coordinamento scientifico di Giovanni Leghissa
Fini senza scopi. Percorsi di neofinalismo tra Raymond Ruyer e Maurice Merleau-Ponty
Obiettivo che questo volume si propone non è né la ricostruzione filologica del dibattito finalistico nella storia (più o meno recente) della filosofia né una determinazione oggettiva del concetto di finalità, ma di ridare vita a un gesto teoretico del Novecento che non ha ancora esaurito la sua vitalità. Il pensiero neofinalista – che trova in Raymond Ruyer il suo padre putativo – può rappresentare un campo di ricerca fertile per affrontare temi d’attualità filosofica: dal rapporto tra il vivente e la macchina, alla portata “pratica” di una filosofia dell’organismo, passando per questioni più propriamente epistemologiche e cosmologiche.
La sfida di questo volume consiste nell’ibridare il pensiero neofinalista con la fenomenologia d’ispirazione dialettica di Maurice Merleau-Ponty, tentando di aprire sentieri filosofici che con troppa fretta sono stati considerati “interrotti”. Attraverso l’intreccio e il reciproco sporcarsi delle filosofie di Ruyer e Merleau-Ponty, il volume aspira a mappare quella che non può essere considerata una linea minoritaria di problematiche filosofiche
Meditazioni sull'amore
Sebbene la questione ecologica sia centrale nel dibattito filosofico e scientifico da Come l’essere, anche l’amore si dice in molti modi. Diverse sono le grammatiche dell’amore, e diverse sono le fenomenologie dell’esperienza amorosa. Complicati sono pure i fili che annodano le grammatiche dell’amore, che permettono cioè di raccontare le storie d’amore, con le esperienze amorose, le quali, anche quando si dicono nella parola non pronunciata dell’estasi erotica o nel silenzio che accompagna il lutto dovuto alla perdita dell’oggetto amato, sono sempre tese verso il loro dirsi, verso una narrazione possibile. Purificare, o emendare, tali grammatiche non è impresa facile, ma, riconoscendo che in molte di esse si cela la presenza – a volte nemmeno tanto nascosta – del dominio maschile o patriarcale, è per lo meno auspicabile fornirne una decostruzione
Philosophy Kitchen, 20, I/2023: dieci
Philosophy Kitchen compie dieci anni. Con questo numero festeggiamo questa decade, attraversando le linee di ricerca che hanno abitato la Rivista nella speranza di rilanciarle verso gli anni che verranno. Ecco dunque il nostro stato dell’arte, da cui scientificamente ripartiamo. Un numero costruito come un’occasione di riflessione sulla rivista stessa, uno sguardo introspettivo che guarda al passato e insieme lo proietta verso il futuro. Tra quelli passati e presenti, dieci membri del comitato di redazione hanno scelto un loro personale autore di riferimento: dieci autori che, dovendo scegliere, ci si porterebbe su un’isola deserta o, magari, che si salverebbe dal disastro universale, consegnandolo ai posteri. E dieci invitati, studiosi di riconosciuta fama chiamati a una rilettura di quegli autori, una esplorazione, un rilancio. A presentare e motivare le scelte, dieci introduzioni, che legano ciascun curatore, il suo autore e il suo invitato, liberamente scritte. Ciò che emerge è una super-sintesi della posizione di Philosophy Kitchen. Una posizione sfaccettata, proprio come il prisma trascendentale del primo numero, e costruita dalla e sulla contaminazione di sguardi e discipline. I dieci autori sono forse dei classici: non altrettanto le dieci letture che ne sono date, proprio perché una continua ri-fondazione del sapere è possibile e, quindi, necessaria
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