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Gavassa, Massenzatico, Pratofontana progetto di Moreno Veronese e Giovanni Avosani
L’elemento di forza dell’intero percorso progettuale è stato senza dubbio il ciclo di interviste e audizioni svolte nella primavera del 2008. L’elenco - preventivamente concordato con la Settima Circoscrizione - dei soggetti da intervistati, copre molte delle categorie di utenti che abitualmente vivono o frequentano (per lavoro o per tempo libero) Gavassa, Massenzatico e Pratofontana.
Complessivamente i soggetti intervistati sono stati 21, tra i quali: studiosi del campo sociologico e storico con conoscenza specifica dell’ambito di progetto; operatori dei servizi sociali; operatori della pubblica sicurezza; animatori locali e teatrali/organizzatori di eventi; rappresentanti degli istituti scolastici; famiglie “tradizionali” delle Ville; “nuove famiglie” delle Ville; rappresentanti di circoli ricreativi e aggregativi presenti nel territorio; rappresentanti delle istituzioni religiose; operativi nel campo delle attività tradizionali delle Ville; artisti residenti nel territorio delle Ville.
I risultati del percorso di ascolto, riassunti in uno specifico elaborato consegnato alla Circoscrizione, hanno consentito di definire, per ciascuna frazione, la Mappa delle Criticità e delle Emergenze, ossia la localizzazione cartografica di tutti i luoghi, i problemi, i punto di forza ed i punti di debolezza segnalati dagli attori intervistati. Le tre Mappe, quindi, hanno rappresentato un insieme di appunti utilissimi per iniziare la riflessione progettuale
Scheda VII. Nuovi documenti per Bernardo Vittone: il progetto per l’altare maggiore di San Giovanni Battista a Cirié (1738)
scheda relativa all’altare maggiore di San Giovanni Battista di Cirié, progettato dall’architetto Bernardo Vittone nel 1738 e analisi della relativa Istruzione, trascritta in appendice
Tracking Jespersen’s cycle in Veronese and Bresciano: Diatopic variation in sentential negation
This article provides an insight in the expression of sentential negation in two Italo-Romance varieties, i.e., Bresciano and Veronese. The fieldwork data gathered in Lumezzane (BS), Brescia, San Giovanni Lupatoto (VR) and Nogara (VR) shows an intriguing range of variation. The Veronese peripheral data displays the particle mia (local form of mica ) as a reinforcing negative element; central Bresciano shows a homogeneous pattern of postverbal negation, whereas in Lumezzanese the negative particle mia is completely grammaticalized. The general picture illustrates homogeneous negation patterns across the analysed structures, with all three stages of Jespersen’s cycle represented
Giovanni Battista Pighi, Catullo Veronese. Prolegomeni, testo critico e traduzione
van de Woestijne Paul. Giovanni Battista Pighi, Catullo Veronese. Prolegomeni, testo critico e traduzione. In: L'antiquité classique, Tome 32, fasc. 1, 1963. pp. 266-268
Alcune considerazioni sulla Resistenza veronese
Quaderno 3 dell'Istituto veronese per la storia della Resistenza
Breve biografia di Lorenzo Fava, alle pp. 53-5
Scheda III. Polittico con il Battesimo di Cristo del Maestro del polittico di Cirié (1535)
Scheda relativa al polittico con il Battesimo di Cristo del Maestro del polittico di Cirié (1535), opera donata dalla comunità di Cirié per essere posta sull’altare maggiore della chiesa di San Giovanni Battista e contestualizzazione dell'autore
Concorso: “Proposte per la riqualificazione delle frazioni extra urbane del comune di Reggio Emilia.” Progetto vincitore
L’operazione di riqualificazione e valorizzazione di Massenzatico, Pratofontana e Gavassa è stata intesa anche come un’oc- casione importante per compiere una ritessitura di trame insediative e sociali perdute negli anni più recenti e per far- ne, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali, la base per un processo di progressiva ricostruzione identitaria. Ricostruire un carattere identitario per le frazioni ed un loro nuovo ruolo nel sistema territoriale reggiano, rappresenta la chiave per contrastare l’idea sempre più diffusa che “in città si vive e nelle frazioni si dorme”. Con in mente un nuovo ruolo da rilanciare per questi ambiti, devono essere intraprese quelle politiche che possano rendere le frazioni “luoghi da vivere” sotto molti punti di vista. Certo non si parla solo di politiche urbanistiche: un simile obiettivo strategico deve essere perseguito attraverso politiche integrate, che interessino dagli aspetti sociali a quelli commerciali, da quelli formativi a quelli culturali, da quelli produttivi a quelli ricreativi
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