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    Orio Vergani: non solo reporter

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    Nel luglio 2022 un importante raccolta di carte di Orio Vergani e dei figli Guido e Leonardo è stata donata dai suoi nipoti ad Apice (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale), istituzione dell’Università degli Studi di Milano. La donazione costituisce un’importante occasione di studio e approfondimento dell’attività del grande giornalista, attivo in moltissimi campi (reportage, fotogiornalismo e letteratura, ma anche critica letteraria e d’arte, editoria, pittura, cinema, radio, pubblicità, enogastronomia), come dimostra il ritratto a tutto tondo di Vergani qui proposto sulla base di materiali inediti, ampiamente citati.In July 2022, Vergani’s nephews donated a collection of important papers by Orio Vergani and his sons Guido and Leonardo to APICE (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale), a vital institution belonging to The University of Milan. This donation represents an excellent opportunity to study Vergani’s interest in different fields: reportage, photojournalism, literature besides art and literary criticism, painting, cinema, the radio, advertising, wine and gastronomy. Everyone can find a compelling and complete portrait of Vergani studying his unpublished writings

    PoliHydra/hydra: fully coupled implementation

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    <p>The code in this release is the base for</p> <blockquote> <p><strong>G. Gobbi, C. Colombo, S. Miccoli, L. Vergani (2019)</strong>. A fully coupled implementation of hydrogen embrittlement in FE analysis. Advances in Engineering Software, 135. <a href="https://doi.org/10.1016/j.advengsoft.2019.04.004">doi:10.1016/j.advengsoft.2019.04.004</a></p> </blockquote&gt

    PoliHydra/hydra: weakly coupled implementation

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    <p>The code in this release was used for the examples in</p> <blockquote> <p>G. Gobbi, C. Colombo, S. Miccoli, L. Vergani (2018). A weakly coupled implementation of hydrogen embrittlement in FE analysis. Finite Elements in Analysis and Design, 141, pp. 17-25. <a href="https://doi.org/10.1016/j.finel.2017.11.010">doi:10.1016/j.finel.2017.11.010</a></p> </blockquote&gt

    Vincenzo Foppa da Milano a Brescia

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    Dopo un'assenza durata circa 20 anni, durante i quali aveva affinato il suo linguaggio in direzione di un naturalismo intimo e pacato, nel 1477 Vincenzo Foppa rientra a Brescia per completare la decorazione della Cappella Averoldi nella chiesa del Carmine, nella quale introduce inedite suggestioni ferraresi, le stesse che caratterizzano le altre sue opere databili a questi anni, come la bella "Madonna del libro" del Castello Sforzesco di Milano (1475 circa). Rientrato a Milano, dov'è documentato dal 1481 al 1489, vi assiste all'irresistibile ascesa di due nuovi protagonisti della scena artistica, Bramante e Leonardo, alle cui rivoluzionarie proposte reagisce in termini non scontati, recependone da un lato vari spunti iconografici e l'attenzione per la resa degli effetti atmosferici, e orientandosi dall'altro verso la sperimentazione di soluzioni strutturali, cromatiche e luministiche che sembrano voler talora riportare in scena, in un sottile gioco di contrasti, gli elementi più singolari della tradizione pittorica quattrocentesca. Rientrato a Brescia nel 1489, vi soggiornerà fino alla morte nel 1416, ottenendo il prestigioso ruolo di pittore ufficiale della città e importanti commissioni pubbliche e private, in un la sua resistenza alle novità in atto nella pittura milanese si sposano con l'evidente fascinazione per l'opera di Bramantino
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