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    Il "contratto di rete" come strategia di rigenerazione urbana. Il caso di Piazza Mercato a Napoli

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    Il paper affronta il tema della rigenerazione di aree urbane che vertono in condizioni di degrado fisico e socio-economico. In particolare, si proverà a contestualizzare il caso di Piazza Mercato a Napoli attraverso la teoria dei giochi e, nello specifico, il dilemma del prigioniero, condizione in cui i decisori massimizzano il risultato delle proprie scelte – per sé ma non per il gruppo – contribuendo al “degrado urbano” (che rappresenta una situazione di equilibrio sub-ottimale o non cooperativo, il noto Nash Equilibrium). L’obiettivo di questo contributo è individuare gli “strumenti” che possono favorire il superamento del dilemma del prigioniero, attraverso scelte cooperative che spingono gli agenti economici a preferire comportamenti atti a massimizzare il risultato del gruppo, ovvero la “riqualificazione urbana” (che rappresenta una situazione di equilibrio ottimale o cooperativo). In particolare, ci si chiederà quale sia la tipologia di cooperazione maggiormente in grado di favorire il raggiungimento di soluzioni ottimali. La “cooperazione strumentale e condizionale”, che nasce dall’adesione a sistemi di incentivi e punizioni (il contratto di rete, ad esempio) e/o la “cooperazione non strumentale” che nasce dalla fiducia genuina ed interpersonale tra gli agenti, quella cioè che non risponde alla logica individualistica

    Il dibattito sulla “responsabilità sociale di impresa”: una classificazione dicotomica

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    The paper tries to assess an exhaustive literature review about social responsibility, through examining two different analytical perspectives. The task is more actual when considering the emerging debate about the evolution of the concept of the nature of firm towards less classical ideas. Starting from the question: “What does characterize business/entrepreneurship?” we identify two schools of thought, the neoclassic which encompasses in profit maximization what strongly characterize a firm, and the institutionalist school which addresses the equilibrium of a set of values and interests that a firm is able to represent as its social fin

    Responsabilità sociale di impresa tra teoria e prassi. Il bilancio sociale come processo di costruzione di senso

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    Il concetto di responsabilità sociale di impresa è nato all’interno del dibattito accademico negli anni ’50. La definizione più recente è stata fornita dalla Commissione Europea con la comunicazione n. 681 del 2011 che l’ha definita come: la responsabilità delle imprese nei confronti della società. Siamo dunque di fronte ad un paradigma nuovo che guarda all’impresa come istituzione sociale e non più come mero attore economico. La responsabilità sociale di impresa non è solo una teoria accademica ma una realtà concreta che tende e deve svilupparsi all’interno delle organizzazioni. Il senso di responsabilità, la consapevolezza del proprio ruolo, la coscienza professionale, queste le motivazioni intrinseche su cui fondare una concezione virtuosa dell’operare di impresa, che si sintetizza nella ricerca di equilibri sostenibili nel tempo, di comportamenti capaci di creare e mantenere un tessuto di relazioni stabili e proficue con tutti i soggetti portatori di differenti interessi.Il libro è suddiviso in due parti. La prima parte è dedicata, da un lato, a presentare lo stato del dibattito sul tema della responsabilità sociale di impresa; dall’altro ad inquadrare l’orientamento dell’Unione Europea in materia di agire responsabile. La seconda parte analizza (dapprima in termini generali poi più specifici guardando al caso dell’impresa sociale) il tema del bilancio sociale, ovvero il processo attaverso cui si “rende conto” agli stakeholder degli effetti sociali ed ambientali dell’agire eticamente orientato

    Gli immigrati irregolari a Napoli: una duplice accezione di benessere

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    Il lavoro analizza le condizioni di “benessere” degli immigrati irregolari usando i dati dell’Indagine condotta nel 2009 nell’ambito delle attività sanitarie nell’ambulatorio del Centro per la tutela della salute degli immigrati per Stranieri temporaneamente presenti. Obiettivo generale del lavoro è valutare la qualità di vita dell’immigrato, in termini di percezione obiettivabile da parte dell’immigrato stesso, a tal fine si è fatto ricorso ad uno strumento di misurazione della percezione dello stato di salute noto come Visual Analogue Scal

    Volontariato, Beni Relazionali e Benessere Soggettivo

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    Il lavoro analizza le determinanti del benessere soggettivo usando i dati dell’Indagine sulle Cooperative Sociali Italiane del 2007. Obiettivo del lavoro è verificare se le relazioni genuine che si instaurano con gli altri e la partecipazione ad attività ad alto contenuto sociale possono configurarsi come componenti essenziali della felicità. In particolare, dall’analisi empirica è emerso, a conferma delle ipotesi teoriche, che l’attività di volontariato, a cui è connessa la produzione e il consumo di beni relazionali, ha un impatto positivo e significativo sul livello di benessere soggettivo degli individui
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