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    Subjective culturer, smoking, alcohol and the Internet dependence

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    Cross cultural, ethnographic, anthropological studies, as well as research in the field of developmental and cultural psychopathology, give evidence in support of the idea that “context” (interpersonal environment, conventional social structures, social norms, socio-economic variables, cultural factors) plays a main role in defining which expression of distress is accepted or sanctioned (Draguns, 1995; Gone & Kirmayer, 2010). Different studies show how acculturation plays an important role in the initiation and maintenance of a number of mental illnesses (Oei & Raylu, 2009). According to the cultural standpoint, our work focuses on the role of the subjects’ cultures in many types of problematic repetitive behaviors, like smoking, alcohol and internet addictions. The term “subjective culture” can be originally found in Triandis (1972, 2002). According to the author, subjective culture includes ideas about how to live properly and how to behave in relation to objects and people. However, whereas for the author subjective culture is a “characteristic way of perceiving its social environment" by society (Triandis, 1972, p. viii, 3), we recognize that many subjective cultures may be expressed within the same society (Venuleo, Salvatore, & Mossi, 2014; Venuleo, Mossi, & Salvatore, 2014; Venuleo & Marinaci, forthcoming). Previous studies in the Italian context have already provided evidence that subjective cultures, through which people interpret their social environment, play a major role in differentiating heavy drinkers, as well as pathological gamblers, compared with a control group (Venuleo, Salvatore, & Mossi, 2014). The current study assessed whether smoking dependent subjects express different subjective cultures compared with alcohol dependent subjects and internet dependent subjects. Our hypothesis is that subjective cultures also play a role in differentiating various kinds of addiction, having different implications for individuals’ social adapting, Participants, recruited in three different contexts (public health services for the treatment of addiction, casino, undergraduate course) were subjected to the Cigarette Dependence Scale (CDS) (J-F. Etter, J. Le Houezec & T. V. Perneger 2003), the Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT) (World Health Organization 1993), the Internet Addiction Test (IAT) (K. Young 1998), and the Questionnaire on the Interpretation of the Social Environment (QUISE) (Mossi & Salvatore 2011), in order to investigate the subjective cultures. Two different logistic regressions were applied in order to esteem the capability of the QUISE scores to differentiate smoking dependent subjects from alcohol dependent subjects and internet dependent subjects. Consistent with the hypothesis, the results show that smoking dependent subjects express a different way of connoting the social environment, when compared with alcohol dependent and internet dependent subjects. The former depict the environment as positive and reliable, while the the latter depict it as negative and unreliable. Implications for prevention and intervention efforts are discussed

    La formazione come riflessione generativa sui significati. Un caso studio sugli studenti di psicologia

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    In una prospettiva psicologia clinica, la formazione può essere intesa come processo riflessivo sui significati con cui gli studenti interpretano il setting di apprendimento. Il contributo approfondisce questa prospettiva e presenta un caso studio volto ad esaminare l’impatto di un laboratorio riflessivo sui modi con cui gli studenti di un corso di laurea triennale in psicologia costruiscono il senso del proprio percorso universitario. From a clinical psychological point of view, the training can be conceived as a reflexive process on the meanings by which students interpret the learning setting. The present paper deepens such perspective; furthermore, it is presented a case study aimed to analyze the impact of a reflexive workshop on the ways the students of a three year degree course in psychology construct the sense of their university experience

    For a reporting clinic. The report as clinic case.

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    The clinical use of the report in the clinical psychological training involves a primary reflection on the nature of the data being studied, the type of reading it calls for, the kind of use, and the perspective from which to start (what use will we make of it and why?). I will try not to take for granted the conceptual factors linking the psychodynamic perspective in its contextual, socioconstructivist version (Salvatore et al., 2003), with the interest in the process and the semiotic and dialogical context of reporting. In order to examine this link in detail, in the first part I will give some considerations on the nature of meaning, which enable us to recognise the constructive, dialogic, contextual and contingent nature of the product and the process of reporting to someone else; in the second part I will take up some elements of clinical theory and its outcome, to enable us, in the frame of sense emerging from this dialogic exchange, to identify an object and a significant purpose of the supervision function. Lastly, in the third part, in order to make a detailed examination of some of the methodological implications suggested by this perspective, I will present a supervision device which involves a reflexive function on the meanings that are gradually constructed by the trainees in the context of the meeting. The report seems to me an useful tool in order to promote this reflexive function

    Validazione di un Modello Psicologico (MPsi) di Sviluppo della Qualita' Universitaria***Validation of a Psychological Model (MPsi) for improvement of university quality

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    Partecipazione Bando Firb 2008 - Programma Futuro in ricerca" Protocollo progetto inviato per la partecipazione al bando: RBFR0808AT Il presente progetto intende validare da un punto di vista teorico e metodologico un Modello Psicologico (MPsi) di sviluppo della qualità universitaria, di matrice socio costruttivista (Gergen, 1999; Harrè, Gillet, 1994; Salvatore, Valsiner, 2006; Montesarchio, Venuleo, 2003), sul quale da alcuni anni converge il lavoro teorico ed empirico dei comitati tecnici scientifici delle tre unità di ricerca (Venza, 2008). Tale modello può essere articolato in quattro componenti fondamentali: ° Una teoria generale dei fenomeni oggetto dell'intervento, ovvero della natura dei fattori facilitanti o depotenzianti l'efficacia dell'azione formativa, concepita come un processo intersoggettivo di sense making (Valsiner, 2007; Salvatore et al. 2008). In questa prospettiva, la qualità è funzione dei modelli di rappresentazione del contesto universitario (obiettivi, profilo professionale perseguito, scopi della verifica ...) che da un lato sostengono la progettazione e l'offerta formativa, dall'altra orientano la fruizione da parte degli studenti; ° Una teoria e un metodo di analisi della domanda formativa dell'utenza studentesca, riconosciuta al contempo come un organizzatore e un prodotto dell'esperienza (Carli, 1993), da assumere come oggetto e scopo di un modello di sviluppo della qualità; ° Una teoria e un metodo della costruzione del setting dell'intervento, che investe sulla creazione di dispositivi che consentano il riconoscimento dei modelli di identità e di ruolo degli studenti, e lo sviluppo dei loro schemi di conoscenza. ° Una teoria e un metodo di verifica dell'intervento, che non si limiti all'analisi degli esiti raggiunti da singole azioni formative, ma sia in grado di produrre un giudizio di tipo strategico sull'utilità/appropriatezza e il senso che l'intervento ha (avuto) per il fruitore. In riferimento ai punti esplicitati, il progetto persegue due obiettivi interconnessi: A. la validazione e lo sviluppo teorico del modello; 1 B. la sua validazione e sviluppo metodologico, in una chiave che sia, al contempo, locale (contestualizzata al tipo di Corso di laurea e di contesto) e strategica (calibrata sulle domande espresse da specifiche utenze). A. Sul primo punto: - è obiettivo specifico dell'Unità di Milano, l'analisi delle determinanti, ovvero dei fattori formativi di successo e dei fattori critici che intervengono nella fruizione del processo formativo. Si intende in particolare sviluppare e validare l'ipotesi teorica che siano i modelli socio-simbolici espressi degli studenti a mediare il rapporto con l'istituzione universitaria, il tipo di committenza espresso, l'utilizzo che si fa dei servizi da essa offerti. - è obiettivo specifico dell'Unità di Salerno, l'analisi del rapporto tra culture di ruolo e contesto. Si intende in particolare supportare l'ipotesi teorica che il contesto formativo universitario da un lato sia regolato, dall'altro solleciti negli attori dimensioni simboliche condivise (seppure differenziate a livello di contenuti rappresentazionali) che permettono una comune modalità di fare esperienza di tale contesto. B. Sul secondo punto: - è obiettivo specifico dell'Unità di Lecce, la definizione, modelizzazione e verifica di dispositivi formativi di tipo integrativo (DFI) volti allo sviluppo dei sistemi di conoscenza e di fruizione dell'esperienza universitaria espressi dagli studenti, anche alla luce dei criteri suggeriti dai risultati intermedi prodotti dalle altre unità sulle culture studenti e docenti afferenti ai CDL coinvolti da Lecce. In linea con la letteratura psicosociale, il progetto assume una logica di analisi bottom-up (Butera, 1984; Ham, Hill, 1984) e culturalista (Zucchermaglio, 2002) che riconosce nella logica del case study una chiave di accesso per certi versi obbligata (anche se evidentemente non esaustiva) alla analisi del rapporto tra modelli simbolici ed efficacia formativa (Bergquist, 1992), non deducibili esclusivamente dall'interno della teoria psicologica, in quanto connessi alle forme storiche e simboliche attive entro i contesti. La generalizzabilità dei risultati in questa ottica non va ricercata nella rappresentatività statistica del campione indagato, quanto nella capacità dei modelli elaborati di prestarsi come strumenti ermeneutici di costruzione di ipotesi sul rapporto che lega reciprocamente e dinamicamente pratiche, attività, modelli di ruolo. Nell'ottica tuttavia di consentire una complessiva validazione del modello, le tre unità lavoreranno in parallelo insistendo - con obiettivi specifici differenti - su corsi di laurea condivisi. La collaborazione tra i gruppi di ricerca coinvolti consentirà di perseguire ciascuno degli obiettivi assegnati alle tre unità entro diversi Corsi di Laurea triennali e biennali (di area pedagogica e psicologica), e realtà locali universitarie (Lecce, Milano, Salerno, Palermo e Torino), e di esplorare elementi di comunanza e/o di specificità connessi ai diversi progetti formativi e professionali. Sul piano metodologico, le tre unità condividono una metodologia articolata che integra strumenti (resoconti a tema, questionari, interviste, differenziali semantici ...) ampiamente utilizzati nella ricerca di tipo psicosociale (Carli, 2001; Montesarchio et al., 2003; Mannarini et al. 2005, Freda, 2004) e analisi di tipo multimensionale volte a connettere i contenuti rappresentazionali proposti dalla popolazione indagata, con il piano simbolico dove si delinea la matrice generativa del piano semantico (Salvatore, Venuleo, 2006). Le tre unità procederanno parallelamente all'organizzazione di archivi elettronici di monitoraggio della carriera formativa, per valutare il rapporto tra profili di carriera degli studenti con le variabili di tipo simbolico indagate, e per elaborare criteri di intervento. Sarà specifico strumento e prodotto del progetto la costruzione di un software per sostenere il governo e la patrimonializzazione informatica di differenti tipologie di dati, denominato University Quality Management (UQM). Fondato su un sistema di generalizzazione delle procedure più che del dato rilevato, esso intende facilitare la trasferibilità del Modello Psicologico di qualità oggetto di validazione ad altri corsi di laurea o agenzie educative, scolastiche, formative del territorio

    Studio di verifica dell’impatto simbolico di dispositivi formativi integrativi (DFI) a supporto della qualità universitaria

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    Ricerca di Base - Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche Il progetto di ricerca fa propria l’idea che la pratica formativa possa essere concepita non solo come un medium per incontrare i modelli di identità e di ruolo degli studenti, ma anche come un processo di generazione di questi modelli (sistemi di pensiero, modelli culturali, atteggiamenti, rappresentazioni condivise). Può riprodurli – confermando ed alimentando premesse e criteri di rapporto proposte dallo studente - oppure modificarli, trasformarli, rinnovarli. In questo senso, e da un punto di vista complementare, i modelli di fruizione degli studenti costituiscono al contempo un precipitato ed un segnale della transazione a tre tra: setting formativo (sue valenze simboliche, organizzative, strutturali), comunità degli studenti (identità, modelli di comportamento; codici ...) e sistema socioculturale più ampio (vincoli e risorse in esso presenti; modelli di ruolo e valoriali). Il progetto intende contribuire allo sviluppo metodologico del corpus scientifico di matrice socio-costruttivista e psicodinamica di sviluppo della qualità universitaria brevemente delineato. In questa ottica il progetto intende verificare l'impatto dei dispositivi formativi integrativi (DFI) - ulteriori rispetto alle attività previste dai manifesti degli studi dei corsi di laurea coinvolti dal progetto - sui modelli di fruizione e sulla produttività degli studenti. Si intende in particolare verificare l'ipotesi che il potenziamento dell'efficacia formativa possa significatamene passare attraverso l'incorporazione di: a) Dispositivi di tipo riflessivo entro i quali gli studenti possano esprimere, riconoscere e rielaborare, le proprie immagini - fondamentalmente implicite ed a connotazione emozionale - del ruolo di studente, dell'Università, della professione; b) Dispositivi di tipo metodologico, a supporto dell'apprendimento, volti allo sviluppo delle premesse di ordine culturale, cognitivo, affettivo che organizzano le strategie di studio utilizzate dagli studenti (verificate in ingresso), capaci di evidenziarne i vincoli e le condizioni di felicità in relazione a specifici oggetti, obiettivi, modelli di ruolo e di rapporto, contesti

    Valutazione e validazione di un modello si sviluppo dell’offerta formativa universitaria

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    Ricerca di base - Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche Il progetto di ricerca fa propria l'idea che la modalità di costruzione socio-simbolica dell'immagine di un servizio presso gli studenti universitari (e più in generale presso la popolazione studentesca) non si esaurisce - dunque non può essere saturata - sul piano funzionale e cognitivo della conoscenza dell’offerta formativa, dei suoi oggetti e dei suoi strumenti, ma richiede specifici modelli di competenza volti a governare il gioco intrecciato delle reciproche simbolizzazioni che erogatore e fruitore mettono in atto al fine di dare senso al loro rapporto. La ricerca ha inteso esplorare l’Immagine del Contesto universitario, del ruolo dello studente al suo interno, e della professione psicologica presso l'intera popolazione degli iscritti al test di ingresso del Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche dell'Università del Salento (coorte 2007-2008

    Psicologia (clinica) e territorio. Dalla categoria del bisogno a quella del significato.

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    Si propone un punto di vista psicologico clinico sul territorio riconosciuto come soggetto e oggetto di interpretazioni, narrazioni e azion
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