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Il Putto reggifestone «che dicesi dell’immortale Raffaello»: fortuna e storia conservativa tra Otto e Novecento
The contribution reconstructs the conservative history of the mysterious fresco fragment depicting a Putto, with unpublished archive documentation, graphics and photographs, which came to the collections of the Accademia di San Luca in Rome through the bequest of Jean-Baptiste Wicar in 1834. The research highlights how the conservation conditions of the painting influenced the doubts regarding its autograph, up to the precise reconstruction of the debate that arose around the work in the 1960s, when it was subjected to a restoration by the ICR
Note sulla fortuna del putto che affianca il Profeta Isaia di Raffaello
The text reconstructs the visual fortune among artists of the modern age of the figure of the festoon-bearing putto alongside the Prophet Isaiah frescoed by Raphael in the church of Sant'Agostino in Rome
VENTRA – ESTADOS DE MOVIMENTOS
Resumo: Relato da produção da vídeo-performance Ventra – estados demovimentos realizada pelos alunos do Programa de Mestrado em Artes Visuais da Universidade Federal de Pelotas - UFPel, 2019, Pelotas/RS, Brasil.Palavras-chave: Vídeo-performance; Improvisação; Composição. VENTRA - MOVEMENT STATESAbstract: This is a report on the production of the video-performance Ventra - states of movements carried out by the students of the Graduate Program in Arts - Master in Visual Arts at the Federal University of Pelotas - UFPel, 2019, Pelotas/RS, Brazil.Keywords: Video-performance; Improvisation; Composition
Tommaso Minardi e Raffaello: dai disegni inediti del «ragazzo faentino» ai discorsi accademici della maturità
The contribution analyses the function of Raphael in the thought and work of the painter Tommaso Minardi. Through unpublished youthful drawings and speeches given by the artist during his academic teaching in his maturity, the text investigates tangencies and evolutions in his approach to the great 16th-century master
Raffaello: non solo armonie e conflitti tra mondo antico e spiritualità cristiana
Il 21 ottobre 2020 l’Accademia Nazionale di San Luca inaugura la mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate, a cura di Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra, affiancati dal comitato scientifico composto da Liliana Barroero, Marisa Dalai Emiliani, Michela di Macco, Sybille Ebert-Schifferer, Vincenzo Farinella, Silvia Ginzburg, Arnold Nesselrath, Serenella Rolfi Ožvald e Alessandro Zuccari
Tommaso Minardi e il restauro come condizione necessaria per una storia dell'arte
The article analyzes the positions of Tommaso Minardi (1797-1871) on the restoration of paintings in Rome and in the Papal State at a crucial moment in the transformation of the restoration activity into a profession independent of artistic creation
Maratti e l'Accademia. I santi artisti come repertorio di modelli
Il testo ricostruisce per brevi tratti la carriera di Carlo Maratti all’interno dell’Accademia di San Luca, con particolare attenzione alla serie dei dodici ritratti di santi artisti, ideata e donata da Carlo Maratti all’Accademia nel 1700. La serie è qui interpretata come un secondo, più completo manifesto della sua idea dell’insegnamento accademico, realizzato a circa vent’anni di distanza dal ben noto disegno raffigurante la Accademia di Pittura, eseguito dall’artista per il marchese del Carpio intorno al 1680-82. Le quattordici effigi, di cui solo dodici conservate, costituirono per Maratti l’occasione per mettere in mostra i raggiungimenti della “scuola romana” – laddove il termine “scuola” va inteso nel duplice senso di indirizzo stilistico e luogo di insegnamento – prodotti dall’esercizio accademico. Non a caso le effigi furono immediatamente esposte, per volontà del donatore, in uno dei più importanti ambienti di rappresentanza dell’antica sede accademica al Foro Romano.
I dodici ritratti si presentano come un repertorio di teste di carattere, all’interno delle quali è possibile rintracciare e l’esercitazione sulle “parti della pittura” da parte dei «giovani di Maratti»
Il "San Luca di Raffaello": vicende e restauri tra Cinquecento e Novecento
La pala raffigurante "San Luca che dipinge la Vergine", tradizionalmente attribuita a Raffaello, è stata oggetto di ripetuti interventi conservativi per via del suo statuto di icona simbolo dell'Accademia di San Luca, nonché per la rinomanza dell'Urbinate nella cultura accademica romana. Sull'opera si sono succeduti numerosi interventi di restauro finalizzati alla conservazione, ciascuno condotto secondo la cultura del restauro del tempo in cui è stato condotto l'intervento. Tutte queste operazioni hanno avuto come esito il cambiamento radicale dell'aspetto dell'opera. Il saggio ricostruisce con materiali inediti la storia conservativa del dipinto.The altarpiece representing St. Luke painting the Virgin, tradittionally attributed to Raphael, has been an object of much care through the centuries because of its being the icon of the Accademia di San Luca and thanks to the alleged attribution to the leading artist in the roman academic culture. In order to preserve it many restorations were carried out, each one performed according to the culture of their time, and the feature of the painting has definitively changed. The paper reconstructs the complex conservation history of the painting basing on new archival research
Restauri di dipinti nel Novecento: le posizioni nell'Accademia di San Luca 1931-1958
La collezione dei dipinti dell’Accademia di San Luca è stata oggetto di diverse campagne di restauro tra il 1931, anno della demolizione dell’antica sede al Foro Romano, e il 1958, anno in cui ha termine anche la lunga e complessa vicenda del restauro del “San Luca di Raffaello”, opera-simbolo dell’istituzione stessa.
La grande quantità di documenti emersa nel fondo novecentesco dell’Archivio Storico dell’Accademia testimonia l’affiorare e il perdurare di un animato dibattito intorno ai temi del restauro dei dipinti. Il testo analizza le convergenze e le divergenze che hanno caratterizzato il rapporto fra le posizioni assunte dagli accademici di San Luca e le istanze espresse da una parte da studiosi come Argan, Brandi e Longhi, considerati unitariamente, nonostante le peculiari convinzioni metodologiche, come esponenti di quel fronte critico che poneva il restauro al centro della riflessione sull’opera d’arte, e, dall’altra parte, da Pico Cellini, rappresentante di vertice di quella tradizione del restauro avvertita dagli accademici come più consentanea in quanto legata al fare artistico più che a speculazioni teoriche
Giovanni Pileri: «il migliore de' restauratori» nella Roma di Tommaso Minardi
Il contributo ricostruisce un corpus di restauri di pitture operati da Giovanni Pileri, restauratore attivo a Roma e in territori periferici dello Stato Pontificio alla metà del XIX secolo. La ricognizione permette di individuare la centralità di questa figura poco nota nel panorama artistico romano dell'epoca. Allievo di Tommaso Minardi e definito dal biografo dell'artista faentino Ernesto Ovidi «il migliore de' restauratori», Giovanni Pileri ottenne nel corso della sua lunga carriera incarichi importanti grazie anche al sostegno di Minardi, divenuto dal 1858 Ispettore alle Pitture Pubbliche. Dagli affreschi del portico di San Lorenzo fuori le mura alla celebre pala raffigurante San Luca che dipinge la Vergine, opera-simbolo dell'Accademia romana di San Luca, Pileri ebbe, grazie all'appoggio del maestro e all'autorità che questi rappresentava in materia di restauro, commissioni importanti e costanti da parte del Governo Pontificio, in un periodo di evidente declino del potere economico della nobiltà romana, che rendeva le commissioni pubbliche necessarie per il sostentamento degli artisti
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