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    Nota sulla tradizione dei carmina di Girolamo Amalteo

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    Nel contributo vengono esaminati alcuni manoscritti ed edizioni che trasmettono carmina del poeta neolatino Girolamo Amalteo (sec. XVI): tali testimoni si dimostrano fra loro indipendenti; fra essi speciale importanza ha il ms. Marc. Lat. XII 250 (11878), comprendente una silloge autografa di testi tuttora inediti. I carmina geronimiani sono caratterizzati da cospicue varianti, frutto di una continuativa attività di rielaborazione compiuta dell’autore medesimo. The contribution examines some manuscripts and printed editions that transmit carmina of the neo-Latin poet Jerome Amalteo (s. XVI): these witnesses are independent of each other. Between them, the manuscript Marc. Lat. XII 250 (11878) has special significance: it transmits an autograph anthology of poems still unpublished. Jerome’s carmina are characterized by considerable variants that are the result of a revision of the text made by the author himself.

    «Nelle parole di Dante». Pompeo Caimo e la Commedia, Udine, Società Filologica Friulana, 2021 (Biblioteca di studi linguistici e filologici, 25)

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    La prima parte del volume delinea la figura culturale dell’archiatra e filosofo Pompeo Caimo, professore di medicina teorica presso l’Università di Padova dal 1624 fino al 1631, anno della sua morte; evidenzia il ruolo nevralgico che l’opera di Dante occupa in tutta la sua produzione letterario-filosofica; introduce quindi all’edizione delle sue finora inedite Espositioni a due luoghi della Commedia, e cioè Purgatorio XI 1-21 (parafrasi del Pater noster) e Paradiso XXXIII 1-21 (preghiera di s. Bernardo alla Vergine), trasmesse autografe nel manoscritto della Biblioteca civica “Vincenzo Joppi” di Udine, Fondo principale 433; rivela come le due Espositioni siano correlate a quelle opere di commento al Pater noster e alla Salve Regina, le quali, tra i secoli XV e XVI, furono composte da vari e illustri filosofi, letterati e teologi. La seconda parte del volume contiene l’edizione critica, corredata di un apparato di note di commento, delle Espositioni trasmesse dal citato manoscritto Fondo principale 433 della Biblioteca civica udinese. La terza parte contribuisce a ricostruire l’imponente biblioteca della famiglia Caimo, oggi per la maggior parte confluita presso la Biblioteca Universitaria di Padova; rivela inoltre come alcuni volumi appartenuti alla famiglia siano arricchiti da annotazioni manoscritte, spesso di cospicuo interesse storico-culturale: tra esse la editio princeps delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo, le cui postille sono edite a conclusione del volume

    Memorie di libri, luoghi e sapori: per ritrovar se stessi (su un recente libro di Angelo Floramo)

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    Recollections of books, places and flavours : a way to find yourself again (about a recent book by Angelo Floramo) · The latest work by Angelo Floramo, L’osteria dei passi perduti. Storie zingare di strade e sapori (Udine, Bottega Errante, 2017), stands out for the originality of the themes, the exuberant style, the inspiration to genuine civil values. The author’s attention is mainly focused on some geographical micro-entities of the Mitteleuropa, each contributing its own unique and characteristic food and wine culture. Floramo’s work is grounded on his eclectic knowledge of modern and contemporary artists and writers ranging from Garcia Marquez and Eugenio Montale, to Ippolito Nievo and Amedeo Giacomin

    Epigrammi umanistici inediti dal manoscritto Marciano Lat. XII 250

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    Il manoscritto Venezia, Marc. Lat. XII 250 (11878), è un autografo del medico e poeta opitergino Girolamo Amalteo (1507-1574); esso trasmette alcuni carmina di Girolamo, solo in parte noti e divulgati in raccolte antologiche a stampa. Dal manoscritto vengono tratti e qui pubblicati quattro epigrammi finora inediti, corredati di traduzione e commento; si dà inoltre conto dell’interrelazione fra la produzione epigrammatica di Girolamo e l’Anthologia Graec

    Postille a Virgilio di Marco Antonio Grineo

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    Edizione delle postille che l'umanista Marco Antonio Grineo (s. XVI) apportò all'opera di Virgilio in un esemplare dell'opera custodito presso la Biblioteca del Seminario di Udin

    Petrarch and Silius Italicus: a Survey on a controversial Topic

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    as far as we know from the available historical documentation, the poem Punica by Silius Italicus (a Latin epic poet who lived in the first century a.D.) had no circulation during the Middle Ages, and it was discovered by Poggio Bracciolini in 1417. In the opinion of many scholars, however, Francesco Petrarca (1304-1374) would have known the Punica about eighty years before Poggio’s discovery, and he would have imitated it in his poem Africa. As matter of fact, Petrarca’s Africa shows surprising similarities with Punica. In my research, I inspect some passages of the two poems and I elucidate that the similarities between the two works may be casual: at least in those examined passages, Africa depends on other different sources, with which Petrarca was surely acquainted

    Sulla fonte greca della traduzione bruniana del Gorgia

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    Studio sulla tradizione manoscritta sottostante alla traduzione compiuta da Leonardo Bruni del Gorgias di Platon
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