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    Discorso di Vedovato alla Camera dei Deputati per un piano di interventi in Somalia

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    Testo del discorso di Giuseppe Vedovato alla Camera dei Deputati per un piano di interventi in Somalia (Roma, 12 novembre 1970).Qoraal ku saabsan khudbad uu Giuseppe Vedovato ka jeediyay golaha xildhibaannada, isagoo ka hadlaya qorshe loogu talaggalay Soomaaliya (Roma 12 Nofember 1971).Text of Giuseppe Vedovato speech to the Chamber of Deputies for a plan of interventions in Somalia (Rome, November 12th, 1970)

    El humano algoritmo: nos urge tejer nuevas formas de ‘relacionalidad’

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    Antonello Vedovato, fundador de Edulife, inició su compromiso en el campo de la investigación y el desarrollo en la pedagogía en el trabajo y en la innovación social desde 1988. A finales de la década de los ’90, constituyó un centro de recursos centrado en la integración de las tecnologías de la comunicación con la didáctica, dando vida a Edulife. A esta iniciativa le siguieron varios proyectos significativos de formación de docentes, tanto en Italia como en América Latina. En este contexto, Vedovato ha desarrollado una metodología innovadora denominada "ciclo del valor Edulife", que interpreta en clave laica el sistema preventivo de Don Bosco Giovanni. En 2010, con la creación de la Fundación Edulife, Vedovato inició una larga serie de viajes a China para promover e implementar el ciclo de valores en las escuelas de formación profesional. 2016 marcó el inicio, junto con jóvenes colegas, de un Ecosistema de capacitación humana, social y profesional, conocido como el proyecto 311VERONA. En 2021, enriquecido por la experiencia y por las publicaciones científicas en el camino realizado por Edulife, desarrolló la metodología 311ECOVERSITY. Finalmente, en 2023, Vedovato creó el fondo 245 Social Impact Venture

    Benchmarking, Complessità e Apprendimento

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    Questo lavoro intende approfondire lo strumento benchmarking, sotto il profilo degli obiettivi assegnati, della dimensione procedurale e del ruolo effettivamente assunto nel contesto di applicazione. L’analisi è condotta secondo due direzioni principali. La prima prende in considerazione l’aspetto “oggettivo” dei problemi decisionali sot- tostanti l’applicazione del benchmarking, riconoscendone la complessità e approfondendo le implicazioni di tale riconoscimento sul ruolo possibile per gli strumenti di supporto in generale e per il benchmarking in particolare. La seconda recupera l’aspetto “soggettivo” dell’applicazione del benchmarking, analizzandone l’impatto sui processi di apprendimento individuali e organizzativi. Il lavoro si articola in quattro capitoli. Il primo è dedicato alla presentazione del benchmarking e all’esame della letteratura sull’argomento. In par- ticolare dapprima è presa in considerazione la trattazione manualistica, con l’obiettivo di delineare le modalità di applicazione segnalate come corrette. Successivamente l’analisi si focalizza su alcuni contributi recenti che, spostando l’attenzione su finalità e modalità di applicazione alternative, si avvi- cinano all’approccio accolto nel lavoro. In generale, l’obiettivo del capitolo è quello di fornire al lettore alcuni riferimenti di base sulle caratteristiche del benchmarking, sulle modalità di implementazione e sulle finalità di supporto direzionale riconosciute, che possano costituire un riferimento rispetto al quale considerare gli approfondimenti dei capitoli successivi. Il secondo capitolo, dopo una breve ripresa delle caratteristiche fondamentali della teoria della complessità, ne approfondisce le principiali implicazioni per la comprensione dei sistemi aziendali e dell’attività di direzione. L’obiettivo è quello di chiarire le conseguenze che il riconoscimento delle caratteristiche di complessità dei problemi direzionali comporta sul ruolo e sul contributo che è ragionevole assegnare ad uno strumento quale il ben- chmarking e sulle caratteristiche applicative che, conseguentemente, è op- portuno che esso assuma. Il terzo capitolo è dedicato al tema dell’apprendimento delle organizzazioni e degli individui al loro interno. Anche in questo caso la comprensione dei tratti fondamentali dei processi di apprendimento e, in generale, del tema della conoscenza nelle aziende, è posta alla base della riflessione sul ruolo possibile per il benchmarking e, quindi, della relazione tra le caratteristiche della sua implementazione e il contributo atteso. Nel conclusivo capitolo quarto, infine, sono ripresi i concetti fondamentali discussi per delineare una posizione conclusiva e unitaria sulle caratteri- stiche e sulle condizioni di applicazione del benchmarking, con particolare attenzione al tema della pluralità delle forme applicative che esso può assu- mere e della loro idoneità rispetto alle concrete situazioni direzionali. L’obiettivo del capitolo è, dunque, arrivare a proporre una risposta all’interrogativo di fondo sulla capacità del benchmarking di offrire un supporto direzionale coerente con le caratteristiche dei problemi da fronteggiare e con i meccanismi di apprendimento, muovendo dal riconoscimento della loro eterogeneità e della loro centralità nella determinazione del successo dell’applicazione. Sotto il profilo applicativo, l’attenzione è diretta alla identificazione di modalità di implementazione del benchmarking che, muoven- do dal riconoscimento delle caratteristiche del profilo oggettivo e soggettivo della situazione direzionale, conducano ad una configurazione idonea, da un lato, a preservare l’identità di fondo dello strumento, e dall’altro a favorirne il successo

    Il distretto calzaturiero del Brenta: storia, strategie e sfide del futuro

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    Chi si trovasse ad ammirare un paio di calzature da donna esposte in una qualsiasi boutique di lusso del mondo, con buona probabilità avrebbe di fronte un prodotto sviluppato e realizzato nel distretto calzaturiero della Riviera del Brenta. Ma come è potuta quest’area tra Padova e Venezia divenire il luogo di elezione per la realizzazione delle calzature da donna di lusso? Quali sono i fattori che hanno spinto i principali marchi mondiali del lusso a concentrare in Riviera del Brenta il loro business delle calzature? E quali sono le sfide che le aziende della zona dovranno vincere per riuscire a mantenere la posizione conquistata e continuare ad essere al vertice dell’eccellenza manifatturiera nella produzione di calzature? Il libro utilizza le memorie e le riflessioni di numerosi protagonisti del distretto per cercare di rispondere a questi interrogativi, ripercorrendone la storia dalle origini ad oggi, per mettere in luce le ragioni alla base del successo ma anche gli aspetti di debolezza che è necessario affrontare. La chiave interpretativa utilizzata è di tipo strategico. Le ricostruzioni degli intervistati sono utilizzate per individuare i fattori ambientali rilevanti, le risorse materiali e immateriali critiche per lo sviluppo e gli snodi decisionali più importanti nelle diverse fasi. Il libro testimonia le straordinarie abilità artigianali e imprenditoriali degli operatori del distretto ma sottolinea anche la necessita di innovare i modelli di business delle aziende per assicurarne la continuità nel futuro

    Strategy Visualization, Cognitive Frames, and Strategy Renewal in SMEs

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    This paper provides experimental evidence that visual representation of strategy and related concepts increases the probability of updating the cognitive frames of small entrepreneurs. An original strategy mapping technique and Osterwalder and Pigneur’s (2010) business model canvas were used to help 42 small entrepreneurs to critically review their current strategies and choices. A questionnaire about perceptions of the external environment and internal structure was submitted to the participants before and after the experiment. The same questionnaire was submitted twice to a matched control group of 50 SME entrepreneurs who were not involved in any activity. The results show that involvement in the visualization experiment significantly increased the probability of the participant changing perceptions on strategic issues, with a stronger impact for strategy mapping. The results are interpreted as indicative of a positive contribution of visual representation in strategy renewal
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