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    Agricoltura, paesaggio e territorio tra conservazione e innovazione: il ruolo della ricerca

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    Il paesaggio è un’entità spaziale complessa, nella quale troviamo registrate, sedimentate nel tempo, le trasformazioni di genere naturale e culturale, espresse con un linguaggio universalmente comprensibile in un testo unico e fragile. A questa concezione matura del paesaggio si può riferire il suo riconoscimento come indicatore di sintesi dello stato dell’ambiente, che l’ex Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente proponeva sul finire degli anni Novanta, indicando pertanto una possibile via, non semplice, né esaustiva, ma chiara e praticabile, per l’analisi e il progetto della sostenibilità dello sviluppo territoriale. La stessa definizione olistica che la Convenzione europea attribuisce al paesaggio costituisce una conferma ed un rafforzamento del suo significato quale esito primario delle modalità di sviluppo territoriale e pertanto della sua valenza di termine di valutazione delle relative condizioni di sostenibilità

    Relazione suolo, pianta, atmosfera: sicurezza e qualità delle produzioni agroalimentari e tutela dell'ambiente

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    L’agricoltura può essere rappresentata come punto di intersezione fra aspetti biofisici (piante, animali, microrganismi, terreno, acqua, atmosfera ecc.), tecnico economici (produzioni, tecnologie, mezzi tecnici, mercati, prezzi ecc.) e socio-politici (popolazioni, culture, istituzioni politiche ecc.). I problemi che un sistema siffatto pone alla ricerca sono di conseguenza di grande complessità soprattutto nel momento in cui si vogliano perseguire soluzioni rispettose della qualità dei prodotti della sicurezza dei consumatori e in armonia con l’ambiente. Queste problematiche presentano una vera e propria sfida per i ricercatori che operano nel settore agricolo e che si trovano di fronte ad un sistema che deve essere analizzato con il più elevato livello di specializzazione disciplinare possibile senza però perderne di vista l’unitarietà e la complessità. L’avanzamento delle conoscenze e l’individuazione delle migliori soluzioni tecniche risultano pertanto strettamenti legati ad un approccio multidisciplinare che preveda l’indagine a tutti i livelli di scale spazio-temporali coinvolgenti una problematica. Sulla base di queste premesse l’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie (AISSA), in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Foggia, organizza il suo V Convegno annuale che verterà sul tema: “Relazione suolo, pianta, atmosfera: sicurezza e qualità delle produzioni agroalimentari e tutela dell’ambiente”

    Extraction and preliminary characterization of microsomal (Mg2++K+)-ATPase activity of grapevine roots

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    The microsomal fraction extracted from grapevine roots obtained from woody cuttings possesses Mg2+-dependent, monovalent cation-stimulated ATPase activity. Addition of BSA, PVPP, choline-Cl, ethanolamine, glycerol-1-P besides EDTA and DTT to the homogenizing medium as preservative compounds was required in order to achieve a successful isolation. When microsomes were extracted according to Hodges and Leonard (1974) by homogenizing root tissue in the presence of EDTA and DTT, the enzyme activity exhibited inhibition by Mg2+ only partially relieved by K+, and properties of acid phosphatase rather than ATPase. Cation-stimulated ATPase of microsomes protected during homogenization was further characterized and it showed optimum activity at pH 7.0 in the presence of Mg2+ plus K+. It was specific as a triphosphatase and Mg2+, rather than other divalent cations, was preferred as a cofactor. As monovalent stimulating cation, only NH4+ could substitute for K+ with equivalent efficiency. The kinetics of K+ stimulation showed a biphasic pattern. Biochemical bases of ion uptake by grapevine seem to be similar to those clarified for annual plant

    Iron reduction and uptake by grapevine roots

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    Some characteristics of Fe reduction and uptake by grapevine roots were studied by comparing them with K+ uptake and with ion uptake by oat roots. BPS inhibits Fe uptake by more than 90 percent both in grapevine and oat roots. However, the Fe reducing capacity of membrane vesicles “in vitro” is also inhibited by BPS. Compounds interfering with electron flows (DCMU, PMS, ferricyanide) also inhibit Fe uptake. Anaerobiosis increases the reducing activity of grapevine roots. Oligomycin inhibits Fe reduction in the presence of O2 and stimulates it under anaerobiosis. Rotenone inhibits Fe uptake both in aerobic and anaerobic conditions. Fe and K uptake rates by grapevine roots are not constant. A first phase at higher rate occurs within the first minutes, a second phase follows at a lower rate. With oat roots Fe behaves similarly, while K uptake occurs at a constant rate. Lowering the temperature from 30 to 0°C decreases the absorption of Fe and K by grapevine roots by about 50%. Fe uptake by oat roots decreases by 75 percent and K uptake by about 90 percent. Fe absorption by different grapevine species is characterized by wide differences in the kinetic constants (Vmax and Km) and in the response to changes of pH. The biochemical basis of Fe reduction and the distinctive features of Fe uptake by grapevine roots are discussed

    Mineralizzazione della sostanza organica e assorbimento dei nutrienti da parte delle piante

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    Sono descritte le principali tappe della mineralizzazione della s.o. del suolo, i meccanismi che determinano il trasporto di nitrati, solfati e fosfati agli apparati radicali nonché i meccanismi propri del assorbimento nutrizionale presenti al plasmalemma delle cellule radicali

    Novel reversed phase HPLC technique for chloroplast pigment analysis of crop

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    The paper describes a new, more reproducible and rapid HPLC methods for the analysis of chloroplast pigments in crop plants

    Free space binding and uptake of ions by excised roots of grapevines

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    The uptake of of potassium and sulphate ions by excised roots of two species of Vitis (V. vinifera cv Verduzzo trevigiano and the hybrid rootstock V. berlandieri x V. rupestris 1003 P) was studied and compared. It si shown that important differences between genotypes can occur in the binding of ions in the free space
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