1,721,034 research outputs found

    Introduzione

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    Musei italiani del dopoguerra (1945-1977). Ricognizioni storiche e prospettive future

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    Gli anni della ricostruzione nel secondo dopoguerra hanno consegnato al Paese una stagione irripetibile del museo, rinnovato nella sua forma così come nei contenuti. Di quel periodo il volume intende fornire una riflessione storico-critica relativa alla tenuta odierna della proposta culturale e al contempo sui problemi di restauro e di rifunzionalizzazione di quei musei attualmente in corso. L’importanza, riconosciuta a livello internazionale, dei progetti di architetti quali Carlo Scarpa, Franco Albini, Franco Minissi, non sottrae infatti le istituzioni museali nate all’epoca dalle esigenze contemporanee di una loro riorganizzazione dettata da mutati livelli qualitativi e standard di comunicazione aggiornati.Quali possano essere le soluzioni da adottare, nel dovuto rispetto di quanto costituisce tuttora un modello esemplare della museologia e della museografia italiane, è quanto si propongono di verificare i saggi raccolti nel libro, tenendo conto del cambiamento radicale della missione del museo sempre più orientato verso un’ampia accessibilità, nuove pratiche e uno statuto nuovo delle proprie collezioni. Il volume raccoglie i contributi scientifici del primo anno del Corso di Alta Formazione di Museologia e Museografia tenuto a Palazzo Butera a Palermo nel 2020, diretto da Valter Curzi e organizzato dal Dipartimento SARAS dell'Università di Roma "La Sapienza" in convenzione con Palazzo Butera, Francesca & Massimo Valsecchi Collection, con il patrocinio di Fondazione Roma Sapienza, MAXXI, SISCA

    Più nobili templi, cupole più gloriose. L’architettura del Museo Pio Clementino

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    Descrizione del museo Pio-Clementino in Vaticano e sintesi delle sue vicende storiche e architettonich

    "...così esattamente che più oltre non si potrebbe". Per Johan Zoffany in Italia

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    Il saggio comprende alcuni dei più importanti risultati della ricerca presentata per la prima volta nel mio intervento alla giornata di studi organizzata alla Royal Academy di Londra il 14 maggio del 2012 (ora pubblicati con maggior estensione in Johan Zoffany (1733-1810) The Florentine years and some discoveries, including a Madonna for the Grand Duke, in “The British Art Journal”, 2015, XVI, n. 1, pp. 4-15. La ricerca amplia notevolmente le conoscenze sul periodo italiano del tedesco naturalizzato inglese Zoffany (1772-1778) grazie a nuovi documenti e nuove opere, che ne arricchiscono catalogo e incidenza nel panorama artistico italiano ed internazionale. In particolare ho rintracciato, nei depositi di Palazzo Pitti a Firenze, un dipinto importantissimo, (Madonna col bambino) noto da documenti ma da sempre considerato perduto, donato dal pittore al Granduca Pietro Leopoldo, al suo arrivo a Firenze nel 1772. Presento inoltre un altro inedito (Mrs. Peachum che scopre il matrimonio della figlia Polly con Macheath) anch'esso accolto con entusiasmo al convegno della Royal Academy, per le connessioni con la committenza e con altre opere dell'artista. Numerose anche altre novità, sia documentarie che filologiche, sulle opere del periodo italiano e non solo. Il catalogo della mostra svoltasi a Roma, Fondazione Roma (15 aprile-20 luglio 2014) è stato edito sia in italiano che in inglese (Milano, SKIRA, 2014), in ragione della sua tematica e diffusione internazionale e del connesso comitato scientifico, che comprende alcuni dei più grandi esperti dell'argomento, quali Martin Postle del Paul Mellon Centre for Studies in British Art (London and Yale) e Robin Simon (Honorary Professor of English at UCL; Editor of The British Art Journal) che hanno sostenuto la mia ricerca, sia prima (convegno Royal Academy) che dopo (articolo citato sopra sul 'British Art Journal' e intervento al convegno internazionale dell'Università di San Pietroburgo, 31 ottobre 2014: Johann Zoffany, Classical Art, Italy and Russian Patronage: Shedding New Light on Models, Men and Paintings, in corso di pubblicazione) la presente pubblicazione, anch'essa fortemente voluta in quanto ritenuta uno snodo rilevante per una nuova visione, dopo la mostra del 2012 (Yale e Londra), di Zoffany all'interno dell'analisi della più importante pittura inglese del Settecento
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