1,723,510 research outputs found

    L'ultimo nemico di Dio. Il ruolo dell'Anticristo nel cristianesimo antico e tardoantico

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    A. D’Anna – E. Valeriani: Introduzione. E. Norelli: Da dove emerge l’Anticristo? Riesame dell’ἀντίχριστος nelle Lettere di Giovanni. J.-D. Kaestli: Un nouvel apocryphe à verser au dossier de l’Antichrist: la Revelatio Iohannis récemment découverte dans un manuscrit latin de Prague. Appendice: Apocalisse del beato Giovanni apostolo ed evangelista, a cura di J.-D. Kaestli, traduzione dal latino all'italiano di E. Norelli). E. Valeriani: L’Artefice di iniquità nell’Apocalisse apocrifa di Giovanni. A. D’Anna: Simon Mago Anticristo? Una nota sugli Atti di Pietro. Indici, a cura di A. D’Anna

    Verde porteño. Dallo spazio del pittoresco al giardino per tutti

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    Il volume raccoglie un insieme di letture e di sguardi diversi tra loro, che possono offrire elementi di riflessione per uno studio sistematico della città di Buenos Aires. All'interno dell'opera, il contributo di Andrea Valeriani si sofferma sul tema del verde in città, con un'indagine che parte dal giardino pittoresco di fine Ottocento sino agli interventi più recenti di riconversione "green" degli spazi urbani delle strade e di aree un tempo abbandonate della capitale argentina

    Progetto Prin 'La città come cura e la cura della città'

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    Il progetto pubblicato (di: A. Capuano, G. Celestini, A. Criconia, A. Giovannelli, L.V. Ferretti, F. Toppetti, A. Lanzetta, A. Valeriani con I. Cellini, D. Frediani, M. Gilistro, D. Navarra, E. Tomassini) - redatto nell'ambito della Ricerca Prin “La città come cura e la cura della città”- si sviluppa in tre aree di studio principali, seguendo una classificazione ‘per scale’: Area 1 (Small), Città Universitaria/Tiburtino/San Lorenzo; Area 2 (Medium) – Asse Flaminio/Valle Giulia (Villa Borghese); Area 3 (Large): Tor di Quinto (C.U.S.)/ Sant’Andrea. In tutti e tre i settori d’interesse, le azioni strategiche puntano a sottolineare la centralità dell’Università ‘Sapienza’ come elemento d’innesco della rigenerazione urbana. L’obiettivo è quello di infondere nella popolazione ‘Sapienza’ e nei cittadini romani la consapevolezza della necessità di nuovi stili di vita, che siano favoriti attraverso progetti di mobilità dolce, aree per lo sport e il tempo libero facilmente raggiungibili e servizi di prossimità per la persona

    La nuova politica ambientale ed energetica: il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e gli strumenti contrattuali

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    Tra gli strumenti giuridici utilizzati per realizzare interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico, un ruolo sempre più significativo è stato assunto dal contratto di rendimento energetico o di prestazione energetica (energy performance contract, EPC), uno strumento di derivazione anglosassone introdotto nell’ordinamento comunitario con la Direttiva 2006/32/CE poi recepita con il D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115 e attualmente disciplinato dall’art. 2, lett. n del D.Lgs. 4 luglio 2014 n. 102, che lo definisce “Accordo contrattuale tra il beneficiario e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori, forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali i risparmi finanziari”

    Ritrovare una connessione: Politici, Giornalisti e Pubblico

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    La prefazione discute criticamente la tesi proposta nel testo, ovvero che nell’Occidente contemporaneo, tanto le elite conservatrici quanto gli elementi progressisti non sono più in grado di collegare la propria azione ad una grande narrazione capace di attribuirle un senso nella Storia. La classe politica occidentale, in particolare quella al governo, è dunque impegnata disperatamente in due percorsi di ricerca: la ricerca di un senso per la propria azione e la ricerca di una connessione con il proprio elettorato, o con “la gente”, come si usa dire. Nella prefazione si afferma tuttavia che la sfera pubblica delle società occidentali oggi non vede soltanto la classe politica affrontare un complicato processo di ridefinizione del proprio ruolo e delle proprie modalità di connessione con gli altri attori sociali. Le élite decisionali non sono infatti l’unico soggetto impegnato nella difficoltosa elaborazione di una metanarrazione in grado di offrire una struttura di significato all’interno della quale proiettare le proprie azioni. Anche i mediatori dell’informazione, ovvero i giornalisti, coloro ai quali è affidata attraverso un fitto processo di negoziazione la ricostruzione narrativa della società, si trovano oggi, in tutti i paesi occidentali, alle prese con una ricerca di senso e connessione, condizione non meno difficile di quella che vivono le élite decisionali e i soggetti politici

    Obama, un cittadino di Baghdad. La campagna presidenziale americana sui grandi giornali arabi.

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    Il saggio presenta un'analisi del contentuto della copertura della grande stampa panaraba della campagna elettorale di Obama. Attraverso l'analisi dei frame utilizzati nel raccontare quell'evento il capitolo riflette sulle dinamiche negoziali e rappresentative che caratterizzano la sfera pubblica panaraba

    Richard Valeriani, 1965

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    Richard Valeriani is shown with a typewriter in his hospital bed. Caption Reads: MARION, Ala. , Feb. 19--HOSPITALIZED BY RACIAL VIOLENCE-- Richard Valeriani, a correspondent for the National Broadcasting Co., sits up in his hospital bed today to prepare his newscast. Valeriani and several other persons were injured last night during a melee which broke out as Negroes protested the arrest of a voter registration worker. 1965The Atlanta University Center Robert W. Woodruff Library acknowledges the generous support of the Joseph & Evelyn Lowery Institute for Justice and Human Rights, the Joseph Echols Lowery Irrevocable Trust, and other donors in supporting the processing and digitization of Morehouse College's Joseph Echols and Evelyn Gibson Lowery Collection

    Three-dimensional Models as ‘in-between-objects’ - the creation of in-between knowledge in early modern architectural practice

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    This article, in a special issue of ‘History of Technology’, originated in an international workshop initiated and organised by Valeriani at the London School of Economics (2011). Valeriani brings together different fields making materials studied by historians of architecture relevant for the history of science and technology and vice versa. Extending her research on knowledge formation in Europe in the 17th and 18th centuries on the one hand, and on the use of 3D models in architecture on the other, she focuses on ‘in-between objects’ (3D models, scientific instruments, technical drawings and maps), to argue that they played an important role in the merging of ‘knowledge kinds’ in Europe in the period. Distinctions which had operated in the Middle Ages such as intellectuals/artisans, knowledge/skill were broken down when practically-minded intellectuals, and speculating artisans, navigators and geographers, created knowledge through a series of artifacts that could not have been produced by either of the groups independently. Valeriani bases her discussion on primary and secondary sources to produce work that extends beyond speculations in the history of ideas and beyond considerations on two-dimensional representations. By considering the materiality of interactions between different social groups and epistemes, Valeriani makes an important contribution to a growing field of research that has been developed in recent years in works such as ‘The Mindful Hand’ (2007) and ‘The Enlightened Economy’ (2009). Valeriani has been invited to present papers on her research into models to audiences in various academic settings including the Tagung für Ausgrabungswissenschaft und Bauforschung (Trier 2012), the international conference The Model, a Tool in the Architectural Project (Paris 2011) and organised an international workshop and an exhibition on a closely related topic at the Royal Society, co-funded by V&A, AHRC, Max Planck Institute for the History of Science and Royal Society (2013)

    Giant subcortical high-frequency SEPs in idiopathic generalized epilepsy: A protective mechanism against seizures?

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    objective: recently, we found that high-frequency somatosensory evoked potentials (HF-SEPs), which are modulated by arousal-related structures, were abnormally enhanced during N-REM sleep in two seizure-free IGE patients [restuccia d, rubino m, valeriani m, della marca g. increase of brainstem high-frequency SEP subcomponents during light sleep in seizure-free epileptic patients. clin neurophysiol 2005; 116: 1774-1778]. Here, we aimed at verifying whether similar HF-SEP abnormalities were significantly correlated to the clinical outcome in a larger population of untreated IGE patients. methods: patients were classified as juvenile myoclonic epilepsy (JME; six patients) and childhood or juvenile absence epilepsy (CAE and JAE, six patients). they were untreated because newly diagnosed, or because seizure-free. HF-SEPs from patients were compared with those obtained from 21 healthy volunteers. results: HF-SEPs were abnormally enhanced in all seizure-free CAE-JAE patients, whereas they were normal in all JME patients and in CAE-JAE patients with frequent seizures. not only scalp distribution, but also dipolar source analysis suggested a subcortical origin for these enhanced subcomponents, possibly in the brainstem. conclusions: the enhancement of HF-SEPs might reflect the hyperactivity of arousal-related brainstem structures; such an enhancement was found in all seizure-free CAE-JAE patients, while it was never observed in JME patients. significance: we speculate that the hyperactivity of arousal-related brainstem structures might account for the different clinical outcome among IGE subsyndromes. (c) 2006 international federation of clinical neurophysiology
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