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Nuovi apporti dalle analisi delle pitture di Giotto sull’intradosso dell’arco della cappella di Santa Caterina nella basilica di Sant’Antonio a Padova
L'articolo rende noti le analisi autoptiche e le analisi diagnostiche non invasive (UV, IR) realizzati durante il restauro condotto nel 2021-2022 alle pitture sull'intradosso di Giotto. I risultati sono stati presentati oralmente in occasione di un seminario di studi internazionale Novità su Giotto al Santo a cura di Giovanna Valenzano, insieme a contributi tecnici della direzione tecnica del restauro e della responsabile della Soprintendenza
Introduzione
L'introduzione delinea il rapporto intercorso nei secoli tra l'uomo e gli elementi essenziali della vita come sono l'acqua e la terra. Essi sono stati indagati sotto varie prospettive di analisi, dall'esegesi biblica, all'iconografia cristiana, alle forme più proprie impresse dall'uomo al paesaggio monastico, dall'età medievale ai nostri giorni, ma anche il segno lasciato dagli uomini attraverso le legislazioni civili, che cercano di risolvere i problemi di igiene pubblica urbana in età medievale, o al significativo ruolo svolta a Venezia dal Magistrato delle Acque. Si sono inoltre scelte alcune testimonianze dell'oggi, per riflettere sul rischio idrogeologico, sul consumo del suolo e sul possibili rimedi attraverso il recupero di pratiche secolari nella cura del suolo, come il terrazzamento, impiegato sia nel mondo mediterraneo si in quello orientale, ad esempio in Cina
Sfruttamento dell'acqua e architetture di produzione. Casi studio di tre monasteri cistercensi famosi e una grangia benedettina poco nota a sud di Milano
Il saggio dopo una introduzione di tipo storiografico, tesa ad illustrare criticamente una discussione sulla presenza dei mulini nel paesaggio medievale, e il ruolo mitizzato nella storiografia cistercense, analizza nello specifico alcune strutture di produzione, a Chiaravalle Milanese, a Chiaravalle della Colomba. Sottolinea la necessità di nuovi studi rispetto alle sopravvivenze architettoniche del monastero di Abbadia Cerreto, di cui fino ad ora sono state indagate le strutture della chiesa, ma non degli edifici un tempo di proprietà del monastero e oggi di proprietà privata. Il contributo si conclude con una analisi delle strutture della grangia un tempo di prorprieta del monastero di San Pietro di Laus (oggi Lodivecchio). La struttura, recentemente restaurata con i fondi del Giubileo, non è mai stata esaminata prima d'ora da studi specifici di architettura medievale. Si offre pertanto una analisi della struttura avanzando ipotesi di datazione e sottolineando la necessità di indagini non invasive per comprendere meglio la struttura planimetrica originaria
L'Altomedioevo e il romanico
Il libro, dal titolo L'Altomedioevo e il romanico, introdotto da una breve prefazione di Juergen Schulz, curatore del volume, è scritto da Gianpietro Brogiolo e Giovanna Valenzano. Giovanna Valenzano nel lungo contributo di 107 pagine offre una sintesi degli studi più aggiornati condotti dall'autrice sull'architettura del periodo romanico, per una collana interamente dedicata alla storia dell'architettura in Veneto dall'età romana al contemporaneo, in collaborazione con il Centro internazionale di Studi Andrea Palladio e affidata ai maggiori studiosi della disciplina. Gli studi dell'autrice si sono sviluppati costantemente dal 1990 ad oggi, tra gli studi più importanti si segnalano il volume G. Valenzano, La basilica di San Zeno in Verona, Vicenza, Neri Pozza 1993; Costruire nel Medioevo. Gli statuti della fraglia dei muratori di Padova, Padova 1994; alcune voci dell'Enciclopedia di Storia dell'arte Medievale Treccani, come Verona , Treviso, recenti ricerche che danno conto di scoperte i cui contributi sono stati pubblicati in volumi miscellanei ( L'inedita cripta di San Benedetto in L'area del Capitolium di Verona. Ricerche storiche e archeologiche a cura di GIULIANA CAVALIERI MANASSE, Verona 2008; Il pavimento musivo medievale ritrovato, in La casa vicariale dei Santi Fermo e rustico. Recupero di un'architettura di Padova dall'epoca preromana al liberty, Padova 2009) o atti di convegno quali Memorie di una cattedrale perduta: il caso di Padova in Il medioevo: 2009; Il problema del doppio ambulacro del Santo Stefano a Verona,in Il Medioevo: Arte lombarda, a cura di A. C. Quintavalle, 2004; Sergio Bettini e la nascita dei sistemi voltati tra Oriente e Occidente, In Ricordando Sergio Bettini, atti di Convegno, Padova 2007, La cattedrale di Verona nel contesto dell'architettura veronese tra XI e XII secolo in Medioevo: l'Europa delle cattedrali, atti di convegno 2007
L'Università nella città
Il saggio introduttivo di un volume dedicato al patrimonio artistico dell'università di Padova analizza lo stretto rapporto tra l'università, attestata per la prima volta nel 1222 e la città, dalla fase medievale, in cui non esistevano spazi specifici deputati all'insegnamento, alla costruzione dell'edificio rinascimentale, ancora oggi sede del rettorato, fino agli ampliamenti novecenteschi e all'attuale politica di espansione con la realizzazione di nuovi edifici e la rigenerazione urbana di intere aree all'interno perimetro urbano. Il volume, destinato ad un più largo pubblico, è suddiviso in due parti. 4 saggi analizzano le tematiche principali nella prima parte, nella seconda sono analizzate le opere in contributi specifici dedicati a ciascun edificio, affidati a specialisti della materia. Il volume presenta un ricco apparato illustrativo, concepito come un'asse portante dell'intero volume, in gran parte realizzato appositamente. Ogni saggio è corredato da una bibliografia ragionata, posta alla fine del volume insieme all'indice dei nomi
Venezia versus Bisanzio, Venezia quasi alterum Byzantium
La prefazione traccia il rapporto Venezia Bisanzio dalla celebre frase Venetia quasi alterum Byzantium scritta al doge Cristoforo Moro e al Senato della Serenissima, nel 1469 da Bessarione, che raccolse numerosi codici per salvare la cultura greca dalla distruzione. Un gruppo circoscritto di codici, datati dal X al XIII secolo, di produzione italo greca sono al centro dell'analisi del volume. Si evidenzia l'importanza del piccolo corpus di codici illustrati, tra i quali spicca per eleganza il codice con la Cronaca Universale di Michele Glycas copiato per Barda Tromarchopoulo. Il testo, pressoché inedito all’infuori di Costantinopoli,
è un testimone importante dei rapporti piuttosto stretti che intercorrevano fra il Salento e il Bosforo.
nell’Italia meridionale e in Sicilia
Palazzo Livinano
Il contributo a 6 mani, con sigle ad indicare le parti di specifica pertinenza, illustra il valore artistico del complesso Liviano, dall'età medievale, con la scoperta e messa in luce del vano di età carrarese sotto la sala dei Giganti, che deve la sua decorazione al XVI secolo, ma di cui rimane il ritratto di Francesco Petrarca dipinto da Jacopo Avzanzi. Del periodo medievale ci si sofferma sulle strutture murarie riscoperte e sulle descrizione dei cicli pittorici ricordati dalle fonti
L'avanguardia del pensiero benedettino per il recupero del prestigio perduto: programmi figurativi eccellenti nella basilica di Santa Giustina dall'età romanica a quella gotica
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