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    «L’ago dentro e fuori». Il nodo memoria/storia nel caso della deportazione

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    La memoria è una fonte preziosa per la storia della deportazione nazista e fascista, senz’altro la più ricca. La storia è una risorsa necessaria alla memoria della deportazione, in qualche modo la libera preservandone la ricchezza. Come ha scritto Anna Rossi-Doria: “Tra storia e memoria si possono rintracciare molti fili comuni [...] è necessario avviare una sorta di riconciliazione tra storia e memoria”. È su questo intreccio, a volte conflittuale ma necessario, che si muovono le mie riflessioni. È indubbio, anche a settantatré anni dalla liberazione, che la deportazione nei Lager nazisti, nel suo complesso, sia uno di quegli eventi che appaiono irriducibili alle comuni categorie interpretative della storia. Il passaggio dalla memoria alla storia è stato più volte invocato dai deportati, ma la loro esperienza è rimasta a lungo ai margini dalla storiografia. Le cause di questo silenzio, per il caso italiano, sono molteplici: le divisioni politiche che hanno pesantemente segnato la storiografia contemporaneistica italiana; la mancanza di rapporti con le altre discipline, in particolare con le scienze sociali; il fatto che le ricerche si sono concentrate sulla Resistenza . Alla base di questa assenza sta soprattutto il fatto che non esiste un ordine simbolico in cui inserire l'esperienza della deportazione: i deportati non potevano a nessun titolo essere iscritti nel mito resistenziale del combattente in armi attraverso il quale si voleva rifondare l'Italia del dopoguerra

    Transcyborgllera. Hackerare l'archivio da una prospettiva transfemminista e queer.

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    “Transcyborgllera. Hackerare l’archivio da una prospettiva transfemminista e queer” è un progetto di ricerca iniziato nel 2006 in un momento di fermento politico e artistico durante il quale Barcellona era diventata un palcoscenico, per una moltitudine di collettivi femministi, postporno e trans, dal quale rivendicare maggiore visibilità e libertà sessuale attraverso una molteplicità di pratiche di genere dissidenti e di guerriglia sessuale. Interpellatx dalle strategie politico-artistiche di alcuni di questi collettivi, abbiamo iniziato a contribuire alla realizzazione di alcune performances postporno del collettivo Post-Op e di Diana Pornoterrorista e, più avanti, siamo statx coinvoltx nell’organizzazione delle prime manifestazioni di lotta contro la patologizzazione delle persone trans

    Tecnofemminismo.Appunti per una tecnologia transfemminista.

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    Una tecnologia transfemminista cercherà di superare la vulnerabilità nello spazio pubblico della tecnomeccanica di internet. Google non è uno spazio di sicurezza. I suoi server sono iscritti nella lista degli attrezzi necessari al discorso eteropatriarcale, in un rack blindato. Possiamo entrare e uscire da essi (e il più delle volte ci obbligano a uscire con la forza e senza spiegazioni) perché, in un certo senso, abbiamo sempre vissuto in spazi insicuri, costruendo fortezze collettive e affettive di protezione. Ma io chiedo una tecnologia transfemminista che crei i suoi spazi di sicurezza, nella città e nella rete. Chiedo server liberi, senza censura, nei quali non si debbano dissimulare i contenuti né autocensurare i video. Chiedo di organizzarci per ottenerl

    Representing the territory: the layer The landscape as it was of WebGIS visualversilia.com

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    Il presente contributo illustra la metodologia messa in atto durante la realizzazione del progetto di ricerca VisualVersilia, condotto dal centro e-GEA, per la creazione di una guida multimediale su WebGis (visualversilia.com), in grado di mappare, studiare, leggere e conoscere il territorio, ricostruirne la storia e le trasformazioni, restituire la complessità e la ricchezza del patrimonio culturale attraverso la documentazione scritta e archeologica, la cartografia storica e contemporanea, le fotografie d’archivio e moderne, le immagini satellitari, i progetti urbanistici, le pitture e i disegni di artisti che hanno ritratto il paesaggio versiliese. La metodologia di ricerca adottata e l’impiego delle nuove tecnologie hanno dunque consentito di creare una guida in grado di fornire un modo nuovo di visualizzare, raccontare, valorizzare il territorio della Versilia, di condurre l’utente alla scoperta di un territorio e delle sue realtà culturali attraverso il tempo e lo spazio; lo strumento del WebGis consente di localizzare, rappresentare e gestire i dati relativi agli elementi storico-culturali del territorio, attraverso una mappa interattiva che presenta una serie di livelli informativi divisi per temi ed epoche. Nello specifico il livello “Il paesaggio com’era”, a sua volta articolato in sottolivelli e caratterizzato da ricostruzioni della geografia e delle infrastrutture della Versilia in età preromana, romana, medievale, moderna e contemporanea, permette di muoversi in uno spazio/mappa, di immergersi in realtà temporali diverse e di contestualizzare i siti culturale presenti sul territorio nello spazio geografico relativo all’epoca alla quale appartengono

    Introduction

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    New technologies are introducing important changes in all scientific objects, especially in the field of Geography. Ubiquity of media, above all new media, provides top down and bottom up generated contents. These contents can be produced everywhere and at any time. An increasing use of new media brings about an overproduction of texts and images that, furthermore, puts a greater emphasis on the Territory. Large volumes of accessible forms of narration, are increasingly available. Known as web generated content, despite being almost impossible to verify often have an extremely strong influence both in and over territorialisation processes. This change is highly significant and calls into question social relationships and the subjectivities

    Geography and the ICT. New Technologies & Geographical Research

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    New technologies are introducing important changes in all scientific objects, especially in the field of Geography. Ubiquity of media, above all new media, provides top down and bottom up generated contents. These contents can be produced everywhere and at any time. An increasing use of new media brings about an overproduction of texts and images that, furthermore, puts a greater emphasis on the Territory. Large volumes of accessible forms of narration, are increasingly available. Known as web generated content, despite being almost impossible to verify often have an extremely strong influence both in and over territorialisation processes. This change is highly significant and calls into question social relationships and the subjectivities. Online experience tends to be totalizing, it meets needs in terms of: security, socialization, communication, information and self-esteem, and are now used to generate a new territorial understanding and representation In this contemporary communicative context, territory becomes a narrated subject and assumes new configurations that readjust and balance its significance with new semiological suggestions. Digital communication is a tool with a strong impact both in storytelling and territorial representation, a tool that poses new theoretical and practical questions. In recent years research has focused on this tool as a media to represent and recount territorial complexity and cultural heritage. According to post-representational theory cartography must be understood as a dependent expression, strongly associated with the context that produces and exploits it. This perspective attempts to reach a compromise between those who consider maps as a technical instrument, related to an applied knowledge and those who understand maps as a form of power/knowledge, subjected to an ideological structure. This contest reveals the necessity to investigate the role that new technologies play in geographical research and how deeply they can modify geographical perception. Our question is, to what extent are these new technologies of representation and narration influencing the creation of a sense of territory

    Introduction

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    New technologies are introducing important changes in all scientific objects, especially in the field of Geography. Ubiquity of media, above all new media, provides top down and bottom up generated contents. These contents can be produced everywhere and at any time. An increasing use of new media brings about an overproduction of texts and images that, furthermore, puts a greater emphasis on the Territory. Large volumes of accessible forms of narration, are increasingly available. Known as web generated content, despite being almost impossible to verify often have an extremely strong influence both in and over territorialisation processes. This change is highly significant and calls into question social relationships and the subjectivities

    Geo-based technology in support of creating a seamless free-choice learning experience on minor water-heritage sites. Lessons learned from the EUWATHER project.

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    Tourism has the potential to persuade people to adopt pro-environmental principles and practices. Nature-based tourism, or ecotourism, particularly aims to influence tourists’ behaviour in their home environments by offering a free-choice environmental learning experience. The academic body of literature on the impact of ecotourism practices on cognition, attitudes, and behaviours of tourists confirms the positive correlation between travel and learning. However, the permanence of free-choice environmental learning experiences has been debated. We argue that geo-based technologies provide multiple opportunities for encouraging knowledge acquisition and experiences on ecological landscapes. These technologies can, if employed in a well-organised manner, contribute to a seamless free-choice learning environment, and as such, to a better understanding and appreciation for nature and local culture. The ecotourism project European Water Heritage (EU.WAT.HER) investigates how the use of geo-based technology can contribute to tourists’ connectedness with the landscape and how it can stimulate pro-conservation values and attitudes toward the ecological landscape. This paper provides an overview of the current lessons learned in using geo-based technology to promote minor water-heritage sites. It explores literature on the connections between tourism and informal learning, especially the promotion of pro-conservation values and attitudes, and how geo-based technologies can contribute to this field

    Visualizzare una città: il progetto Visualizzare Ravenna

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    Se è ormai un dato di fatto che le ICT influenzano profondamente il modo di agire e organizzarsi delle e nelle città e il modo nel quale oggi le città si rappresentano e si narrano allora non solo “deve essere sottolineata tanto la reciprocità quanto la complessità dei legami tra telecomunicazioni, attività offline e gli spazi urbani”, ma occorre anche cercare di trovare nuovi linguaggi per raccontare tale reciprocità e complessità. È l’ambizione di Visualizzare Ravenna
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