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Appunti di viaggio
Le elezioni primarie possono essere considerate la novità più importante intervenuta nel sistema politico italiano da molti decenni a questa parte. Lontane dalle luci dei riflettori esse hanno modificato profondamente la natura dei partiti, specie nel loro rapporto con elettori e iscritti.
Secondo alcuni studiosi le primarie sono lo strumento adatto per reagire al diffuso sentimento di sfiducia verso i partiti e la politica in generale; secondo altri esse sono nient'altro che uno specchietto per le allodole utilizzato dai dirigenti di partito per conservare, sotto nuove vesti, i loro poteri.
L'analisi delle primarie, soprattutto quella di taglio giornalistico, è spesso imprecisa. Si concentra prevalentemente sui casi più rilevanti, quelli che fanno rumore, lasciando in secondo piano un universo di primarie che, a livello locale, anima e a volte rinnova la vita politica del paese.
In questo volume saranno presentati alcuni fra i più rilevanti casi di primarie comunali degli ultimi dieci anni. Si tratta di esperienze diverse ma tutte insieme, e opportunamente comparate, contribuiscono a costruire un quadro completo della complessa realtà delle primarie comunali in Italia
Il potere dell'alternanza. Teorie e ricerche sui cambi di governo
È male quando non c’è alternanza, ovvero il sistema politico è bloccato; ma la situazione non migliora quando un bipolarismo sgangherato produce fin troppa alternanza, come sta succedendo nella transizione politico-istituzionale italiana. Nei regimi democratici, l’alternanza, ovvero la sostituzione periodica dei governi con le opposizioni, prodotta dal libero voto degli elettori, è il fenomeno sicuramente più importante. In assenza di alternanza, le democrazie funzionano male, la loro qualità peggiora, deperiscono. Quando tutti sanno che gli eventuali “mascalzoni” al governo potranno essere sostituiti, i governanti cercheranno di non comportarsi da mascalzoni e gli oppositori offriranno all’elettorato dirigenti capaci, autorevoli, onesti e in grado di tradurre programmi e promesse in politiche fattibili e efficaci. Quanta e quale alternanza si produce effettivamente nei sistemi politici e con quali conseguenze sono i temi affrontati in questo volume, davvero essenziale per comprendere il funzionamento delle democrazie contemporanee. Dalla Francia alla Germania, dalla Spagna alla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti d’America alle repubbliche presidenziali dell’America latina, il lettore troverà esposta in maniera chiara e attraente, soddisfacente e esauriente la teoria e la pratica dell’alternanza
Le primarie da vicino. Analisi e bilanci sulle primarie comunali in Italia
Le elezioni primarie possono essere considerate la novità più importante intervenuta nel sistema politico italiano da molti decenni a questa parte. Lontane dalle luci dei riflettori esse hanno modificato profondamente la natura dei partiti, specie nel loro rapporto con elettori e iscritti.
Secondo alcuni studiosi le primarie sono lo strumento adatto per reagire al diffuso sentimento di sfiducia verso i partiti e la politica in generale; secondo altri esse sono nient'altro che uno specchietto per le allodole utilizzato dai dirigenti di partito per conservare, sotto nuove vesti, i loro poteri.
L'analisi delle primarie, soprattutto quella di taglio giornalistico, è spesso imprecisa. Si concentra prevalentemente sui casi più rilevanti, quelli che fanno rumore, lasciando in secondo piano un universo di primarie che, a livello locale, anima e a volte rinnova la vita politica del paese.
In questo volume saranno presentati alcuni fra i più rilevanti casi di primarie comunali degli ultimi dieci anni. Si tratta di esperienze diverse ma tutte insieme, e opportunamente comparate, contribuiscono a costruire un quadro completo della complessa realtà delle primarie comunali in Italia
Introduzione. Dove vanno e come stanno i partiti
Le elezioni primarie sono una delle più significative e interessanti innovazioni introdotte nella politica italiana nel corso degli ultimi dieci anni con caratteristiche e dimensioni tali da renderlo un caso degno di rigoroso approfondimento. Il capitolo affronta, in un’ottica critica e scientifica, il tema delle primarie per la selezione delle candidature alla carica di sindaco. Oltre a offrire una interpretazione generale della repentina diffusione delle primarie comunali in Italia, si affronta il fenomeno sotto differenti punti di vista: l’importanza delle regole e dei regolamenti, il peso dell’apparato partitico, la comunicazione dei candidati, la partecipazione dei cittadini e, infine, le strategie elettorali adottate dagli elettori prima, durante e dopo le primarie
Le primarie comunali di Bologna: non c'è due senza tre
Le elezioni primarie possono essere considerate la novità più importante intervenuta nel sistema politico italiano da molti decenni a questa parte. Lontane dalle luci dei riflettori esse hanno modificato profondamente la natura dei partiti, specie nel loro rapporto con elettori e iscritti.
Secondo alcuni studiosi le primarie sono lo strumento adatto per reagire al diffuso sentimento di sfiducia verso i partiti e la politica in generale; secondo altri esse sono nient'altro che uno specchietto per le allodole utilizzato dai dirigenti di partito per conservare, sotto nuove vesti, i loro poteri.
L'analisi delle primarie, soprattutto quella di taglio giornalistico, è spesso imprecisa. Si concentra prevalentemente sui casi più rilevanti, quelli che fanno rumore, lasciando in secondo piano un universo di primarie che, a livello locale, anima e a volte rinnova la vita politica del paese.
In questo volume saranno presentati alcuni fra i più rilevanti casi di primarie comunali degli ultimi dieci anni. Si tratta di esperienze diverse ma tutte insieme, e opportunamente comparate, contribuiscono a costruire un quadro completo della complessa realtà delle primarie comunali in Italia
Fare, disfare e malfare le elezioni primarie: il ruolo dei partiti
Analisi delle esperienze di elezioni primarie nei comuni italian
Cinque tesi sull’assenza di culture partitiche in Italia
La crisi delle ‘culture politiche’ riflette a monte quella delle ‘culture partitiche’. È in questo orizzonte che vengono articolate cinque tesi sull’assenza di una visione culturale nella politica italiana: una marcata rigidità ideologica, consistente nell’incapacità di adattamento alle istanze volta in volta avanzate dalla storia; per ciò stesso, la ‘tabula rasa’ delle culture di partito seguita alla fine delle ideologie; la perdita di una visione organica della storia, sostituita da ‘storielle’ che, in modo frammentario e provvisorio, hanno provato a supplire alla carenza di orientamento dei partiti; il ruolo inadeguato degli intellettuali, che si sono conformati allo stile ‘favolesco’ nel quale si muovono i politici eppure, in modo paradossale, non riescono a instaurarvi un dialogo; l’assenza di condizioni oggettive favorevoli: tempistiche calibrate per l’elaborazione di nuove proposte, spazi fisici di confronto e scambio, mezzi di comunicazione efficaci
Il dilemma delle elezioni presidenziali Usa 2020
In recent years, there have been major concerns about the role of technology in US elections and, more in general, about the integrity and fairness of the whole electoral process. The question of whether or not the introduction of information and communication technologies (Icts) into critical aspects of election administration would improve electoral integrity and democratic quality has been widely debated, both inside and outside the US, especially after the spread of the Covid-19 pandemic at a global level. The article is divided into two parts. The first examines the diffusion of the Icts in the 2020 US presidential elections, with special attention to their impact on three stages of the electoral process: voter registration, voting process and election result processing. The second part of the article deals with the dilemma presented by the 2020 elections – that is, how the most secure and fair elections in the history of the United States, with a record-high level of turnout, turned out to be the most litigious since the end of WWII. To solve this dilemma, the role of (rising) polarization and (negative) partisanship is considered and empirically analyzed
Regno Unito: il premierato personalizzato alla prova dell’emergenza pandemica
Non esiste un paese europeo che, nell’arco di poco più di un decennio, abbia dovuto affrontare un numero tanto rilevante di crisi, peraltro di diversa natura, come accaduto di recente nel Regno Unito. Dalla «grande recessione» scoppiata nel 2008 alle «grande epidemia» del 2020, passando per il trauma della Brexit, il sistema politico del Regno Unito è stato sottoposto a una serie di sfide e trasformazioni che hanno scosso alle fondamenta i canoni del tradizionale “modello Westminster”: la centralità del parlamento, la rappresentanza politica, il bipartitismo e l’esercizio e i limiti della sovranità popolare. Questo paper intende, dunque, analizzare le trasformazioni avvenute nel Regno Unito nel corso degli ultimi trent’anni, all’interno di un quadro analitico che tiene assieme sia le dimensioni istituzionali che quelle più strettamente politiche. Il paper si suddivide in tre parti. La prima si concentra sulla figura del Primo ministro e, in particolare, sulle ragioni strutturali e congiunturali che l’hanno resa il nuovo centro di gravità della politica britannica. La seconda parte è dedicata al tema dell’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia e, nello specifico, alla crescita dei poteri nelle mani dell’esecutivo che essa ha comportato e delle reazioni prodotte sulle altre istituzioni rappresentative. Infine, nella terza parte si propone un bilancio complessivo dei mutamenti del “modello Westminster” e sul nuovo equilibrio istituzionale che si è venuto a creare al suo interno. In questo caso, non si tratterà soltanto di registrare il passaggio da un modello di democrazia all’altro, ma di valutare l’impatto di queste trasformazioni sullo stato di salute della democrazia rappresentativa British-style
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