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La ricezione di Ivo Andrić in Italia (1991-2021). Bilanci e prospettive
This paper offers a survey of the reception of Ivo Andrić in Italy from 1991 to 2021. The most widely translated South Slavic author, Andrić is unique in having not only major but also minor works translated into Italian. In some cases, various translations of the same text have been carried out, and numerous translators have worked with a wide range of publishers, from small to large publishing houses. In addition to novels, short stories represent the part of Andrić’s oeuvre that translators have cultivated more intensely over the last thirty years. Formal studies of the author’s work have increased since the early 1990s, but only one monograph has been published (P. Lazarević Di Giacomo, I romanzi cronache di Ivo Andrić)
Antun Gustav Matoš, Pjesme i epigrami / Dubravka Oraić Tolić, Matoševo pjesništvo, (Posebna izdanja), Matica hrvatska, Zagreb 2020
Recensione del volume che raccoglie le poesie e gli epigrammi di Antun Gustav Matoš e lo studio monografico sulla poesia matošana di Dubravka Oraić Tolic
Vicolo cieco
Il romanzo di Milićević raffigura la soggettività del giovane protagonista, Gavre Đaković, tipo di propensione intellettuale che vive a Zagabria, ma che, mosso da un’inquietudine interiore, fa ritorno al suo paese natio, lungo le sponde del fiume Una, alla ricerca di un senso per la sua vita. Tale ritorno alle origini accresce lo spaesamento e il vuoto che segnano la sua condizione esistenziale. I ricordi dolorosi del passato sembrano alleviati in parte da ciò che suscitano in lui due ragazze, ma lo sconforto, uno spirito autodistruttivo e un “essere” negativo che alberga dentro di lui lo inducono a fare scelte radicali
Portret otuđenja: ka jednom čitanju Gospođice Ive Andrića
L’articolo costituisce una proposta di lettura del romanzo "La signorina" di Ivo Andrić. È noto che quest’opera, a differenza dei romanzi-cronache, è costruita su una diversa base strutturale e tematica. Si tratta di un romanzo su un personaggio (Figurroman) o – come si propone nell’articolo – di un romanzo-ritratto, ovvero di un romanzo di (vari) ritratti, poiché in esso la tecnica del ritratto mostra tutta la sua importanza nella poetica di Andrić. Nella struttura e nella fabula tutto è legato alla realtà individuale e al percorso esistenziale di Rajka Radaković e ciò vale anche per gli elementi del romanzo sociale che l’opera contiene. Il voto fatto da Rajka (da bambina ha promesso al padre morente che nella vita avrebbe risparmiato il più possibile e che, dopo la sua morte, non avrebbe più creduto a nessuno) determina tragicamente e fatalmente il comportamento di lei e la sua visione delle cose, portandola ad allontanarsi dalla vita e dalle persone che la circondano e, dunque, a una totale solitudine. Gli altri personaggi del romanzo servono a una descrizione più dettagliata del carattere della protagonista e alla conferma della sua alienazione e della sua inadeguatezza esistenziale. Tra gli altri spiccano soprattutto la madre e lo zio Vlado: l’amore per loro che Rajka prova per tutta la vita e il loro amore per lei costituiscono le uniche parti serene di quest’opera altrimenti tetra. Tale amore e il fatto che la sua fatale decisione di allontanarsi da tutti e da tutto (tranne che dal denaro) è tuttavia motivata dal trauma che ella ha vissuto da bambina, relativizzano la negatività della caratterizzazione di Rajka. Nell’articolo si pongono in rilievo questo importante tratto della protagonista e il fatto che quest’opera rappresenta un arricchimento della morfologia narrativa e della galleria di personaggi di Andrić, e contribuisce a un approfondimento e a un completamento della produzione andriciana complessiva
La serbocroatistica nei primi settant’anni di attività di “Ricerche slavistiche”
Serbocroatistic contributions have been published on the pages of “Ricerche slavistiche” since 1952, when this academic journal of Slavic Studies was founded by Giovanni Maver at the University of Rome (now Sapienza University). Articles and reviews on various Serbocroatistic topics (that is concerning linguistics, literary history, literary criticism, culture) have been appearing in this journal with such a continuity that they can be included among the most frequent ones
Anatomia della narrativa di Ivo Andrić. Un'introduzione al "Cortile Maledetto"
L'articolo propone una lettura introduttiva, e quindi un'interpretazione, del romanzo breve di Ivo Andrić "Il cortile maledetto" ("Prokleta avlija", 1954), di cui si mettono in rilievo in primo luogo la componente metaletteraria e l'importanza per la poetica complessiva dell'autore. La quintessenza narrativa del "Cortile maledetto" può essere espressa mediante due formule sintetiche: 'concisa complessità' o 'complessa concisione'
Gli inizi della tradizione delle traduzioni serbe dei sonetti di Petrarca. La versione di Rvf 132 realizzata da Vladislav Stojadinović Čikoš
The tradition of Serbian translations of Petrarch’s sonnets begins in the first decades of the 19th century, when some of the first modern Serbian poets, who are also among the first authors of poetry collections in Serbian culture (Jovan Došenović, Jovan Pačić), took in different ways Petrarchan patterns and especially Petrarchan themes in order to compose some of their own poems, in some cases sonnets which are the first in the history of Serbian poetry. Those poems are adaptations and rewritings, which sometimes can be close to the originals, even if we cannot talk about translations in a stricter, modern sense. Soon after the above mentioned phase, the real history of translation of Petrarch’s sonnets into Serbian begins.
This article aims at offering some remarks about the translation of Rvf 132 (S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento?) carried out by Vladislav Stojadinović and published in the 1835 issue of the magazine «Zabavnik», edited by Dimitrije Davidović, a leading 19th-century Serbian intellectual. The translator is not a prominent personality in Serbian literature, whereas that is the case of several translators of the last part of the 19th and of the first years of the 20th century, and especially of the second half of the last century, when some of the most important Serbian poets offered their versions of Petrarch’s sonnets.
Stojadinović’s translation does not reveal deep poetic skills and inspiration. Nevertheless, it deserves our attention because of its cultural-historical value, since it is the first attempt after Došenović’s and Pačić’s phase and represents a link between that phase and the following, more intense tradition, and because of its features, as well. It is a rather free rewriting, in which the elements of target-language culture are very remarkable (see verse and rhyme scheme). This attempt witnesses the presence and importance of Petrarch’s sonnets in modern Serbian culture
Iva Grgić Maroević, Politike prevođenja. O hrvatskim prijevodima talijanske proze. Hrvatska sveučilišna naklada, Zagreb 2017
Recensione di un volume di Iva Grgić Maroević sulle traduzioni croate della prosa narrativa italian
I traduttori serbi dei sonetti di Petrarca. Per uno sguardo panoramico
Премда није још постала предмет специфичних студија, и у модерном српском
књижевном полисистему постоји традиција превођења, или преношења, сонетā
Франческа Петрарке (Francesco Petrarca). После првог препева који је остварио један
од песника који су увели облик сонета у српску књижевност (Јован Пачић), такву
традицију започиње превод песме бр. 132 из Петраркиног Канцонијера (Rvf 132)
који је објавио Владислав Стојадиновић Чикош (1835), a она се устаљује у другој
половини XIX века захваљујући раду преводилаца који се нису истакли, у првом
реду, као песници, као што су Стојан Новаковић и Лазар Томановић. Ипак, само се
у XX веку пракса превођења Петраркиних сонета заиста шири и обухвата неке од
највећих српских песника-преводилаца и сонетиста (Алекса Шантић, Иван В. Лалић, Стеван Раичковић, Љубомир Симовић), представљајући важан чинилац европеизације и модернизације српске лирике и то почев управо од превода двају Петраркиних сонета (Rvf 218, Rvf 220), који су одштампани у "Српском књижевном гласнику" 1901. године. Може се констатовати да се најистакнутији периоди делатности преношења Петраркиних сонета на српски језик подударају с периодима највећег процвата оригиналног сонета у српској књижевности и, уопште, српског лирског песништва.Sebbene sia finora stata solo sporadicamente oggetto di studi specifici, anche nel polisistema letterario serbo moderno esiste una tradizione di versioni, o trasposizioni, dei sonetti di Francesco Petrarca. Dopo il primo rifacimento petrarchesco realizzato da uno dei poeti che hanno introdotto la forma del sonetto nella letteratura serba, Jovan Pačić, tale tradizione comincia con la versione di Rvf 132 eseguita da Vladislav Stojadinović Čikoš (1835) e si consolida nella seconda metà dell’Ottocento grazie al lavoro di traduttori non distintisi, in realtà, come poeti, quali sono Stojan Novaković e Lazar Tomanović. Tuttavia, è nel Novecento che la prassi di tradurre i sonetti di Petrarca prende davvero piede e coinvolge alcuni dei maggiori poeti-traduttori e sonettisti serbi (Aleksa Šantić, più tardi e più intensamente anche Ivan V. Lalić, Stevan Raičković, Ljubomir Simović), costituendo un fattore importante dell’europeizzazione e dell’ammodernamento della lirica serba a partire dalle versioni di due sonetti petrarcheschi (Rvf 218, Rvf 220) stampate sul "Srpski književni glasnik" nel 1901. Si può constatare che i momenti salienti dell’attività di trasposizione dei sonetti di Petrarca in lingua serba coincidono con i periodi di maggiore fioritura del sonetto originale nella letteratura serba e della poesia lirica serba in assoluto
Krešimir Nemec, Leksikon likova iz hrvatske književnosti. (Biblioteka Posebna izdanja). Naklada Ljevak, Zagreb 2020
Recensione di un volume di Krešimir Nemec che contiene un'ampia selezione commentata di personaggi presenti nelle opere letterarie croate appartenenti a diversi gener
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