262,331 research outputs found

    “Miscele” inglesi (e italiane) per formare nuove parole

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    In queste brevi riflessioni lessicali ci si sofferma su quei termini, inglesi o italiani, che originano dai nessi che intercorrono tra i processi di blend (che corrisponde in italiano al processo di fusione o aplologia, da cui derivano le cosiddette parole macedonia, come smog, tipico esempio di letteratura, o Smonday, registrato più recentemente dall’Urban Dictionary per indicare quel momento a cavallo tra la fine del riposo della domenica e l’inizio della pianificazione degli impegni del lunedì) e affix secretion, ossia un processo attraverso cui un nuovo affisso (che in inglese può essere chiamato secreted affix, splinter, combining form, affix-like form o libfix) si rende autonomo e stabile, per cui una parte di una parola considerata inseparabile acquisisce un nuovo valore semantico, diventando così un prefisso, un suffisso o una parola autonoma

    Le prove della vita. Promuovere la resilienza nella relazione educativa

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    Il mito dell'efficienza ha pervaso ormai tutti gli aspetti della vita degli individui, Alessandro Vaccarelli dei processi sociali e, dunque, dei processi formativi. Tutto deve "funzionare": deve funzionare il soggetto educativo quando apprende, quando gioca, quando socializza; deve funzionare il soggetto educativo visto questa volta nel ruolo di guida, maestro, insegnante, genitore, educatore. Dietro le quinte, spesso, un'idea di bene del bambino orientata dal mercato, diventato il grande imprenditore educativo, che costruisce i desideri, detta all'immaginario le norme. In questo scenario il colpo di scena, il mutamento di rotta, la catastrofe nella sua accezione legata all'etimo della parola, ci aiutano spesso a ritrovare il senso, i nessi, il valore essenziale dell'essenzialità delle cose. Ripensare l'educazione dal punto di vista della resilienza, intesa come complesso di capacità che hanno il sapore di vita e di saperi carichi di esistenza, significa avvicinarsi ad una riflessione pedagogica che invita, ancora una volta, alla "sosta", al discernimento, alla responsabilità della scelta, alla significazione dell'agire nella relazione formativa, alla riscoperta dei luoghi, dei soggetti, dei tempi dell'educazione. L'attenzione pedagogica alla resilienza ci aiuta ad affrontare le situazioni, ordinarie e straordinarie, in cui siamo chiamati, come educatori, a supportare l'infanzia, le infanzie, l'adolescenza, le adolescenze, nei loro mai lineari percorsi di crescita; ma potrà fertilizzare anche tutte quelle educazioni che permettono di lavorare sulla prevenzione delle discriminazioni, legate alla provenienza sociale e culturale, al genere, alla condizione psicofisica, all'orientamento sessuale, alla famiglia di provenienza. Vista nell'ottica della prevenzione e dell'educazione al rischio, l'educazione alla resilienza ricongiunge alla vita reale, esplora le risorse, ascolta i soggetti, promuove la creatività, combatte i determinismi. E, quando si fa anche educazione alla resistenza, aiuta a riconciliarci con le tracce utopiche della pedagogia

    Il Sesto atto. Prospettive per una Pedagogia dell'emergenza

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    Il volume nasce dall’esigenza di delineare i confini – pur sempre provvisori, mobili e non privi di aree di intersezione con altri saperi – del campo della Pedagogia dell’emergenza. Si tratta di un passaggio obbligato per giungere a dare a quest’ultima la “forma” di sapere radicato in una epistemologia della complessità, caratterizzato dal principio logico-ermeneutico della ricorsione teoria-prassi, ispirato a una deontologia professionale critico-riflessiva che si traduce in prassi pedagogiche di cura e impegno generativo e trasformativo in contesti formali, non formali e informali. Attraverso la molteplicità di voci e di esperienze che esprime il gruppo di ricerca della Siped Pedagogia dell’emergenza: relazione educativa, resilienza, comunità, si è inteso offrire una prima mappa concettuale, linguistica e metodologica per “essere nei” contesti dell’emergenza “implosiva ed esplosiva”, attrezzati di strumenti teorici e operativi per fare luce su scenari dove l’agire pedagogico può fare la differenza, su “mondi paralleli, silenziosi, impliciti che, in riferimento agli stati-situazioni di emergenza, non sempre sono approssimabili attraverso la comunicazione istituzionale”

    L’educazione outdoor: territorio, cittadinanza, identità plurali fuori dalle aule scolastiche

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    Nel volume si documenta a grandi linee il percorso di ricerca-azione che, nel contesto di una città terremotata, L’Aquila, ha visto l’attività outdoor come una possibilità importante per promuovere apprendimenti significativi, ancorati al territorio, proiettati alla cittadinanza, stimolanti per la ricerca, individuale e di gruppo, di strategie e di capacità resilienti. Le attività svolte all’Aquila nel post-terremoto hanno favorito una serie di riflessioni che lasciano emergere la possibilità dell’estensione delle pratiche outdoor in tutti i contesti educativi, sia quelli segnati dalle emergenze e dunque extraordinari, sia quelli che presentano i caratteri dell’ordinarietà, della, forse mai normale, “normalità”

    Il razzismo coloniale e i testi scolastici durante il fascismo

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    Nell'articolo si prendono in esame le rappresentazioni razziste su altri popoli nei testi scolastici del periodo fascista

    Ri-torno al futuro. L'Aquila 5 anni dopo: che ne pensano i ragazzi

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    Un reportage sui preadolescenti del post-sisma aquilano. Regia di Luca Cococcetta, ideazione e progettazione di Alessandro Vaccarell
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